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kulturadimazza


RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

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«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
www.rapportoconfidenziale.org


6 febbraio 2008


Tech Stuff, manuale video di musica elettronica


TECH STUFF, MANUALE VIDEO DI MUSICA ELETTRONICA
intervista a Giorgio Sancristoforo (aka Tobor Experiment)
Txt: Alessio Galbiati

Questo articolo è tre cose diverse allo stesso tempo. Da una parte è la prosecuzione d’un intervista che ho realizzato a Lucia Nicolai (Responsabile Editoriale di Qoob) ed uscita ad ottobre 2007 sul numero 28 di DigiMag (http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=973), un approfondimento volto ad una maggiore comprensione dell’autore/utente che per primo è stato valorizzato da questa televisione sperimentale, ovvero Giorgio Sancristoforo, meglio conosciuto con il nome d’arte di Tobor Experiment. E’ dunque un’intervista a Giorgio, una persona davvero interessante dotata d’un talento indiscutibilmente fuori dall’ordinario; milanese classe ’74 impegnato professionalmente da vari anni in quella molteplicità di professioni che sempre più tende a far convergere l’ambito musicale a quello dell’immagine in movimento, un notevole esempio d’uomo contemporaneo che sul proprio curriculum ha scritto la frase/manifesto «I’m a fast learner».

Ed infine, ma confesso di esplicitarlo per ultimo come artificio retorico volto all’enfasi, è la scoperta, attraverso una chiacchierata/intervista con il suo autore, di "Tech Stuff. Manuale video di musica elettronica" un libro ed un DVD editi da Isbn Edizioni, innovativa ed interessante casa editrice con base a Milano, costola "ggiovane" del gruppo "Il Saggiatore" diretta da Massimo Coppola e Giacomo Papi (uscito nelle librerie italiane, ma l’intero progetto è assolutamente bilingue – italiano e inglese –, al costo di 14€). Il DVD raccoglie dieci documentari, assolutamente seriali, della durata di 4-5 minuti (complessivamente la durata è di 52') che ripercorrono in maniera didascalica (nel frontespizio la definizione di 'manuale', presente sulla copertina, cede il campo al termine assai più calzante di 'sussidiario') la storia della musica elettronica. Si parla di strumenti musicali: il Theremin ed il Moog ma ci sono anche la storia ed i creatori di folli congegni prodotti dalla Sherman e dalla JoMox. Si parla delle istituzioni culturali dove la musica elettronica è nata, l'Istituto di Fonologia della RAI, e dove costruisce il proprio futuro, l'Ircam di Parigi. Ma c’è anche un simpatico viaggio alla scoperta dei segreti del vinile, si parla poi di Musica Generativa e di Sintesi musicale fino alla conclusione affidata ai leggendari Pan Sonic. Gli extra di questo interessante DVD (visibile liberamente e gratuitamente sul sito di Qoob!!!) sono altrettanto sfiziosi dal momento che includono un curioso software sviluppato sempre da Giorgio Sancristoforo – denominato “Generator X1” – per apprendere i fondamenti della sintesi ma soprattutto una lunga intervista (40') a Karlheinz Stockhausen, vero e proprio guru della musica elettronica, recentemente scomparso e di cui questa intervista è un'importante documento che ripercorre attraverso la sua viva (!) voce l’intera carriera d’uno dei compositori sperimentali più importanti del XX secolo. Il libro invece scende con maggiore dovizia di particolari tecnici ad un livello più profondo degli argomenti affrontati nei documentari, allargando il cerchio degli temi trattati.

Dunque un prodotto editoriale davvero interessante che potrebbe aprire la strada (speriamolo davvero) a tutta quella schiera di creativi che nel nostro paese faticano non poco a trovare la via del pubblico e del mercato, troppo spesso dominato da prodotti d’ “importazione” o altresì conforme alla conformistica (ed anacronistica) linea dettata dalle pagine culturali dei quotidiani nazionali, sempre fuori dal tempo dal tempo che viviamo e distante dalle persone che questo tempo lo abitano.

