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RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
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«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
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6 febbraio 2008


Tech Stuff, manuale video di musica elettronica


TECH STUFF, MANUALE VIDEO DI MUSICA ELETTRONICA
intervista a Giorgio Sancristoforo (aka Tobor Experiment)
Txt: Alessio Galbiati

Questo articolo è tre cose diverse allo stesso tempo. Da una parte è la prosecuzione d’un intervista che ho realizzato a Lucia Nicolai (Responsabile Editoriale di Qoob) ed uscita ad ottobre 2007 sul numero 28 di DigiMag (http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=973), un approfondimento volto ad una maggiore comprensione dell’autore/utente che per primo è stato valorizzato da questa televisione sperimentale, ovvero Giorgio Sancristoforo, meglio conosciuto con il nome d’arte di Tobor Experiment. E’ dunque un’intervista a Giorgio, una persona davvero interessante dotata d’un talento indiscutibilmente fuori dall’ordinario; milanese classe ’74 impegnato professionalmente da vari anni in quella molteplicità di professioni che sempre più tende a far convergere l’ambito musicale a quello dell’immagine in movimento, un notevole esempio d’uomo contemporaneo che sul proprio curriculum ha scritto la frase/manifesto «I’m a fast learner».

Ed infine, ma confesso di esplicitarlo per ultimo come artificio retorico volto all’enfasi, è la scoperta, attraverso una chiacchierata/intervista con il suo autore, di "Tech Stuff. Manuale video di musica elettronica" un libro ed un DVD editi da Isbn Edizioni, innovativa ed interessante casa editrice con base a Milano, costola "ggiovane" del gruppo "Il Saggiatore" diretta da Massimo Coppola e Giacomo Papi (uscito nelle librerie italiane, ma l’intero progetto è assolutamente bilingue – italiano e inglese –, al costo di 14€). Il DVD raccoglie dieci documentari, assolutamente seriali, della durata di 4-5 minuti (complessivamente la durata è di 52') che ripercorrono in maniera didascalica (nel frontespizio la definizione di 'manuale', presente sulla copertina, cede il campo al termine assai più calzante di 'sussidiario') la storia della musica elettronica. Si parla di strumenti musicali: il Theremin ed il Moog ma ci sono anche la storia ed i creatori di folli congegni prodotti dalla Sherman e dalla JoMox. Si parla delle istituzioni culturali dove la musica elettronica è nata, l'Istituto di Fonologia della RAI, e dove costruisce il proprio futuro, l'Ircam di Parigi. Ma c’è anche un simpatico viaggio alla scoperta dei segreti del vinile, si parla poi di Musica Generativa e di Sintesi musicale fino alla conclusione affidata ai leggendari Pan Sonic. Gli extra di questo interessante DVD (visibile liberamente e gratuitamente sul sito di Qoob!!!) sono altrettanto sfiziosi dal momento che includono un curioso software sviluppato sempre da Giorgio Sancristoforo – denominato “Generator X1” – per apprendere i fondamenti della sintesi ma soprattutto una lunga intervista (40') a Karlheinz Stockhausen, vero e proprio guru della musica elettronica, recentemente scomparso e di cui questa intervista è un'importante documento che ripercorre attraverso la sua viva (!) voce l’intera carriera d’uno dei compositori sperimentali più importanti del XX secolo. Il libro invece scende con maggiore dovizia di particolari tecnici ad un livello più profondo degli argomenti affrontati nei documentari, allargando il cerchio degli temi trattati.

Dunque un prodotto editoriale davvero interessante che potrebbe aprire la strada (speriamolo davvero) a tutta quella schiera di creativi che nel nostro paese faticano non poco a trovare la via del pubblico e del mercato, troppo spesso dominato da prodotti d’ “importazione” o altresì conforme alla conformistica (ed anacronistica) linea dettata dalle pagine culturali dei quotidiani nazionali, sempre fuori dal tempo dal tempo che viviamo e distante dalle persone che questo tempo lo abitano.

