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30 ottobre 2007


Il mio Ferreri, genio anarchico al quale devo tutto (di Francesca Dellera)


Il mio Ferreri, genio anarchico al quale devo tutto
di Francesca Dellera (Il Messaggero, 23/10/07)

Il MIO Ferreri. Un genio libero e anarchico, un regista al quale devo tutto. Lo ricordo con tenerezza e rimpianto. Mi mancano la sua intelligenza fuori dal comune e la sua amicizia. Parlavo poco, Marco, ma diceva solo cose giuste. Con lui non c'era bisogno di molte parole, perché ti capiva al volo. Ed è stato uno dei pochi registi ad amare veramente le donne: lo dimostrano i suoi film, quasi sempre costruiti intorno a una protagonista femminile.
Le sue storie nascevano da un'emozione, una visione, un'immagine. Le donne avevano il potere di ispirarlo. Mi raccontava di aver scritto La carne, il film che girai con lui nel '90, dopo avermi vista passare per strada nel centro di Roma. Non ci eravamo mai parlati, lui andò dalla mia agente e disse: se non c'è lei, non giro il film. Naturalmente accettai e cominciò così un periodo magico e indimenticabile fatto di pomeriggi passati a casa mia. Ferreri veniva con Liliana Betti per scrivere la sceneggiatura. Mi ascoltava parlare, mi guardava vivere. E piano piano, tra scherzi e risate, confessioni e merende, nasceva il personaggio di Francesca. Una ragazza libera e ribelle, inafferrabile e indipendente. Una che viveva con la borsa gonfia di soldi per poter fuggire in qualsiasi minuto... Un personaggio che mi somigliava in tutto e per tutto e che nel film pronuncia battute rubate alla mia storia, al mio modo di parlare. Come quella che rivolge a Sergio Castellitto dopo una notte di passione. «Ora che ti vedo bene con gli occhiali, sei un mostro, e pensare che io ho avuto solo uomini bellissimi». Ferreri era orgogliosissimo di La carne, che andò a Cannes in concorso. Una volta, a Parigi, mi annunciò che avrebbe voluto dirigere Christophe Lambert e me nel ruolo di due fratelli incestuosi. Sosteneva che ci somigliavamo: stessi occhi azzurri, entrambi miopi e vaghi... Quel film, io l'avrei fatto senza esitazioni. Ma non c'è stato tempo. Non mi resta che ricordare Ferreri, genio senza pregiudizi, con affetto e riconoscenza.

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