L’intervista (Milano, 21/12/2007) la trovi su DIGIMAG31/febbraio2008

link:
www.digicult.it
www.digicult.it/digimag
www.gleetchplug.com
www.qoob.tv
www.isbnedizioni.it
www.isbnedizioni.it/index.php?p=1106


12 dicembre 2007


Entertien avec Jean-Luc Godard (Cahiers du cinéma, Arte.tv)


Cahiers du cinéma ovvero la rivista di critica cinematografica più prestigiosa del pianeta (smalto ne avrà pur perso, ma insomma non facciamo le verginelle...) da tempo ha intrapreso la strada del web con convinzione creano una serie di extra di assoluto rilievo qualitativo, a mio modo di vedere assolutamente imperdibili per ogni cinefilo di nuovo millennio.

Dalla collaborazione con il canale televisivo più kulturale d'Europa Arte.tv prende forma una parte delle sue molteplici ramificazioni multimediali, dal sito possibile accedere ad un gran numero di interviste succulente realizzate con piglio specialistico ai nomi più importanti del cinema contemporaneo. Una risorsa incredibile il cui solo limite (per noi italiani) è costituito dalla barriera linguistica.

ENTERTIEN AVEC JEAN-LUC GODARD

In occasione della 20° edizione degli European Film Awards il giorno 1 dicembre è stato assegnato al leggendario regista e critico Jean-Luc Godard il premio alla carriera. Arte.tv ha realizzato nel mese di novembre questa lunga intervista durante un seminario tenuto dal "maestro" nel proprio atelier svizzero. L'intervista è realizzata da Olivier Bombarda e Julien Welter, diretta da Thomas Schwoerer.

JLG. L’Entretien. 1ère partie (18 minutes)
JLG. L’Entretien. 2ème partie (25 minutes)
JLG. L’Entretien. 3ème partie (24 minutes)


16 ottobre 2007


QOOB. Creatività al cubo (intervista)


La presente intervista è apparsa sul numero 28 (Ottobre) di Digimag, e-mag del portale Digicult. link

QOOB. CREATIVITA' AL CUBO
Txt: Alessio Galbiati

"Qoob è un canale digitale prodotto da MTV Italia che trasmette musica alternativa”. Così recita wikipedia alla voce 'Qoob'; ma chiunque ha fatto l'esperienza di incrociarne le trasmissioni sul Digitale Terrestre o di visitarne lo spazio web, sa benissimo che la cosa è ben più complessa.
'User-Generated Content', 'social network' e 'snack culture' sono solo alcuni dei neologismi utilizzati per descrivere l'assoluta novtà costituita da un progetto che al suo interno contiene molte anime. Volendo, si potrebbe dire che è un canale televisivo tipo MTV, che è un sito tipo Youtube, ma che è pure un poco Flickr, un poco iTunes ed anche un po' Myspace. Insomma siamo in pieno web 2.0 sinergicamente collegato con la “vecchia” televisione e aperto pure al mondo della telefonia mobile.
Qoob al momento è prodotto da MTV Italia che per il 51% è di proprietà di Telecom Italia Media Broadcasting mentre per il 49% di MTV Network Europe. Per chiarici ulteriormente le idee su queso fenomeno di networking che si sta facendo sempre più conoscere anche nel mondo dell'elettronica audio/video/rete attraverso la partecipazione a festival di riferimento come l'ultimo Sonar, Electrowave, Neapolis of Love Muzikfestival, MUV, addirittura alla Giornate degli Autori durante l'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Abbiamo dunque pensato di intervistare Lucia Nicolai, Responsabile Editoriale di Qoob, che cortesemente ha risposto alle nostre domande approfondendo e puntualizzando gli aspetti peculiari della sua creatura, nata quindi come progetto puramente per il mercato Italiano e ora diffuso a livello internazionale.

Alessio Galbiati: Per cominciare partirei da una domanda assai poco originale che ritengo però fondamentale per chiarir(mi) immediatamente le idee, per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti. La natura intermediale di Qoob (TV-Mobile-Web) genera una polisemica varietà di definizioni possibili; ma che cos'è Qoob? Sul sito di Telecom Italia Media Qoob viene definito come “la sacra trinità dei personal-media”, ma posto che anche in teologia il concetto di trinità soggiace alla fede, mi puoi spiegare la natura di questo progetto editoriale così complesso ed articolato?

