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RAPPORTO CONFIDENZIALE
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Rapporto Confidenziale
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26 ottobre 2007


Giorni e nuvole di Silvio Soldini, 2007


Giorni e nuvole
Regia: Silvio Soldini; Soggetto: Silvio Soldini, Doriana Leondeff, Francesco Piccolo; Sceneggiatura: Silvio Soldini, Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli; Musiche: Giovanni Venosta; Montaggio: Carlotta Cristiani; Costumi: Silvia Nebiolo, Patrizia Mazzon; Scenografia: Paola Bizzarri; Effetti: Paolo Verrucci; Fotografia: Ramiro Civita; Suono: François Musy, Gabriel Hafner; Casting: Jorgelina Depetris Pochintesta; Aiuto regista: Cinzia Castania; Produttore: Lionello Cerri; Produzione: Lumière & Co, Amka Films, RTSI-Televisione svizzera; Distribuzione: Warner Bros. Pictures; Data di uscita nelle sale: 26 ottobre 2007; Durata: 116'.

Interpreti: Margherita Buy, Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Alba Rohrwacher, Fabio Troiano, Carla Signoris, Paolo Sassanelli, Arnaldo Ninchi, Teco Celio.


«
Era da un pò che volevo fare un film molto legato alla realtà, a questo momento storico. [...] Avevo proprio voglia di fare un film più piccolo, che si concentrasse su due personaggi principali e li seguisse da vicino.» Silvio Soldini

L'ultima pellicola diretta da Silvio Soldini racconta della precarietà, del dissolversi d'una normale esistenza d'una coppia borghese di fronte all'insicurezza generata dalla perdita del lavoro. Presentato all'ultima edizione del Roma Film Fest, ma a dire il vero la reale première è avvenuta in settembre al Toronto Festival Festival, il ritorno dietro la macchina da presa del regista milanese – a tre anni dall'ultimo “Agata e la tempesta” – sarà nelle sale da venerdì 26 ottobre distribuito da Warner Bros. Pictures.
Diciamo subito che il film è bello: ottimamente diretto, magistralmente realizzato e superbamente recitato dalla strana coppia Buy – Albanese. Strana coppia quella composta da Margherita Buy ed Antonio Albanese perché sarebbe stato più semplice immaginarli accoppiati in una commedia brillante e non in un dramma a sfondo sociale.

La storia
Elsa (Margherita Buy) e Michele (Antonio Albanese) sono una coppia benestante che vive a Genova in una bella casa. Sposati da vent'anni hanno una figlia, Alice (Alba Rohrwacher), che da poco ha aperto insieme al proprio compagno un piccolo bistrot. Lei ha lasciato il lavoro per cercare di portare a compimento un suo vecchio sogno, laurearsi in storia dell'arte, lui è un imprenditore occupato nell'azienda che ha fatto nascere e per la quale ha speso tutto il suo ultimo periodo di vita. Tutto tranquillo e sereno in apparenza, non fosse che Michele in realtà da due mesi ha perso il proprio posto di lavoro, estromesso dai suoi stessi soci per incompatibilità sulla gestione del business. Quando riuscirà ad avere il coraggio di raccontare alla propria compagna l'accaduto i due si troveranno a fare i conti con la precarietà, con la difficoltà a far quadrare le spese. Persa la sicurezza economica, tutto nelle loro vite sarà nuovamente messo in discussione.
Dovranno vendere la casa e trasferisi in un'abitazione assai più piccola e modesta per estinguere il mutuo che grava sopra di essa, venderanno la barca, ma soprattutto entrambi saranno obbligati a cercare un lavoro e qui il dramma sociale prende definitivamente corpo, perchè entrambi, raggiunta ormai la mezza età, sono manodopera di non facile collocazione.
Elsa con la pragmatica tipica del genere femminile saprà subito calarsi nella nuova condizione, mentre Michele sprofonderà progressivamente in uno stato depressivo d'immobilismo a causa delle enormi difficoltà incontrate nella ricerca d'un impiego.

Lo sguardo e l'amore
Il film ci racconta un'odissea d'inizio millennio d'una coppia alle prese con le difficoltà generate da un mercato del lavoro sempre più complesso e cinico, mettendo sotto la lente d'ingrandimento i comportamenti d'un uomo e d'una donna che disorientati cercano un nuovo equilibrio, una nuova stabilità. Con occhio simil-documentaristico Soldini confeziona un dramma della contemporaneità, attraverso uno sguardo etologico ed al contempo etnologico egli indaga i comportamenti d'una coppia paradigmatica dell'Italia d'oggi. Cinema sociale dunque, perché immerso completamente nei problemi della vita di tutti i giorni. Non è un caso allora che quel che capita al personaggio interpretato da Antonio Albanese ricordi scopertamente un film come “A tempo pieno” (di Laurent Cantet, 2001), uno dei massimi esempi cinematografici degli ultimi anni d'attenzione ai mutamenti in corso nel mondo del lavoro.
Ma Soldini non limita l'analisi ad una fredda elencazione di accadimenti, egli cerca le possibili soluzioni alla contingenza presenti nel profondo dei suoi personaggi, che segue con trasporto quasi amorevole nei loro mutamenti, nella loro traumatica esplorazione dei propri limiti e nella ricerca del senso d'un esistenza che non può esser trovato nel lavoro ma nella bellezza e nell'amore.

In apparenza ci troviamo di fronte ad un mutamento di stile e registro da parte d'un autore che ha spesso messo in scena piccole favole per adulti (“Agata e la tempesta” e “Pane e tulipani” su tutti), ma la durezza della storia narrata e l'attenzione nella rappresentazione del dolore e delle lacerazioni dei protagonisti lasceranno spazio nel finale ad un ritorno a territori più vicini alla poetica del regista. La contemplazione del bello e la fuga dal cinismo si paleseranno in una chiusura prossima all'autore ma distante rispetto al dramma messo in scena. Uno scollamento che potrà non convincere ma che conferma la validità dello sguardo soldiniano, che ormai maturo cerca il confronto diretto coi drammi contemporanei.

Buy – Albanese: la strana coppia perfetta
Le interpretazioni di Margherita Buy e Antonio Albanese sono superlative, favorite nella resa espressiva dall'uso ostinato del piano sequenza, riescono a giungere a notevoli gradi di realismo dando l'impressione esatta dell'intensità dei sentimenti evocati. Soprattutto Albanese riesce a dar corpo ad un personaggio di rara complessità, una maschera che sembra somatizzare in maniera progressiva il dolore che la nuova realtà gli ha fatto piovere dentro. E se la coppia Buy – Albanese fosse la versione aggiornata dell'archetipo iconico costituito da Monica Vitti ed Alberto Sordi?


l'articolo è pubblicato anche su SpazioFilm.it al seguente indirizzo: http://www.spaziofilm.it/content/archivio/articolo_dvd.asp?id=5987&sito=dvd

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