L’intervista (Milano, 21/12/2007) la trovi su DIGIMAG31/febbraio2008

link:
www.digicult.it
www.digicult.it/digimag
www.gleetchplug.com
www.qoob.tv
www.isbnedizioni.it
www.isbnedizioni.it/index.php?p=1106


12 dicembre 2007


E' morto Stockhausen, viva Stockhausen!!!

Lo scorso 5 dicembre è scomparso (nel senso che è morto) Karlheinz Stockhausen. Qoob lo intervistò qualche tempo prima nel suo studio di Kuerten, vicino a Colonia. Un piccolo omaggio per ricordare una delle personalità più importanti della musica contemporanea. E' morto Stockhausen, viva Stockhausen!!!


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16 novembre 2007


Pan Sonic @ Tech Stuff Party (Milano)


Questa sera - Venerdì 16 novembre 2007
ore 22.00
Spazio Assab One, Via Assab 1 - Milano
googlemap
credo solo su invito. credo...
 
QOOB e ISBN Edizioni, in occasione del lancio del DVD ufficiale di TECH STUFF (la serie di TOBOR EXPERIMENT finanziata dalla QOOB FACTORY), organizzano un party ad alto contenuto qualitativo che vedrà come fiore all'occhiello il live set dei PAN SONIC.
Prendendo 2 piccioni con 1 fava abbiamo postato un video ad hoc che vi spiaga: chi sono i Pan Sonic, cos'è Tech Stuff.
Serata ricca!!!


16 ottobre 2007


QOOB. Creatività al cubo (intervista)


La presente intervista è apparsa sul numero 28 (Ottobre) di Digimag, e-mag del portale Digicult. link

QOOB. CREATIVITA' AL CUBO
Txt: Alessio Galbiati

"Qoob è un canale digitale prodotto da MTV Italia che trasmette musica alternativa”. Così recita wikipedia alla voce 'Qoob'; ma chiunque ha fatto l'esperienza di incrociarne le trasmissioni sul Digitale Terrestre o di visitarne lo spazio web, sa benissimo che la cosa è ben più complessa.
'User-Generated Content', 'social network' e 'snack culture' sono solo alcuni dei neologismi utilizzati per descrivere l'assoluta novtà costituita da un progetto che al suo interno contiene molte anime. Volendo, si potrebbe dire che è un canale televisivo tipo MTV, che è un sito tipo Youtube, ma che è pure un poco Flickr, un poco iTunes ed anche un po' Myspace. Insomma siamo in pieno web 2.0 sinergicamente collegato con la “vecchia” televisione e aperto pure al mondo della telefonia mobile.
Qoob al momento è prodotto da MTV Italia che per il 51% è di proprietà di Telecom Italia Media Broadcasting mentre per il 49% di MTV Network Europe. Per chiarici ulteriormente le idee su queso fenomeno di networking che si sta facendo sempre più conoscere anche nel mondo dell'elettronica audio/video/rete attraverso la partecipazione a festival di riferimento come l'ultimo Sonar, Electrowave, Neapolis of Love Muzikfestival, MUV, addirittura alla Giornate degli Autori durante l'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Abbiamo dunque pensato di intervistare Lucia Nicolai, Responsabile Editoriale di Qoob, che cortesemente ha risposto alle nostre domande approfondendo e puntualizzando gli aspetti peculiari della sua creatura, nata quindi come progetto puramente per il mercato Italiano e ora diffuso a livello internazionale.

Alessio Galbiati: Per cominciare partirei da una domanda assai poco originale che ritengo però fondamentale per chiarir(mi) immediatamente le idee, per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti. La natura intermediale di Qoob (TV-Mobile-Web) genera una polisemica varietà di definizioni possibili; ma che cos'è Qoob? Sul sito di Telecom Italia Media Qoob viene definito come “la sacra trinità dei personal-media”, ma posto che anche in teologia il concetto di trinità soggiace alla fede, mi puoi spiegare la natura di questo progetto editoriale così complesso ed articolato?