Lucia Nicolai: Oddio, mi annienti subito con questa domanda? Qoob (e con questo, d'ora in avanti nella risposta, intendo tutto il progetto, compreso anche gli stadi evolutivi precedenti, Yos e Flux) è nato con un approccio sperimentale, in un mondo mediatico dove la concorrenza non è più fra i canali tv o fra programmi, ma fra un canale tv e un sito internet, fra sito internet e playstation, fra playstation e i-pod, fra programma tv e sms fra amici. Questo vale soprattutto per il mercato dei ‘giovani', tanto effimero nei gusti quanto estremamente ricettivo verso i nuovi trend e superveloce nell'appropriarsi dei propri spazi.
Sono abituati a surfare in internet, hanno una soglia di attenzione bassissima, proprio come internet ti abitua a fare. E soprattutto sono abituati a scegliere da soli quello che vogliono vedere. Per questo hanno bisogno non tanto di un mass-media quanto di un personal-media, che sia con loro potenzialmente in ogni momento. Il nostro è stato un approccio da ‘snack culture' come l'ha definita Wired magazine a inizio dell'anno. In questo senso, abbiamo creato Qoob, un progetto televisivo che aveva nel sito internet il suo hard-core e che poi abbiamo declinato in TV (sul dtt) e sul mobile. A tutt'oggi, stiamo distribuendo QOOB su varie piattaforme online (da Vuze a Veoh, da Babelgum a Youtube), con canali dedicati e brandizzati. E per rendere il progetto sempre più “ 360” come definiscono questo genere di cose gli americani, sicuramente ci saranno occasioni di ulteriori sviluppi futuri. Per rispondere alla domanda sulla “sacra trinità”: non volevamo tirare in ballo qualche potere spirituale trascendentale, semmai ci siamo presi delle licenze poetiche un po' un-pc. Ad ogni modo, è possibile che guardare Qoob – sotto tutte le sue forme - sia un atto di fede.

Alessio Galbiati: La storia di Qoob prende il via nel novembre 2005 con la creazione del canale televisivo YOS (Your Open Source) che si trasforma poi in FLUX nell'aprile 2006. Nel novembre 2006 il progetto prende il nome Qoob ed infine nell'aprile 2007 apre la sua sezione internazionale (ovvero non più confinata al solo 'bel paese'). Una storia complicata perchè criptica, nascosta dietro a sigle esoteriche, ad acronimi fantasiosi ed oltretutto poco visibile perchè (quasi) sempre concretizzatasi all'interno di nicchie del sempre più articolato sistema di telecomunicazioni. Cosa hanno significato questi differenti stadi evolutivi? E cosa rappresenta in prospettiva l'apertura al “resto del mondo” del canale international del sito?

Lucia Nicolai: All'esoterismo mi ci fai pensare tu adesso. Forse con il senno di poi, possono sembrare scritte in codice, ma i nostri pensieri hanno seguito un percorso molto più semplice. YOS è stato QOOB nella sua fase embrionale, quando ci siamo affacciati nel panorama web e televisivo coscienti di essere un puntino, un esperimento. Your Open Source da una parte metteva l'accento sulla centralità dell'utente, dall'altra sulla volontà (già chiara all'epoca) di rendere quel media (poi Flux, poi Qoob) una fonte libera di ispirazione, contenuti, stimoli. Ci hanno chiamato YOS ma in realtà non avevamo nome. Solo un abbozzo di forma. L'evoluzione in Flux, nell'aprile 2006, ha voluto centrare l'attenzione sulla logica di flusso casuale che avevamo adottato per il (non-)palinsesto televisivo e sulla capacità, di internet, di portarti in mille posti diversi contemporaneamente. Qoob, nel novembre 2006, ha rappresentato il terzo stadio evolutivo (tant'è che richiama il cube, la terza potenza), con l'ampliamento a nuove piattaforme di distribuzione e l'ufficializzazione dell'UGC come contenuto di qualità portante del progetto. L'avventura internazionale è tuttora in corso: in prospettiva vuol dire crearsi un network di producers capillari in tutto il pianeta. Vedremo.

Alessio Galbiati: Come mai Qoob nasce proprio in Italia, la patria del (quasi) duopolio della tv in chiaro, del monopolio della tv satellitare, della chiacchieratissima Legge Gasparri che ha aperto al DTT? Una “semplice” reazione allo stato delle cose, oppure c'è dell'altro?

