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1 dicembre 2006
Il Sole - Aleksandr Sokurov

Sceneggiatura YURY ARABOV Commento musicale ANDREY SIGLE Fotografia ALEKSANDR SOKUROV Scenografia ELENA ZHUKOVA, YURY KUPER Montaggio SERGEY IVANOV Montatore Italia GABRIELLA BRUNAMONTI Fonico ANATOLIJ RODIONOV Costumista LIDIA KRUKOVA Costumista Italia ROSSELLA PROCACCINI Aiuto regista TAMARA AGADZHANYAN Org. generale Italia ALFONSO CUCCI Segretaria di produzione Italia ELENA VAI Amministrazione Italia ROBERTO PINI Produzione Downtown Pictures (Italia), Nikola-Film (Russia), Proline-Film (Russia), Mact Productions (Francia), Riforma Film (Svizzera) in associazione con RAI Cinema e Istituto Luce.
Data di uscita 18/11/2005 Distribuzione italiana Istituto Luce
Durata 107 min.
SINOSSI: IL SOLE è ambientato nel Giappone occupato, in un periodo che va dalla fine dell'Agosto del 1945 al 1° Gennaio del 1946. Il 15 Agosto, l'imperatore Hirohito fa un pubblico appello al suo popolo affinché cessino le operazioni militari. Milioni di giapponesi rimangono scioccati nel sentire per la prima volta in vita loro la voce dell'Imperatore. Il film racconta i retroscena delle due decisioni cruciali prese da Hirohito, che si riveleranno di grande importanza storica. La prima è la dichiarazione di resa durante la seconda guerra mondiale, e l'altra la rinuncia al suo stato divino. In questo periodo, l’Imperatore instaura inoltre un complesso e al tempo stesso improbabile rapporto con il generale americano Douglas MacArthur, una figura fondamentale per la soluzione del conflitto con il minimo numero di vittime. Due uomini che lottano portando sulle spalle il peso della storia, della cultura e del conflitto, per trovare un sentiero comune per il futuro.
AMBIENTAZIONE: L'azione si svolge in Giappone nella seconda metà dell'anno 1945. Il 15 Agosto milioni di giapponesi udirono per la prima volta la voce del loro Imperatore quando lanciò un appello alle forze armate e al popolo perché cessassero le operazioni militari. Approfittando di questa tregua, gli americani e le truppe alleate poterono sbarcare nella principale isola giapponese senza temere alcuna aggressione. Milioni di giapponesi erano pronti a combattere per il loro paese e il loro Imperatore a oltranza. La resa significava la salvezza per le loro vite, così come per quelle degli americani, dei cinesi, degli inglesi, dei soldati delle armate rosse… Il film è unico: per la prima volta la personalità dell'Imperatore del Giappone viene analizzata profondamente. Egli viene mostrato non solo come il 124° discendente della 'Dea Sole Amaterasu' ma anche come essere umano che soffre intensamente per la tragedia che sta vivendo il suo paese. I capi della Cina, Gran Bretagna, dell'URSS, così come la maggioranza della classe governativa degli Stati Uniti, pretesero che l'Imperatore fosse giudicato da un tribunale militare. Tuttavia il Comandante delle forze alleate occupanti in Giappone, il Generale americano Douglas MacArthur, fece richiesta al suo Presidente che l'Imperatore non venisse dichiarato un “criminale di guerra”. Grazie a questa decisione, il Generale MacArthur impedì un devastante conflitto armato di milioni di soldati giapponesi non rassegnati. Essi obbedirono al comando del loro Imperatore e misero fine alle operazioni militari. Il film mostra l'incontro tra l'Imperatore e il Generale MacArthur. Nelle sue Memorie, Douglas MacArthur scrive: «L'Imperatore si assunse la responsabilità di tutte le azioni del governo giapponese e delle forze armate, sapendo chiaramente che ciò avrebbe determinato la sua condanna a morte». «Rimasi colpito», continua McArthur, «era Imperatore dalla nascita, ma in quel momento realizzai che avevo incontrato il primo gentleman giapponese processato per il suo straordinario coraggio». Presto l’Imperatore rinunciò pubblicamente alla sua divinità e divenne il simbolo della nazione e dell'unità del popolo.
