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RAPPORTO CONFIDENZIALE
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Rapporto Confidenziale
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18 maggio 2006


JFK Assassination, Zapruder Film


Dicevamo nel post precedente che a Cannes sono radunate 126 pellicole, tutte appartenenti a vario titolo a quel macro sistema di classificazione che ricade sotto il termine ombrello di "fiction". Fiction vs. Reality: potrebbe essere una buona dialettica attraverso la quale condurre un analisi dell'universo audivisivo contemporaneo che potrebbe permetterci d'individuare quella soglia di separazione fra due modi della messa in scena e della visione sempre più osmotici e sinonimici che poi magari corrisponde semplicemente alla "vita". Questo celebre filmato realizzato casualmente dal cine amatore, nonchè sarto, Abraham Zapruder il 22 novembre 1963 è un  raro esempio d'audiovisivo in grado di strappare dal suo scorrere incessante un'attimo di reale al reale, convertendolo in un punto di vista possibile sul passato. "Raro" perchè capace di parlare-dialogare con la memoria collettiva d'una sterminata audience diffusa su tutto il pianeta per un arco di tempo ormai notevole (non credo che i primi rulli della Maison Lumiere siano altrettanto celebri ed altrettanto profondamente introiettati nell'inconscio -ancora- collettivo, di massa). Un punto di vista in grado di creare soldi, una montagna di soldi. Il giorno dopo le riprese venne venduto alla rivista Life per 150 mila dollari e nel 1999 per 16 milioni di dollari (forse la cifra più alta mai pagata per un 8mm) al National Archives di Washington. La sua prima proiezione pubblica fù dinnanzi alla celebre Commissione Warren, incaricata d'indagare sui fatti di Dallas.
Quell'immagine da osservare con cinica attenzione ai dettagli, riproposta massicciamente, rallentata, dilatata e sezionata, può esser considerata emblema di questa nostra contemporaneità dove è il cinema ad essere morto. 486 fotogrammi settacciati per decenni da esperti commissioni politici registi cittadini e bambini dimostrano dell'inutilità dell'immagine. Nulla è cambiato attraverso quel filmato ed è come se lo statuto di documento non possa mai assurgere al ruolo di prova. Nell'audiovisivo la realtà non può esservi compresa, esistono solo un punto di vista ed una narrazione. Il resto è oblio o, meglio, documento.

ps. Non stiamo a creare la categoria 'deliri' appositamente per questo articolo... vi rientra di diritto senza la necessità di esplicitarlo.




permalink | inviato da il 18/5/2006 alle 23:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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