Lucia Nicolai: QOOB non è stato una reazione, semmai è nato dalla volontà di dare nuovi stimoli e di coinvolgere in modo diverso il pubblico nella televisione, non nello stile del Grande Fratello o della TV interattiva di base, ma dando agli spettatori la possibilità di costruire la stessa ‘televisione' (e qui ci riferiamo al concetto, non alla TV che passa solo per l'elettrodomestico TV...) che stavano guardando. Dopotutto, al giorno d'oggi, una persona di talento che voglia cimentarsi con il videomaking, con la creazione di canzoni o con la realizzazione di foto/grafiche artistiche, può contare su tecnologie che possono tutte stare sulla scrivania di casa.

Alessio Galbiati: Come si struttura Qoob dal punto di vista produttivo? Quante persone vi lavorano e secondo quale logica di ripartizione delle risorse umane? Insomma, com'è organizzata “l'azienda” Qoob?

Lucia Nicolai: A QOOB lavorano 11 persone in pianta stabile: 3 nell'area editoriale, 2 nell'area marketing/press, 1 nell'area community, 1 nell'area produttivo-realizzativa, 3 nell'area tecnica. Abbiamo inoltre una consulente editoriale a Londra, salita a bordo con il lancio del canale e sito internazionali. Al di là di queste suddivisioni, comunque siamo tutti coinvolti a 360 gradi nel progetto, quindi spesso e volentieri ‘sconfiniamo' in tutti i vari settori.

Alessio Galbiati: La Qoob Foundation... da chi è composta e quali sono in linea di massima i criteri di scelta di questa post-moderna fondazione mecenatesca finalizzata ad individuare, incoraggiare e finanziare, gli autori dei lavori uploadati sul sito?

Lucia Nicolai: Wow, “post-moderna fondazione mecenatesca”! La Qoob Foundation in realtà è Qoob Factory (siamo geniali ormai nei cambiamenti di nomi). La Qoob Factory coinvolge tutti noi, anche se poi la parola finale è del responsabile editoriale (io), curatore di tutti i progetti acquisiti, commissionati, prodotti e finanziati che finiscono su QOOB. I criteri di scelta per individuare i potenziali qoob factory products sono gli stessi che caratterizzano la selezione dei materiali messi in onda, ovvero: innovatività, anti-conformismo, creatività, voglia di dire qualcosa di completamente fuori dalle righe o qualcosa di banale ma da un punto di vista diverso... non ci sono degli standard definitivi per scegliere un prodotto finanziabile e supportabile dalla Qoob Factory: tante volte è solo una questione di sensazioni. So che è vago, ma non si può inscatolare la creatività in assi cartesiani. Il bello è farsi sorprendere ogni volta. Pensare di aver scoperto una nuova porzione di realtà.

Alessio Galbiati: Requisito fondamentale delle Opere caricate sul sito web dagli utenti è la proprietà dei diritti d'autore, aspetto essenziale di Qoob che meglio d'altro differenzia questo “contenitore” da Youtube. Ciò rappresenta un tentativo di ribaltamento di prospettiva per la generazione “copia e incolla”. Alla luce di questo (quasi) primo anno di vita del progetto, quali sono le impressioni che ti sei fatta a proposito del popolo degli internauti produttori di contenuti?

Lucia Nicolai: L'impressione che ho, relativa ai produttori di contenuti di QOOB, è che preferiscono sempre l'originalità al ‘copia e incolla' e se mai utilizzano qualcosa di non originale, lo fanno contestualizzato a una storia, non in modo gratuito. Lo rielaborano dandogli un senso tutto nuovo.

Alessio Galbiati: L'idea di quest'intervista nasce dopo la visione della selezione da “voi” compiuta per la sezione SonarCinema della quattordicesima edizione del Sonar di Barcellona, evento del quale Qoob è stato fra i main sponsor. Così è accaduto, con forme e modalità sempre diverse ed originali, anche per le ultime edizioni di Electrowave, Neapolis of Love Muzikfestival, MUV, addirittura alla Giornate degli Autori durante l'ultima Mostra del Cinema di Venezia; ma in realtà gli eventi “reali” ai quali Qoob ha partecipato sono ancora molti di più. Ciò dimostra la particolare attenzione posta alla valorizzazione del proprio brand mediante canali particolarmente ricettivi nei confronti dell'innovazione e della creatività. In merito a questo vorrei sapere quali saranno le prossime partnership e quali le modalità di selezione degli eventi con cui collaborare.