Lucia Nicolai: Oddio, mi annienti subito con questa domanda? Qoob (e con questo, d'ora in avanti nella risposta, intendo tutto il progetto, compreso anche gli stadi evolutivi precedenti, Yos e Flux) è nato con un approccio sperimentale, in un mondo mediatico dove la concorrenza non è più fra i canali tv o fra programmi, ma fra un canale tv e un sito internet, fra sito internet e playstation, fra playstation e i-pod, fra programma tv e sms fra amici. Questo vale soprattutto per il mercato dei ‘giovani', tanto effimero nei gusti quanto estremamente ricettivo verso i nuovi trend e superveloce nell'appropriarsi dei propri spazi.
Sono abituati a surfare in internet, hanno una soglia di attenzione bassissima, proprio come internet ti abitua a fare. E soprattutto sono abituati a scegliere da soli quello che vogliono vedere. Per questo hanno bisogno non tanto di un mass-media quanto di un personal-media, che sia con loro potenzialmente in ogni momento. Il nostro è stato un approccio da ‘snack culture' come l'ha definita Wired magazine a inizio dell'anno. In questo senso, abbiamo creato Qoob, un progetto televisivo che aveva nel sito internet il suo hard-core e che poi abbiamo declinato in TV (sul dtt) e sul mobile. A tutt'oggi, stiamo distribuendo QOOB su varie piattaforme online (da Vuze a Veoh, da Babelgum a Youtube), con canali dedicati e brandizzati. E per rendere il progetto sempre più “ 360” come definiscono questo genere di cose gli americani, sicuramente ci saranno occasioni di ulteriori sviluppi futuri. Per rispondere alla domanda sulla “sacra trinità”: non volevamo tirare in ballo qualche potere spirituale trascendentale, semmai ci siamo presi delle licenze poetiche un po' un-pc. Ad ogni modo, è possibile che guardare Qoob – sotto tutte le sue forme - sia un atto di fede.

Alessio Galbiati: La storia di Qoob prende il via nel novembre 2005 con la creazione del canale televisivo YOS (Your Open Source) che si trasforma poi in FLUX nell'aprile 2006. Nel novembre 2006 il progetto prende il nome Qoob ed infine nell'aprile 2007 apre la sua sezione internazionale (ovvero non più confinata al solo 'bel paese'). Una storia complicata perchè criptica, nascosta dietro a sigle esoteriche, ad acronimi fantasiosi ed oltretutto poco visibile perchè (quasi) sempre concretizzatasi all'interno di nicchie del sempre più articolato sistema di telecomunicazioni. Cosa hanno significato questi differenti stadi evolutivi? E cosa rappresenta in prospettiva l'apertura al “resto del mondo” del canale international del sito?

Lucia Nicolai: All'esoterismo mi ci fai pensare tu adesso. Forse con il senno di poi, possono sembrare scritte in codice, ma i nostri pensieri hanno seguito un percorso molto più semplice. YOS è stato QOOB nella sua fase embrionale, quando ci siamo affacciati nel panorama web e televisivo coscienti di essere un puntino, un esperimento. Your Open Source da una parte metteva l'accento sulla centralità dell'utente, dall'altra sulla volontà (già chiara all'epoca) di rendere quel media (poi Flux, poi Qoob) una fonte libera di ispirazione, contenuti, stimoli. Ci hanno chiamato YOS ma in realtà non avevamo nome. Solo un abbozzo di forma. L'evoluzione in Flux, nell'aprile 2006, ha voluto centrare l'attenzione sulla logica di flusso casuale che avevamo adottato per il (non-)palinsesto televisivo e sulla capacità, di internet, di portarti in mille posti diversi contemporaneamente. Qoob, nel novembre 2006, ha rappresentato il terzo stadio evolutivo (tant'è che richiama il cube, la terza potenza), con l'ampliamento a nuove piattaforme di distribuzione e l'ufficializzazione dell'UGC come contenuto di qualità portante del progetto. L'avventura internazionale è tuttora in corso: in prospettiva vuol dire crearsi un network di producers capillari in tutto il pianeta. Vedremo.

