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kulturadimazza


RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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Support CC - 2007

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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
www.rapportoconfidenziale.org


9 gennaio 2008


Rapporto Confidenziale - numerozero, gennaio 2008


Chiuso il secondo numero, che poi è il primo!
Insomma il numerouno di Rapporto Confindenziale è online.
E' stata una faticata mostruosa ed il numero di febbraio è già alle porte. Ho come l'impressione d'aver fatto male qualche calcolo perché in termini di tempo la cosa si fa davvero complicata. Vabbé... almeno ne sono soddisfatto.
Non posso fare altro che invitare chiunque stia leggendo questo post a darle un occhio e magari ad aiutarci a diffonderla.
In fondo la modalità di distribuzione è uno degli aspetti più interessanti di questo piccolo progetto, basta un link sottoforma di immagine, testo o qualsiasi altro ammenicolo pensato per la rete. Poi c'è la questione del Creative Commons che permette la libera e legale circolazione... insomma... Rapporto Confidenziale è davvero libera ed indipendente.

* * *
DOWNLOAD

ALTA QUALITA' (7,39 MB)
http://confidenziale.wordpress.com/files/2008/01/rapportoconfidenziale_numerouno_high.pdf

BASSA QUALITA'(3,56 MB)
http://confidenziale.wordpress.com/files/2008/01/rapportoconfidenziale_numerouno_low.pdf

FTP
ftp://ia360609.us.archive.org/0/items/RapportoConfidenziale-NumerounoGennaio2008/

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E’ da oggi disponibile il primo numero di Rapporto Confidenziale (gennaio 2008)… quello precedente era il numero zero! La redazione virtuale si è allargata con la presenza di Costanza Baldini (http://www.thepillowbook.splinder.com) che già da questa uscita ci ha regalato uno splendido "pezzo" su due delle scene di violenza più estreme degli ultimi tempi. Il numero di gennaio è stato possibile grazie alla collaborazione d’un gran numero di persone che ringraziamo per la fiducia accordataci.
Speriamo che possa piacervi quanto è piaciuto a noi realizzarlo…
Inutile dire che attendiamo feedback e che contiamo sul vostro aiuto per diffondere Rapporto Confidenziale in giro per la rete, ma anche nel mondo reale.

SOMMARIO del numerouno - Gennaio 2008

Cronenberg versus Van Sant: la convergenza dei due di Costanza Baldini p. 4-5

Arca Russa di Alessio Galbati p. 6

speciale
Iran: nuovo cinema, vecchia censura di Matteo De Gregorio e Roberto Rippa p. 7
An seh di Roberto Rippa p. 8
Chand kilo khorma baraye marassem-e tadfin di Roberto Rippa p. 8
Ma hameh khoubim di Roberto Rippa p. 9
Chahar Shanbeh Souri di Roberto Rippa p. 9

Notturno Bus di Alessio Galbiati p. 9

La pessima critica
Emmanuelle Béart senza vestiti non dà palpiti al dramma sui gay di Maurizio Cabona p. 12

Femme Fatale di Alessio Galbiati p. 13

Death Proof di Roberto Rippa p. 14

Grindhouse - A prova di morte di Alessio Galbati p. 15

Perle di stile
Punto zero di Alberto Moravia p. 15

speciale
Il meglio (ed il peggio) del 2007 di A. G. e R. R. p. 17-24

La Duchessa di Langeais di Alessio Galbiati p. 25

La città proibita di Alessio Galbati p. 26

I testimoni di Alessio Galbati p. 28

speciale
Rane assassine, bellezze da spiaggia, topi giganti, mostri preistorici, scienziati pazzi e eroi neri: l’avventurosa storia della American International Pictures di Roberto Rippa p.29-31

Il cinema della A.I.P. - Prima parte: Roger Corman
House of Usher di Roberto Rippa p. 32-33
X di Roberto Rippa p. 34

rubrica
festival cinematografici – gennaio 2008 p. 35

Indice filmografico p. 36


9 maggio 2007


Notturno Bus di Davide Marengo, 2007


Notturno Bus

regia: Davide Marengo; soggetto: Giampiero Rigosi, Maura Vespini, Cesare Cicardini, Maria Grazia Perria, Isotta Toso; sceneggiatura: Giampiero Rigosi, Fabio Bonifacci; musiche: Daniele Silvestri, Gabriele Coen, Mario Rivera; costumi: Eva Coen; scenografia: Anna Forletta; effetti: Pasquale Catalano II, Fabio Traversari; fotografia: Arnaldo Catinari; suono: Andrea Caretti, Goffredo Gibellini, Mauro Lazzaro, Matteo Schiavio, Roberto Sestito, Roberto Moroni; casting: Barbara Giordani; aiuto regista: Bruno Buzzi, Isotta Toso; produttore: Sandro Silvestri, Donatella Palermo, Wlodzimierz Otulak, Maura Vespini; produzione: Rai Cinema, ed Emme srl; distribuzione: 01; data di uscita nelle sale: 11 maggio 2006; durata: 104'.

