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RAPPORTO CONFIDENZIALE
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10 gennaio 2007


The Brown Bunny - Vincent Gallo - 2003



The Brown Bunny

Regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, montaggio, scenografia, costumi: Vincent Gallo.
Musica: Ted Curson, Jeff Alexander, Gordon Lightfoot, Jackson C. Frank.
Suono: Rick Ash, Vincent Gallo.
Interpreti: Vincent Gallo (Bud Clay), Chloë Sevigny (Daisy), Cheryl Tiegs (Lilly), Elizabeth Blake (Rose), Anna Vareschi (Violet), Mary Morasky (Mrs. Lemon).
Produzione: Vincent Gallo per Kinétique Inc. - Vincent Gallo Prods. / Wild Bunch prod.
Distribuzione: Columbia TriStar Home Entertainment, 2005
U.S.A./Giappone/Francia, 2003
Durata: 90'

A bordo di un furgone con dentro una moto Bud Clay attraversa gli States per raggiungere la sua prossima gara motociclistica e Daisy, la sua donna di un tempo.

'The Brown Bunny' non è solo un pompino.
Smontato in concomitanza con l'anteprima cannese (2003) la critica ha abbandonato il film a se stesso confinandolo negli anfratti delle dvd-teche emarginandolo a chicca pruriginosa per sadiche visioni casalinghe (domestico-famigliari come previscrivono la legge e l'FBI ad inizio disco).
Il percorso artistico di Vincent Gallo conferma con questa pellicola l'assoluta rarefazione alla quale pare essere giunta ogni sua forma di linguaggio (questo è il secondo film di Gallo dopo lo stupendo Buffalo 66 del 1998). Ermetismo realistico tendente al documentario. Cine-occhio in movimento che alterna campi edonistici a controcampi tendenti al documentario. Silenzi su silenzi. Occhi sbarrati.

La vicenda si risolve tutta nel finale, d'una drammaticità esasesperata. Ho sofferto indicibilmente nel comprendere il dramma o - meglio - la tragedia atroce capitata alla strana coppia Bud Clay-Daisy.

Nessun distributore se l'è sentita di proporlo nelle sale italiane, nemmeno una. Nemmeno in lingua originale.

La prima sequenza del film, sopra la quale corrono i titoli di testa, è una lunga immagine documentaria di una gara in moto entro la quale seguiamo il protagonista (ce ne accorgeremo però solo dopo) che lotta per cercare un buon piazzamento (una ragazza in un distributore gli chiederà se ha vinto, lui risponderà semplicemente di no) mi ha ricordato l'inizio di 'The Winner' (distribuito anche come 'Pit Stop') film del 1969 di Jack Hill con Brian Donlevy dove però protagoniste sono le automobili. Il tratto comune è la ricerca di quei luoghi periferici e poco gloriosi delle competizioni di serie B (ma anche C e D). Luoghi di anime inquiete, reiette, divampanti d'un fuoco imperscrutabile che le porta a combattere con la morte d'un possibile incidente o d'una possibile caduta che implica la perdita del controllo e dell'equilibrio (sia fisico che interiore).




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permalink | inviato da il 10/1/2007 alle 23:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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