Lucia Nicolai: Al di là del ‘valorizzare' il brand, l'attività on the ground è un momento fondamentale, per noi, per rendere ancora più forte e reale il legame con i nostri utenti, visto che la maggiorparte di loro è anche creatore di QOOB. All'orizzonte, tra le altre cose si intravedono: partecipazione al Gender Bender festival (Bologna, fine ottobre) come partner, evento di lancio del DVD di Techstuff, previsto per inizio novembre; partecipazione come partner al Radar FestivalLive @Qoob, ovvero i live set acustici con band ‘famose' (come Editors, Juliette Lewis) affiancate da band emergenti iscritte a Qoob, che si tengono nei nostri uffici. E' un bellissimo momento in cui alcuni nostri utenti vengono a contatto stretto con la realtà della produzione televisiva. Da qui a fine anno ne rifaremo di certo, anche se non possiamo svelare nomi fino a conferme ottenute. Riguardo alle modalità di selezione... vedi sopra, quando mi chiedi come selezioniamo i contenuti per la qoob factory... (Londra, gennaio 2008), dove assegneremo lo Student Prize (1000 sterline) al migliore lavoro visivo creato da uno studente per la rassegna. Come evento on the ground consideriamo anche i Live @Qoob, ovvero i live set acustici con band ‘famose' (come Editors, Juliette Lewis) affiancate da band emergenti iscritte a Qoob, che si tengono nei nostri uffici. E' un bellissimo momento in cui alcuni nostri utenti vengono a contatto stretto con la realtà della produzione televisiva. Da qui a fine anno ne rifaremo di certo, anche se non possiamo svelare nomi fino a conferme ottenute. Riguardo alle modalità di selezione... vedi sopra, quando mi chiedi come selezioniamo i contenuti per la qoob factory...

Alessio Galbiati: Alla presentazione di Qoob nel novembre dello scorso anno, Antonio Campo Dall'Orto, all'epoca direttore generale della divisione tv di Telecom, in merito alla questione della raccolta pubblicitaria accennò al fatto che erano allo studio forme alternative, modalità prossime allo spirito di Qoob. Dieci mesi dopo la sua nascita Qoob ha risolto la questione relativa alla pubblicità? E se sì, in che modo?

Lucia Nicolai: Siamo al lavoro con una serie di clienti riguardo a iniziative pubblicitarie ad hoc.

Alessio Galbiati: Progetti per il futuro? Ovvero, quali sviluppi e quali nuove mutazioni?

Lucia Nicolai: Per il futuro, vorremmo dare ancora più spazio e rilevanza ai contenuti ‘dal basso', ovvero quelli prodotti dagli utenti, cercando di dare una bella scossa alle logiche produttive televisive standard. Abbiamo già avviato 2 progetti in questo senso: uno è il Qoob Payout, che prevede un pagamento in denaro tramite Paypal per tutti coloro che uploadano contenuti poi selezionati per la TV. L 'altro è il Commissioning: a cadenza mensile, facciamo una chiamata alle armi ai nostri utenti attraverso la quale chiediamo loro di produrre contenuti legati a un tema. Siamo partiti con “My crazy summer”, un modo per raccontare l'estate appena trascorsa, in piena libertà interpretativa. A breve lanceremo altri ‘temi'. Anche qui, i lavori migliori vengono selezionati per la rotazione televisiva e ricompensati con premi in denaro, accreditati sull'account paypal. In entrambi i casi, invitiamo i nostri utenti a collaborare fra loro, dando vita a piccole ‘case di produzione virtuali' con il regista, l'autore delle musiche, il grafico etc. Vogliamo anche dare più spazio alle band unsigned e totalmente emergenti iscritte alla community, perché la qualità musicale è veramente alta. Parallelamente, continueremo i progetti con professionals già affermati, sia nell'ambito dei corti cinematografici (sulla scia degli esperimenti già riusciti con “Spider” di Nash Edgerton e “I Love Sarah Jane”, di Spencer Susser, che sveleremo a breve) che delle animazioni (in arrivo 2 serie molto diverse tra loro e molto ground-breaking, dall'Inghilterra e dal Giappone). Infine, stiamo lavorando a un rilancio del sito con nuove funzionalità.

www.qoob.tv

La presente intervista è apparsa sul numero 28 (Ottobre) di Digimag, e-mag del portale Digicult. link


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permalink | inviato da kulturadimazza il 16/10/2007 alle 18:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


16 ottobre 2007


SMS - Sotto mentite spoglie di Vincenzo Salemme, 2007


SMS - Sotto mentite spoglie
Regia e soggetto: Vincenzo Salemme; sceneggiatura: Vincenzo Salemme e Ugo Chiti; casa di produzione: Medusa; data di uscita: 12 ottobre 2007; durata: 90'.
Interpreti: Vincenzo Salemme, Giorgio Panariello, Luisa Ranieri, Lucrezia Lante Della Rovere, Enrico Brignano.