Alessio Galbiati: Come mai Qoob nasce proprio in Italia, la patria del (quasi) duopolio della tv in chiaro, del monopolio della tv satellitare, della chiacchieratissima Legge Gasparri che ha aperto al DTT? Una “semplice” reazione allo stato delle cose, oppure c'è dell'altro?

Lucia Nicolai: QOOB non è stato una reazione, semmai è nato dalla volontà di dare nuovi stimoli e di coinvolgere in modo diverso il pubblico nella televisione, non nello stile del Grande Fratello o della TV interattiva di base, ma dando agli spettatori la possibilità di costruire la stessa ‘televisione' (e qui ci riferiamo al concetto, non alla TV che passa solo per l'elettrodomestico TV...) che stavano guardando. Dopotutto, al giorno d'oggi, una persona di talento che voglia cimentarsi con il videomaking, con la creazione di canzoni o con la realizzazione di foto/grafiche artistiche, può contare su tecnologie che possono tutte stare sulla scrivania di casa.

Alessio Galbiati: Come si struttura Qoob dal punto di vista produttivo? Quante persone vi lavorano e secondo quale logica di ripartizione delle risorse umane? Insomma, com'è organizzata “l'azienda” Qoob?

Lucia Nicolai: A QOOB lavorano 11 persone in pianta stabile: 3 nell'area editoriale, 2 nell'area marketing/press, 1 nell'area community, 1 nell'area produttivo-realizzativa, 3 nell'area tecnica. Abbiamo inoltre una consulente editoriale a Londra, salita a bordo con il lancio del canale e sito internazionali. Al di là di queste suddivisioni, comunque siamo tutti coinvolti a 360 gradi nel progetto, quindi spesso e volentieri ‘sconfiniamo' in tutti i vari settori.

Alessio Galbiati: La Qoob Foundation... da chi è composta e quali sono in linea di massima i criteri di scelta di questa post-moderna fondazione mecenatesca finalizzata ad individuare, incoraggiare e finanziare, gli autori dei lavori uploadati sul sito?

Lucia Nicolai: Wow, “post-moderna fondazione mecenatesca”! La Qoob Foundation in realtà è Qoob Factory (siamo geniali ormai nei cambiamenti di nomi). La Qoob Factory coinvolge tutti noi, anche se poi la parola finale è del responsabile editoriale (io), curatore di tutti i progetti acquisiti, commissionati, prodotti e finanziati che finiscono su QOOB. I criteri di scelta per individuare i potenziali qoob factory products sono gli stessi che caratterizzano la selezione dei materiali messi in onda, ovvero: innovatività, anti-conformismo, creatività, voglia di dire qualcosa di completamente fuori dalle righe o qualcosa di banale ma da un punto di vista diverso... non ci sono degli standard definitivi per scegliere un prodotto finanziabile e supportabile dalla Qoob Factory: tante volte è solo una questione di sensazioni. So che è vago, ma non si può inscatolare la creatività in assi cartesiani. Il bello è farsi sorprendere ogni volta. Pensare di aver scoperto una nuova porzione di realtà.

Alessio Galbiati: Requisito fondamentale delle Opere caricate sul sito web dagli utenti è la proprietà dei diritti d'autore, aspetto essenziale di Qoob che meglio d'altro differenzia questo “contenitore” da Youtube. Ciò rappresenta un tentativo di ribaltamento di prospettiva per la generazione “copia e incolla”. Alla luce di questo (quasi) primo anno di vita del progetto, quali sono le impressioni che ti sei fatta a proposito del popolo degli internauti produttori di contenuti?

