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26 ottobre 2006


Cork Film Festival: pensavo peggio!!!


CORK FILM FESTIVAL: Pensavo peggio!!!

di Andrea Mugnai
 
Cork (Irlanda) - A volte nella vita ti può capitare di andare in un Paese straniero per impararne la lingua e ritrovarti nel mezzo del periodo più culturalmente turbolento che questi attraversi da diversi anni a questa parte. Sta succedendo ciò in Irlanda. Con l'ingresso nell'Euro e la quasi immediata ripresa economica, l'Irlanda sta attraversando un periodo di vibrante benessere. La cultura non può altro che averne tratto giovamento. La patria dei Joyce e dei Flann O'brien ha ritrovato nuovo smalto. Soprattutto Cork, già eletta città europea della cultura 2005, non mette il vestito buono solo per il Sant Patrick's Day (ogni 17 di marzo) o per The Beamish Experience (festa in onore della birra stout originaria proprio di Cork, che si svolge l'ultima settimana di settembre), ma agghinda le sue vie anche per il Jazz Festival (fine ottobre) e per il Film Festival (8-15 ottobre), considerata la vetrina irlandese sul mondo di celluloide. Una settimana all'insegna di cortometraggi di produzioni per lo più indipendenti e di proiezioni di lungometraggi alla sera, chiamate gala. Una radio di Cork con lunghezze d'onda nazionali ha raccontato il festival fotogramma per fotogramma. Ho avuto l'occasione di vedere molti film interessanti e di confrontarmi con i registi spesso miei coetanei presenti in sala come spettatori e non su piedistalli di chissà quale metallo. Ho avuto anche scontri "di vibrante protesta" ma nessuno è finito con la mia cacciata dalla sala, tanto è il rispetto per la critica in questo Paese. Un difetto grande eppure ce l'ha avuto: il costo dei biglietti. Nessuno sconto per gli studenti stranieri e l'obbligo di fare una member card del valore di ben 5euro (oltre al biglietto) anche per visionare un singolo corto. Per chiunque in un Paese europeo ciò poteva far arricciare il naso, ma non in Irlanda dove le quattro sale del festival, Cork Opera House (il salotto buono), Kino,Triskel e Gate Multiplex non hanno conosciuto giorni mesti. Altro difetto non da poco: l'abbondanza quasi nauseante di produzioni irlandesi. Cork è in Irlanda d'accordo, ma 5 rassegne dedicate a corti irlandesi e ben 2 a produzioni di filmakers locali (Made in Cork) supera ogni logico buonsenso, anche perchè spesso era lampante la mancanza di una preselezione. Molto arguta e ben curata la rassegna dedicata al cinema internazionale e ai documentari. Tra i titoli più apprezzabili e di respiro maggiormente internazionale, posso citare "Imagine This" dell'irlandese (strano!) John Callaghan dove G.W.Bush canta l'inno pacifista per antonomasia 'Imagine' di John Lennon tramite un audio mash-up e il docpic "The Highwater Trilogy" di Bill Morrison (USA), un montaggio emozionale di tre filmati originali degli anni venti, restaurati dallo stesso regista, con musica ambient e techno, in cui si capisce come fosse arduo anche per il Robert Flaherty di "Nanuk l'eschimese" sfidare la natura per impressionarla su pellicola. Per quanto riguarda il cinema italiano era presente o relegato in un alquanto curioso contenitore del venerdi pomeriggio, The Slow Food Evening, dove ovviamente emergeva che gli italiani sono un popolo votato al sacrificio della cucina. Ma in assoluto l'ultimo giorno, domenica pomeriggio, ha riservato le perle migliori. Due cortometraggi di altrettanti Cinematografie emergenti o incomprese al grande pubblico occidentale, "Poyraz" di Belma Bas dalla Turchia e "Girni" di Umesh Vinayak Kulkarni dall'India. Non mi resta che congedarmi come fa Moretti da Spinaceto in "Caro Diario": Pensavo peggio!!! 
 

LINK
Cork Film Festival >>> URL

Andrea/Arretrati
Schegge di Aprile (Pieces of April) >>> URL




permalink | inviato da il 26/10/2006 alle 0:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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