SMS, ovvero Short Message Service
Ogni giorno qualche milione di SMS corre di telefono in telefono, brevi testi spesso colmi di abbreviazioni con i quali siamo ormai abituati a dirci di tutto. Sintetiche composizioni sintattiche digitate nelle circostanze più improbabili, spesso di corsa, frequentemente mentre siamo in altre faccende affaccendati. Una delle caratteristiche peculiari di questa forma di comunicazione è la velocità, sia di scrittura che di trasmissione e recapito, bastano pochissimi secondi per comporre un testo ed una sola frazione di secondo per spedirlo, un tasto di conferma ed ecco che istantaneo il messaggio è inviato. Ma cosa potrebbe capitare se per errore dovessimo inoltrare un SMS alla persona sbagliata? E se poi questo messaggio contenesse un'allusione sessuale?

La storia
È quello che succede al facoltoso avvocato Tommaso Lampedusa (Vincenzo Salemme) che nel giro di pochi istanti si vedrà catapultato in una girandola di situazioni paradossali, trascinato in un vortice di passione che metterà in crisi il suo equilibrio. Perché l'avvocato Lampedusa, fino al giorno del fatale errore, è la perfetta incarnazione del borghese medio: moglie innamorata ma annoiata dal ménage coniugale (interpretata da Lucrezia Lante Della Rovere), due figli alle prese con le turbolenze dell'adolescenza, un domestico cingalese che parla un italiano di fantasia, cenette con gli amici, circolo canottieri e così via. Capiterà dunque che, trascinato dalla moglie in un patetico sollazzo erotico, l'avvocato Lampedusa invierà alla persona sbagliata un focoso sms indirizzato in realtà alla consorte. Fatalità vuole che a ricevere il messaggio sia Chiara (Luisa Ranieri), moglie del suo migliore amico (Giorgio Panariello), una prorompente donna in piena crisi d'autostima che coglierà al volo l'occasione per tuffarsi fra le braccia dell'incredulo Tommaso Lampedusa che, non riuscendo a sfuggire alla tentazione, si vedrà catapultato in una relazione extraconiugale piena di imprevisti.

Il film
La settima regia cinematografica di Vincenzo Salemme si avvale in fase di sceneggiatura dell'apporto d'un professionista del calibro di Ugo Chiti (sceneggiatore dei due fortunati episodi di “Manuale d'amore” nonché del notevole “L'imalsamatore”) e le differenze rispetto ai film precedenti del regista ed attore napoletano risultano lampanti. Già nella scelta del cast si evidenzia la voglia di abbandonare la napoletanità tout court del passato per una più articolata messa in scena di altre comicità nazionali, come quella toscana impersonata da Giorgio Panariello e quella romana da Enrico Brignano. Il film risulta assai più filmico dei precedenti con una serie di marche formali assai riconoscibili ancorché forse troppo stereotipate, le vicende dei figli ad esempio sembrano prese a piè pari da uno dei molti film sugli adolescenti tanto in voga negli ultimi anni (il fatto che la giovane figlia sia interpretata da Gabriela Belisario, protagonista de “L'estate del mio primo bacio”, non fa altro che confermare allo spettatore la sensazione di déjà vu), come pure l'ambientazione romana della storia risulta forse un poco pretestuosa, dal momento che la si sarebbe potuta collocare in qualsiasi altra città italiana.

La colonna sonora del film, firmata da Lucio Dalla, è assolutamente di rilievo nella prima mezz'ora ma poi perde incredibilmente di personalità nel resto della durata, sciogliendosi letteralmente come neve al sole.