Lucia Nicolai: L'impressione che ho, relativa ai produttori di contenuti di QOOB, è che preferiscono sempre l'originalità al ‘copia e incolla' e se mai utilizzano qualcosa di non originale, lo fanno contestualizzato a una storia, non in modo gratuito. Lo rielaborano dandogli un senso tutto nuovo.

Alessio Galbiati: L'idea di quest'intervista nasce dopo la visione della selezione da “voi” compiuta per la sezione SonarCinema della quattordicesima edizione del Sonar di Barcellona, evento del quale Qoob è stato fra i main sponsor. Così è accaduto, con forme e modalità sempre diverse ed originali, anche per le ultime edizioni di Electrowave, Neapolis of Love Muzikfestival, MUV, addirittura alla Giornate degli Autori durante l'ultima Mostra del Cinema di Venezia; ma in realtà gli eventi “reali” ai quali Qoob ha partecipato sono ancora molti di più. Ciò dimostra la particolare attenzione posta alla valorizzazione del proprio brand mediante canali particolarmente ricettivi nei confronti dell'innovazione e della creatività. In merito a questo vorrei sapere quali saranno le prossime partnership e quali le modalità di selezione degli eventi con cui collaborare.

Lucia Nicolai: Al di là del ‘valorizzare' il brand, l'attività on the ground è un momento fondamentale, per noi, per rendere ancora più forte e reale il legame con i nostri utenti, visto che la maggiorparte di loro è anche creatore di QOOB. All'orizzonte, tra le altre cose si intravedono: partecipazione al Gender Bender festival (Bologna, fine ottobre) come partner, evento di lancio del DVD di Techstuff, previsto per inizio novembre; partecipazione come partner al Radar FestivalLive @Qoob, ovvero i live set acustici con band ‘famose' (come Editors, Juliette Lewis) affiancate da band emergenti iscritte a Qoob, che si tengono nei nostri uffici. E' un bellissimo momento in cui alcuni nostri utenti vengono a contatto stretto con la realtà della produzione televisiva. Da qui a fine anno ne rifaremo di certo, anche se non possiamo svelare nomi fino a conferme ottenute. Riguardo alle modalità di selezione... vedi sopra, quando mi chiedi come selezioniamo i contenuti per la qoob factory... (Londra, gennaio 2008), dove assegneremo lo Student Prize (1000 sterline) al migliore lavoro visivo creato da uno studente per la rassegna. Come evento on the ground consideriamo anche i Live @Qoob, ovvero i live set acustici con band ‘famose' (come Editors, Juliette Lewis) affiancate da band emergenti iscritte a Qoob, che si tengono nei nostri uffici. E' un bellissimo momento in cui alcuni nostri utenti vengono a contatto stretto con la realtà della produzione televisiva. Da qui a fine anno ne rifaremo di certo, anche se non possiamo svelare nomi fino a conferme ottenute. Riguardo alle modalità di selezione... vedi sopra, quando mi chiedi come selezioniamo i contenuti per la qoob factory...

Alessio Galbiati: Alla presentazione di Qoob nel novembre dello scorso anno, Antonio Campo Dall'Orto, all'epoca direttore generale della divisione tv di Telecom, in merito alla questione della raccolta pubblicitaria accennò al fatto che erano allo studio forme alternative, modalità prossime allo spirito di Qoob. Dieci mesi dopo la sua nascita Qoob ha risolto la questione relativa alla pubblicità? E se sì, in che modo?

Lucia Nicolai: Siamo al lavoro con una serie di clienti riguardo a iniziative pubblicitarie ad hoc.

Alessio Galbiati: Progetti per il futuro? Ovvero, quali sviluppi e quali nuove mutazioni?

