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RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

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«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

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Rapporto Confidenziale
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6 giugno 2007


All That Jazz di Bob Fosse, 1979


All That Jazz
regia: Bob Fosse; sceneggiatura: Robert Alan Arthur, Bob Fosse; fotografia: Giuseppe Rotunno; montaggio: Alan Heim; paese: USA; anno: 1979; durata: 123'.
Intrpreti: Roy Scheider, Leland Palmer, Ann Reinking, Jessica Lange, Cliff Gorman, Ben Vereen, Erzsebet Foldi, Max Wright, Michael Tolan, Deborah Geffner, William LeMassena, Irene Kane, Kathryn Doby, Anthony Holland, Robert Hitt, Sue Paul, John Lithgow.

«Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può.
Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene, Autobiografia di un ritratto in Carmelo Bene – Opere, 1995

La storia
Joe Gideon è il miglior regista e coreografo di Broadway, un assoluto genio nel suo campo. Lavora al montaggio del suo nuovo film e contemporaneamente all'allestimento di un nuovo musical, ma di entrambi (come ogni genio) non è per niente soddisfatto e per entrambi fa slittare di molto i tempi di consegna mandando in paranoia finanziatori e collaboratori ma soprattutto se stesso. La sua vita privata è un caos senza fine: trascura sistematicamente la figlia avuta dall'ex moglie con la quale comunque continua a collaborare professionalmente e che lo rimprovera per le sue negligenze e debolezze con le donne per le quali nutre una passione simile al collezionismo. Passa di letto in letto fra una complessa – quanto labile – gerarchia di amanti e puerili menzogne.
Fra le sue labbra c'è sempre una sigaretta fumante, per dormire prende sonniferi e per trovare le forze usa ed abusa di Dexedrina.
Totalmente stressato, nel culmine della sua esplosione creativa, si troverà a dover fare i conti con un bellissimo angelo della morte che lo condurrà alla realizzazione del suo musical più intenso e definitivo...

Commento
«I poeti immaturi imitano; i poeti maturi rubano».
Thomas Stearns Eliot

“All That Jazz” è un musical fortemente autobiografico, diretto, scritto e coreografato dal leggendario Bob Fosse. Egli è fra gli autori di musical più amati e rappresentati in tutti i teatri del mondo, fu un genio poliedrico capace di spaziare fra una molteplicità di linguaggi differenti ma sempre in grado di portare la danza all'interno d'ogni sua opera. Trionfi a teatro ed al cinema contrapposti a disastri sentimentali. Il personaggio di Joe Gideon, interpretato da Roy Scheider, assume dunque i caratteri di un vero e proprio alter-ego dell'autore americano, raccontandoci del suo modo di vivere la vita.
Nel cinema esordì nel 1968 con “Sweet Charity, una ragazza che voleva essere amata”, adattamento musicale del felliniano “Le notti di Cabiria”, seguito nel 1972 dal successo planetario ed epocale del sontuoso “Cabaret” pellicola che consacrò Liza Minelli allo status di diva. Viene poi nel 1974 il film “Lenny”, una sorta di biografia del comico americano Lenny Bruce che nel film di cui parlo è spesso evocato dal lavoro di montaggio nel quale è indaffarato il protagonista. Nel 1979 confeziona “All That Jazz” ed infine conclude la sua carriera di regista cinematografico, raccontando ancora una volta il mondo dello spettacolo in “Star 80”.

Se, come disse il grande poeta T. S. Eliot, è vero che i grandi artisti rubano ma non imitano, il caso di Bob Fosse è paradigmatico. “All That Jazz” può essere considerato a tutti gli effetti un film debitore del genio di Federico Fellini e trattandosi di un film autobiografico interpretato da un alter-ego del regista, il paragone non può che andare ad “8½” ed “Amarcord”. Con quest'ultimo condivide pure il direttore della fotografia, l'italianissimo Giuseppe Rotunno.

La sensazione che accompagna lo spettatore durante la visione è quella di un trasporto totale a tempo di musica all'interno dell'esistenza di Joe Gideon, una vita in cui tutto diviene danza e spettacolo e dove la soglia fra ribalta e retroscena è completamente cancellata dal frenetico ed incessante svolgersi degli eventi. Se nel musical è la realtà a piegarsi ai tempi del canto e del ballo qui non vi è invece soluzione alcuna di continuità perchè nella stressata esistenza del protagonista ogni azione è vissuta come un elemento stesso di una coreografia, tutto è spettacolo perchè tutto quello che lo circonda è già musical. Ed alla fine della visione si è talmente elettrizzati da credere d'essere in grado di capir qualcosa della danza...

Quattro Oscar: miglior montaggio (Alan Heim), scenografia (Philip Rosenberg, Tony Walton, Edward Stewart, Gary J. Brink), costumi (Albert Wolsky) e adattamento musicale (Ralph Burns). Vinse pure la Palma d'Oro a Cannes. Quando uscì venne letteralmente fatto a pezzi dalla critica italiana; a distanza di ventotto anni non se ne capisce il motivo. Un film bellissimo, trascinante e poetico. Da vedere.

«Quando realizzavi un progetto con Fosse, tutto il resto era una passeggiata»
Alain Heim, direttore della fotografia

Il DVD
L'edizione realizzata dalla 20th Century Fox Home Entertainment fa parte della nuovissima collana “Music Edition”, una collezione di DVD in edizione speciale realizzati per tutti quegli appassionati di cinema e musica che vogliono godersi appieno le potenzialità della propria sala cinematografica casalinga.
Perfetto l'audio e perfetta l'immagine, ma il vero pezzo forte del DVD sono i contenuti speciali, particolarmente ricchi e curati.
Oltre alla “classica” galleria fotografica, composta da quasi duecento meravigliosi scatti realizzati sul set (nei quali è possibile vedere l'incredibile somiglianza fra il regista e l'attore Roy Scheider), al commento audio del film, affidato al montatore premio Oscar Alan Heim che ha seguito a stretto contatto con Fosse tutte le fasi di lavorazione della pellicola, gli extra possono contare su di una particolarissima attenzione alla musica ed alle canzoni presenti nel film.
Attraverso il “Juke Box” è possibile rivedere sei intere sequenze del film dedicate al ballo ed alla musica, dalla meravigliosa apertura che corre sopra le note della celebre “On Broadway”, passando per la strepitosa e sensuale coreografia chiamata “Airotica”, fino ad arrivare alle oniriche è surreali note dell'epilogo.
“Ritratto di una coreografia” e “Deviazione dagli standard” sono due documentari, della durata di 22 e 7 minuti, dedicati allo stile coreografico del geniale Bob Fosse, che qui viene attentamente analizzato e destrutturato per far comprendere appieno la complessità e la lucidità d'un artista che col proprio lavoro riesce ad essere ancora fresco ed attuale a quasi trent'anni di distanza. Molte le testimonianze, sopra le quali spicca quella Liza Minelli.
Il Making of della canzone “On Broadway” (poco più di 3 minuti) ricostruisce la genesi del più celebre brano del film che, a differenza di quel che si potrebbe pensare, non è stato scritto appositamente ma preso “pari-pari” da una registrazione live del leggendario chitarrista jazz George Benson.
Per gli amanti del genere karaoke c'è poi la possibilità di cantare, seguendo il testo ritmato da aeroplanini saltellanti, il brano “Take off with us”.

Insomma: extra decisamente sopra la media.

L'articolo è pubblicato su SpazioFilm.it




permalink | inviato da il 6/6/2007 alle 19:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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