SMS – Sotto mentite spoglie” strappa allo spettatore un discreto numero di risate soprattutto grazie al personaggio del domestico cingalese ed all'anziana segretaria dell'avvocato Lampedusa, due personaggi assolutamente azzeccati e spassosi. Vincenzo Salemme articola con garbo e senza volgarità un intreccio da commedia degli equivoci il cui bersaglio principale sono i comportamenti delle persone che tradiscono e, nella Roma abitata dai protagonisti di questa vicenda, tutti tradiscono, senza farsi nemmeno troppi problemi. Salemme si conferma uno dei grandi talenti della commedia all'italiana degli anni duemila, confezionando una godibile pellicola di intrattenimento capace di divertire ma anche di sfiorare alcuni argomenti importanti senza però graffiare realmente, ma del resto ai giorni nostri ad una commedia leggera questo non è richiesto. Ed è forse in questo scarto differenziale fra realtà e sceneggiatura che risiede la siderale distanza fra la commedia dei giorni nostri e quella degli anni sessanta, dove una maggiore ferocia nei confronti dei tipi umani messi in scena mise in essere una cinematografia in grado di ottenere unanimi consensi di pubblico e critica, ridicolizzando i tic comportamentali dell'Italia del boom.


INTERVISTA A VINCENZO SALEMME

A margine della conferenza stampa di presentazione del film che ha seguito la proiezione dell'anteprima milanese, ho avuto modo di porre alcune domande a Vincenzo Salemme che con molta disponibilità ha concesso ai lettori di SpazioFilm alcuni interessanti approfondimenti a proposito del suo nuovo film che da venerdì 12 ottobre sarà nelle sale italiane in 250 copie prodotto e distribuito da Medusa.

Com'è nata l'idea del film?
L'idea deriva da una cosa che mi stava per capitare, un giorno ho rischiato di inviare un messaggino alla persona sbagliata e la cosa mi ha subito fatto venire in mente il soggetto di questo mio ultimo film che ruota, per l'appunto, attorno all'errore commesso da un avvocato che produrrà tutta una serie di conseguenze indesiderate.

Cosa significa per Vincenzo Salemme la parola commedia?
Commedia... per me significa tutto. Ho iniziato la mia carriera d'attore proprio con Eduardo De Filippo che al termine ha saputo dare nel corso d'una incommensurabile carriera sempre nuove idee. Poi mi vengono alla mente i grani nomi come Sordi, Tognazzi, Steno e soprattutto quel grandissimo regista che ha diretto alcune delle più belle commedie interpretate da Totò, ovvero Camillo Mastrocinque.
In Italia tutto il cinema è commedia, se pensi al neorealismo stesso, anche lì l'intera storia drammatica poggia su d'una solida base di commedia... Insomma credo che la commedia sia il cinema, con di volta in volta gradazioni differenti di drammaticità... in Italia poi?

Non progetti nel futuro di mutare il tuo stile verso una maggior dose di drammaticità, o comunque di portare al cinema storie maggiormente legate al sociale e meno sospese nel limbo della commedia leggera? Tenendo conto poi che al cinema il tuo esordi come attore è avvenuto con Nanni Moretti (“Bianca”, “Sogni d'oro” e “La messa è finita”, N.d.R.)...
No vabbè, con Moretti erano due parti piccolissime... Come autore mi piacerebbe proprio aprire quella vena malinconica che inevitabilmente posseggo, nel famigerato cassetto ci sono un sacco di soggetti che vanno in questa direzione... ma da me tutti si aspettano la risata, il film leggero, ed è sempre difficile trovare finanziatori pronti a scommettere su di te...

“SMS” parla del tradimento e l'impressione che se ne ricava è quella d'un mondo fatto di persone che invariabilmente tradiscono; film a parte, qual'è la tua opinione in merito?
Tutti tradiscono, ormai ho cinquant'anni e la mia opinione in merito col tempo è divenuta questa. Tempo fa pensavo che non fosse così ma poi a furia di sentire amici e conoscenti che avevano tradito, a furia di conoscere persone che avevano più d'una relazione ho capito che non era più il caso di credere alle parole. Insomma i conti non mi tornavano. Chi non tradisce lo fa perché non gli interessa il sesso, perché il sesso non è fra le sue priorità, ed è una cosa che capisco e rispetto, ma il sesso è bello. Ognuno ha una sua morale. Dal momento che dobbiamo morire tutti, prima o poi, è bene che in vita ognuno faccia quel che si sente, vivere un qualcosa come una privazione, darsi un limite invalicabile, ritengo sia una follia. Io non tradisco perché non ne sento l'esigenza, perché con mia moglie mi trovo benissimo... anzi anni fa ero molto geloso di mia moglie, vivevo con l'ansia... insomma il tradimento è una gran brutta cosa perché è legato alla fiducia che riponiamo in un'altra persona, ma se vuoi tradire perché hai l'esigenza di farlo allora trovo sia il caso di parlarne perché dirselo può aiutare a salvare un rapporto.