Lucia Nicolai: Per il futuro, vorremmo dare ancora più spazio e rilevanza ai contenuti ‘dal basso', ovvero quelli prodotti dagli utenti, cercando di dare una bella scossa alle logiche produttive televisive standard. Abbiamo già avviato 2 progetti in questo senso: uno è il Qoob Payout, che prevede un pagamento in denaro tramite Paypal per tutti coloro che uploadano contenuti poi selezionati per la TV. L 'altro è il Commissioning: a cadenza mensile, facciamo una chiamata alle armi ai nostri utenti attraverso la quale chiediamo loro di produrre contenuti legati a un tema. Siamo partiti con “My crazy summer”, un modo per raccontare l'estate appena trascorsa, in piena libertà interpretativa. A breve lanceremo altri ‘temi'. Anche qui, i lavori migliori vengono selezionati per la rotazione televisiva e ricompensati con premi in denaro, accreditati sull'account paypal. In entrambi i casi, invitiamo i nostri utenti a collaborare fra loro, dando vita a piccole ‘case di produzione virtuali' con il regista, l'autore delle musiche, il grafico etc. Vogliamo anche dare più spazio alle band unsigned e totalmente emergenti iscritte alla community, perché la qualità musicale è veramente alta. Parallelamente, continueremo i progetti con professionals già affermati, sia nell'ambito dei corti cinematografici (sulla scia degli esperimenti già riusciti con “Spider” di Nash Edgerton e “I Love Sarah Jane”, di Spencer Susser, che sveleremo a breve) che delle animazioni (in arrivo 2 serie molto diverse tra loro e molto ground-breaking, dall'Inghilterra e dal Giappone). Infine, stiamo lavorando a un rilancio del sito con nuove funzionalità.

www.qoob.tv

La presente intervista è apparsa sul numero 28 (Ottobre) di Digimag, e-mag del portale Digicult. link


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permalink | inviato da kulturadimazza il 16/10/2007 alle 18:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


11 luglio 2007


QOOB.tv @ SonarCinema 2007


QOOB.TV

Una delle poche presenze italiane di questa quattordicesima edizione del Sonar è il canale digitale Qoob che, sviluppato da Telecom Italia Media in collaborazione con MTV Italia, ha da qualche mese lanciato la propria versione internazionale, ancor più aperta all'intermedialità. Qoob è addirittura fra i main sponsor della kermesse catalana, fatto che sottolinea ancor di più la particolare attenzione posta dalla realtà italiana alla valorizzazione strategica del proprio brand attraverso canali particolarmente ricettivi nei confronti dell'innovazione e della creatività (sarà presente anche ad Elctrowave 2007). Le stesse grafiche d'introduzione ad ogni singola proiezione appositamente realizzate dal network testimoniano le finalità auto-promozionali messe in campo.
Attraverso una selezione di otto fra i migliori contributi audiovisivi uploadati dagli utenti, come pure di quelle opere maggiormente professionali meritevoli di attenzione, Qoob porta in scena il potenziale artistico del web 2.0. Il risultato è davvero un piacere per gli occhi ed una boccata d'aria fresca capace di portare all'intera sezione un'approccio all'audivideo assolutemente divertente e divertito, ricco di trovate geniali. Uno spasso!

> Optically Illusion. Dir: Mauro-Vecchi. M: Whitest Boy Alive - URL
Mauro Vecchi è un damsiano doc impeganto da quasi otto anni nella produzione audiovisa. Il videoclip qui presentato è un compendio di alcuni dei più celebri effetti ottici proposti in sincro perfetto con il groove dei Whitest Boy Alive. Un'idea semplice ma efficace, a dimostrazione del fatto che un buon video nasce da un buono script, da una buona trovata.