NOTE DI REGIA1 - IL SOLE è il terzo capitolo della mia trilogia ed è legato indissolubilmente con i precedenti MOLOCH e TAURUS. Qual è l'elemento principale che li unisce? La rappresentazione dell'eroe che vive una tragedia personale. Incontriamo Hitler in MOLOCH all'inizio del crollo della sua individualità. Vediamo Lenin in TAURUS, forte, violento, che non vuole arrendersi alla morte, innamorato del potere. Ognuno di loro affronta una catastrofe causata dalle loro stesse scelte e azioni. Hitler estremizza la situazione fino ad una tragedia insensata: è chiaro che la guerra è persa, ma per adempiere al suo volere i soldati continuano a morire. Trascina con sé molte vite alla “non-esistenza”. E invece Lenin si oppone alla “non-esistenza”: è come se lanciasse nel futuro la sua disperazione a morte, la sua intolleranza. Sembra che esistano diverse vie d'uscita alle situazioni tragiche. L'Imperatore giapponese Hirohito è il simbolo di un finale edificante o, più precisamente, non di un finale, ma di una apertura – alla vita. È possibile vedere con uno sguardo interiore per mettere in prospettiva: le rovine in una città distrutta, qualcuno le potrà vedere come decine di fragili edifici. Solo una speciale natura umana arriva a questa visione. 2 - Hirohito fu il più atipico dei tiranni: piccolo di statura, malaticcio, con una voce sottile, scienziato specializzato in idrobiologia. Il suo palazzo fu bruciato durante un bombardamento dagli americani e l'Imperatore visse sia nel suo bunker sotterraneo che nel laboratorio, l'unica parte del palazzo rimasta integra. Non apparve assolutamente un dio assetato di guerra. Piuttosto, Hirohito preferì salvare vite umane rinunciando all'idea di orgoglio nazionale. Questa è la grande lealtà di Hirohito e dei politici americani che capirono e apprezzarono il suo atteggiamento. Nel 1945 Hirohito e MacArthur trovarono una via d'uscita a una situazione che sembrava impossibile da risolvere. Questa è la lezione morale: il bene può essere intelligente e forte. 3 - È difficile definire e capire il concetto di potere in Giappone. Il Giappone è caratterizzato da un potere profondo, silenzioso, indistinto, repressivo. I giapponesi non sono come gli altri asiatici. Sono più simili agli inglesi con una consapevolezza da “isolani”. E hanno la stessa missione, ma differenti mezzi e fini di sviluppo. D'altra parte c'è una lieve differenza tra l'adorazione per l'Imperatore del Giappone, per esempio, e quella per Stalin. E' da lungo tempo che l'esaltazione per l'istituzione del potere è entrata profondamente nella coscienza della società. Ed è molto difficile immaginare cosa serva fare oggi per convincere le persone che il potere non è dato da Dio. I giapponesi rappresentano un'umanità diversa. Questa totale separazione crea l'unico esempio di delicatezza e grazia accompagnata da forza e coraggio. 4 - Hirohito aggiunge una nota di colore al quadro del mondo che stiamo tentando di ritrarre, di creare; è un nuovo aspetto del carattere umano impossibile da comprendere totalmente. Il carattere è l'elemento principale. Il carattere è una fonte inesauribile da cui attingere ispirazione artistica… …Io non faccio film su dittatori, ma faccio film su coloro che hanno mostrato una personalità eccezionale rispetto a tutti gli altri. Essi apparivano come coloro in grado di avere il potere decisionale. Ma la fragilità umana e la passione influenzarono le loro azioni più che la loro condizione e le circostanze. Le qualità umane e il carattere sono più importanti di qualsiasi circostanza storica – più importanti e potenti.
Il testo qui pubblicato è tratto dal Pressbook dell'Istituto Luce.
Moloch, 1999.
Taurus, 2001.
Il Sole, 2005.
Questa la trilogia dedicata ai dittatori del XX secolo. Da mesi è dato come imminente l'annuncio d'un quarto film, dedicato al Faust. Si verrà così a configurare una tetralogia. Sokurov non conclude, rilancia.
| inviato da il 1/12/2006 alle 22:41 | |
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