interpreti: Valerio Mastandrea (Francesco), Giovanna Mezzogiorno (Leila), Ennio Fantastichini (Matera), Roberto Citran (Diolaiti), Anna Romantowska (Sonia), Francesco Pannofino (Garofano), Ivan Franek (Andrea), Iaia Forte (Micia), Antonio Catania (Bergamini), Marcello Mazzarella (Pittore), Paolo Calabresi (Paolo), Renato Nicolini (Tassinaro), Massimo De Santis (Leo), Manuela Morabito (Baby), Alice Palazzi (Betta), Mario Rivera (Titti).

Franz (Valerio Mastrandrea) fa l'autista di autobus, ha alle spalle una brillante carriera universitaria abbandonata, un patologico problema nel gestire i rapporti con l'altro sesso ed una maniacale passione per il poker. Leila (Giovanna Mezzogiorno) è una poco di buono dedita a truffe e raggiri, con un complesso passato e dotata di un fascino ipnotico capace di ammaliare ogni suo interlocutore. Matera (Ennio Fantastichini) è un cinquantenne duro e malinconico al servizio del Potere. Garofano (Francesco Pannofino) e Diolaiti (Roberto Citran) sono due poliziotti che esercitano la professione in maniera alquanto perversa ed al di là di ogni legge. Una valigetta con quattro milioni di euro ed un microchip sono invece il combustibile che alimenterà il motore di questo Notturno Bus, che farà incrociare fra loro tutte queste esistenze conducendole ad un aeroporto entro il quale il destino d'ognuno di loro si compirà.

Inizio subito col dire che il film nel complesso non mi è per niente dispiaciuto. Notturno Bus è un interessante opera prima firmata Davide Marengo, un opera prima che nasce su commissione perchè trasposizione filmica dell'omonimo romanzo di Giampiero Rigosi. Vari generi si intersecano nei centoquattro minuti di durata, si passa dalla commedia alla spy-story, con venature comiche e drammatiche, ma il tutto risulta appena accennato rischiando di lasciare nel palato dello spettatore una insipidezza che affiora soprattutto nel finale (che personalmente non mi ha proprio convinto). Della spy-story come pure della love-story la pellicola non ha lo spessore, mancando di plausibilità in diversi snodi cruciali, ciò che riesce bene all'operazione è la velocità di scorrimento della diegesi (in alcuni momenti però si corre troppo velocemente) come pure la capacità di far sorridere attraverso dialoghi spesso esilaranti e la costruzione di personaggi davvero notevoli e poco italici (Fantastichini e Pannofino su tutti).

Il film è ottimamente realizzato dal punto di vista tecnico (si escluda la sequenza dell'inseguimento a bordo dei bus notturni che mi è apparsa assai approssimativa sopratutto nel montaggio) ed ancor meglio recitato. Valerio Mastrandea al solito porta sullo schermo la parte del giovane uomo nato stanco ma pieno di risorse ed al solito lo fa con un'ottima resa attoriale. Giovanna Mezzogiorno sempre morbida e luminosa asseconda la parte con navigata professionalità, mentre Ennio Fantastichini offre un'interpretazione quadrata ed essenziale tesa ad illustrare una personalità complessa e contorta d'un uomo al servizio del Potere ma alla ricerca della felicità tutta per sé.

Nella pellicola, che da venerdì 11 maggio sarà nelle sale italiane distribuito dalla 01 in 150 copie, sono da segnalare come decisamente sopra la media le interpretazioni di Roberto Citran e Francesco Pannofino nei panni di due poliziotti “deviati”, spietati ma un poco citrulli, come pure gli spassosi cammei di Iaia Forte ed Antonio Catania.

Un'ora e quaranta divertenti e senza troppe pretese, un film di quelli che vuole solo divertire attraverso un'onesta orchestrazione di elementi differenti la cui forza principale risiede nella (rara) capacità di restare sempre fra le righe, probabilmente grazie alla sceneggiatura scritta da Fabio Bonifacci e dallo stesso Giampiero Rigosi. Un buon film su commissione, appunto.

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