> Paintballing. Dir: Lovesport - URL
Quel che da programma ci viene indicato come Lovesport altri non è che Grant Orchard del londinese Studio Aka. Lovesport è una serie dedicata a sport più o meno probabili andata in onda (e finanziata) sul canale digitale Qoob. Protagonisti della serie sono dei piccoli rettangolini composti d'una manciata di pixel colorati che saltellano su e giù per l'inquadratura. Qui si mette in scena una guerra fra due fazioni che cercano di sconfiggersi a colpi d'armi che sparano variopinti getti di colore in una escaletion di folle brutalità che minaccerà la loro stessa esistenza di specie.

> Aqua. Dir: Loper - URL
Brevissimo clip di chiara provenienza casalinga ad opera di Lorenzo Fernandez, che ne firma ogni aspetto realizzativo. Questo cortissimo al di là dell'ottima confezione dimostra le potenzialità messe a disposizione dai media digitali. Con il semplice utilizzo del software After Effect si è elaborata un'immagine ottenuta mediante stop motion accurata d'una immagine in (falso) movimento.

> Cityscan_3. Dir: HFR-Lab. M: Synapsia - URL
Dietro all'acronimo HFR si nascondono Chiara Horn, Tommaso Franzolini e Davide Quagliola, tre giovani video artisti di origini italiane portatori d'una visione dello spazio urbano destrutturante e ri-costruttiva di forme insolite ed impossibili. Cityscan è una serie decisamente ampia di variazioni del medesimo tema. In questo breve filmato scorgiamo una Londra capovolta a 90°, che scrorre davanti ai nostri occhi dall'alto verso il basso, destabilizzando le abituali coordinate spaziali della visione d'uno skyline, d'un profilo della città.

> Summer 01. Dir: Mbanga - URL
"Il mondo binario", così recita il testo d'accompagnamento al video dello studio romano Mbanga presente sul sito Quoob.tv. "Summer 01" è una breve animazione che utilizza il classico riferimento alla rappresentazione della realtà tramite codice binario. Clip non particolarmente originale ad esser sinceri, probabilmente inserito nella selezione per affermarne il carattere underground e di apertura anche verso quelle produzioni non necessariamente perfette dal punto di vista formale.

> Kids'n'Revolution. Dir: Louis Böde - URL
Louis Böde è un progetto fondato dallo scrittore Marco Mancassola. Louis Böde è una “band creativa” formata da uno scrittore, due musicisti e due artisti visivi. Le immagini di Marco Rufo Perroni, animate da Nicola Vlla raccontano una triste storia di violenza e di difficile quanto impossibile riscatto. Una storia amara e distonica nella spensieratezza che tendenzialmente ha caratterizzato questa edizione di SonarCinema.

> My Joy Remix. Dir: Rinomad. M: Four Tet - URL
Con questo video Rinomad (alias Rino Stefano Tagliaferro) ha vinto il contest indetto dal canale Qoob per la realizzazione del videoclip del brano di Four Tet, riuscendo ad ottenere per quest'ottimo lavoro un'incredibile visibilità ed autorevolezza di passaggi che questo Sonar non farà altro che accrescere. Qui abbiamo la totale destrutturazione dell'immagine a completo servizio del sonoro. Compionamenti di frame nella continuità d'un suono da illustrare “su commissione”. L'esatto contrario d'una sonorizzazione.

> Spider. Dir: Nash Edgerton - URL
Questo cortometraggio proveniente dall'Australia è uno degli elementi più classicamente cinematografici di questo SonarCinema. Trattasi di classico cortometraggio (dura poco meno di dieci minuti) con colpo di scena conclusivo, colpo di genio propizio ad una conclusione della vicenda messa in scena. La struttura prevedibile della sceneggiatura non impedisce al regista Nash Edgerton di cogliere lo spettatore completamente di sorpresa. Essenziale e fulminante con morale posta all'inizio, sotto forma di incipit didascalico: “E' tutto un gioco, fino a che qualcuno non perde un occhio”.

da SonarCinema 2007, musica per gli occhi, Digimag 26 luglio-agosto 2007

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