Nel film tutti tradiscono e molti personaggi rimangono letteralmente rovinati da questa scelta, su tutti il personaggio interpretato da Enrico Brignano, però accade che questi cattivi esempi non vengono presi come monito dagli altri personaggi...
Gli esempi non servono a nulla perché quando veniamo travolti da una passione non capiamo più niente, diventiamo irrazionalmente spericolati.

In questo film oltre a curare la regia, sei anche attore ed hai pure scritto la sceneggiatura, ma qual'è la cosa che più ti piace fare?
La regia, in assoluto la regia. Ovviamente adoro recitare ed amo davvero tanto scrivere, ma la regia è la cosa più bella. Quando scrivo non vedo l'ora che inizino le riprese perché per me poter dirigere una squadra di persone è una cosa che mi da un infinito piacere.

Per la prima volta in un tuo film non sei l'unico autore della sceneggiatura ma sei stato affiancato da Ugo Chiti, ci puoi parlare di questa collaborazione?
La collaborazione con Ugo è stata fondamentale nella scrittura di questo film. Ugo è risucito a dargli una forma molto più cinematografica, ritengo infatti che questo sia il mio film più vicino al linguaggio del cinema, lui ha lavorato molto sulla forma da dare al tutto e sono davvero orgoglioso di aver lavorato insieme a lui che è davvero un grandissimo professionista.
Nel film poi sono presenti parecchie novità rispetto a quello che sin qui avevo fatto, la scelta di utilizzare attori non napoletani come Panariello, Lucrezia ed Enrico, come pure l'ambientazione romana dà modo al film di essere più aperto a nuove contaminazioni, anche linguistiche. E di questo sono molto contento.

Com'è nata la collaborazione con Lucio Dalla che ha firmato le musiche del film?
È nato tutto per caso. Un giorno siamo stati insieme alla trasmissione di Raiuno, “I raccomandati”, e gli ho chiesto se gli interessava fare la colonna sonora del mio nuovo film. Lui è stato subito entusiasta dell'idea e ha fatto, secondo me, un lavoro straordinario.

Nella parte finale del film ci sono pure degli effetti speciali che personalmente ho trovato davvero deliziosi e ben fatti, come mai? com'è nata l'idea di inserirli?
Sono stati un gioco... mentre stavamo girando quella sequenza mi è venuto in mente che si poteva provare a vedere cosa ci si poteva inventare per aumentare l'alterazione del punto di vista del protagonista. Così ho chiesto alla troupe se avevano qualche idea e, sai com'è... tutti si sono subito attivati con un sacco di idee, e con pochissimi soldi – un poco alla buona – abbiamo messo in piedi quella sequenza. La signora anziana poi, quella che fa pure la segretaria di Tommaso Lampedusa (ovvero il protagonista del film interpretato dallo stesso Salemme, N.d.R.) si è prestata ad essere truccata in quel modo (una specie di demone, N.d.R.) con enorme disponibilità ed entusiasmo... ma a proposito, tu l'hai riconosciuta chi è?

...veramente mi sembra proprio di averla già vista, ma non saprei...
E' l'attrice che interpreta la suora nella pubblicità con Del Piero... non capisco perché nessuno la riconosca ma è lei. La trovo esilarante!

Nel film c'è pure Raffaele Pisu...
L'avevo visto in quel bellissimo film che è “Le conseguenze dell'amore”, mi era piaciuto molto e per questo ho voluto chiamarlo per questo mio ultimo film anche se fino all'ultimo per quel ruolo sono stato indeciso con un altro attore...

Mi puoi dire qualcosa sulla scelta del nome dato al personaggio che interpreti?
Tommaso Lampedusa... Ovviamente per il gioco di parole di gattopardiana memoria, ma poi c'era pure un altro motivo... aspetta un attimo... oddio, è passato così tanto tempo che non mi ricordo proprio più cosa pensavo quando ho scritto...

Grazie per la disponibilità ed in bocca al lupo per il film.
Grazie a te, e speriamo di essere sbranati dal lupo!


l'articolo è pubblicato anche sul portale SpazioFilm.it, al seguente indirizzo: http://www.spaziofilm.it/content/archivio/articolo_dvd.asp?id=5939&sito=dvd

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