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12 gennaio 2007
La guerra di Mario - Antonio Capuano - 2005
 La guerra di Mario regia, soggetto e sceneggiatura: Antonio Capuano montaggio: Giogiò Franchini fotografia: Luca Bigazzi scenografia: Lino Fiorito costumi: Daniela Ciancio musiche: Pasquale Catalano I, Ketil Bjørnstad suono: Emanuele Cercere, Daghi Rondanini, Emanuele Cecere, Silvia Moraes, Stefano Grosso effetti: Paolo Verrucci, Marina Di Patrizi, Gianluca Lopez, Guido Pappadà, Pablo Mariano Picabea, Giuseppe Improta aiuto regista: Gennaro Fasolino produzione: Domenico Procacci, Francesca Cima e Nicola Giuliano per Fandango, Indigo Film e Medusa Film data di uscita: 3 marzo 2006 durata: 100' interpreti: Marco Grieco (Mario), Valeria Golino (Giulia), Andrea Renzi (Sandro), Anita Caprioli (Adriana Cutolo), Rosaria De Cicco (Nunzia), Antonio Pennarella (Guido), Valeria Sabel (Olga, Madre di Giulia), Lucia Ragni (Giudice), Imma Villa (Mirella, Tutrice di Mario), Nunzio Gallo (Nonno), Emanuele Annunziata (Luciano) INTERVISTA AD ANTONIO CAPUANO di Barbara Corsi da Vivilcinema n. 4 (luglio-agosto 2005), bimestrale dei cinema d'autore della FICE (Federazione Italiana Cinema d'Essai) [URL] Antonio Capuano dice che il complimento più bello per il suo ultimo film, sarebbe che si potesse pensare che è stato scritto da una donna. La guerra di Mario è infatti un film molto “al femminile”, che affronta i delicati temi dell’affido familiare e del desiderio di maternità attraverso il personaggio di Giulia, donna borghese molto semplice e senza orpelli di bellezza, che insegna storia dell’arte all’Accademia. Protagonista del film, presentato al festival di Locarno, una quasi inedita Valeria Golino (con i capelli lisci), accanto ad Andrea Renzi e Anita Caprioli. Dopo Vito e gli altri e Pianese Nunzio ancora una storia di bambini. Ho preso spunto dalla vicenda di un’amica mia che ha tentato un affido. Come dice Ben Jelloun sono le storie che vengono da te... In effetti, può darsi che io sia particolarmente attento al mondo dei bambini, ma sempre in relazione con noi, perché fanno parte del nostro mondo e raccontano di noi. In questo caso la protagonista, Giulia, ha un bisogno di maternità problematico, che tenta di risolvere con l’affido di un bambino di nove anni, Mario. Il film racconta questo periodo di prova, fino alla sentenza del tribunale che le toglie il bambino. Il rapporto fra loro è molto teso, psicologicamente non lineare, ma sempre comunque dettato dal bisogno d’amore di questa donna, che risale forse alla relazione conflittuale che lei a sua volta ha con la madre. Giulia si innamora perdutamente di questo bambino - con anche delle implicazioni erotiche non raccontate - al punto da far allontanare il marito, che va via di casa. Il maschio si accorge che è arrivato un altro maschio nel suo territorio, ed entra in competizione. "Mamma d'estate, mamma d'inverno, mamma della primavera, mamma di lunedì, mamma di martedì, mamma che oggi é mercoledì…": che significato ha la filastrocca che fa da sottotraccia alla storia? È stata scritta dalla persona a cui è ispirato il film e sta a significare che l’amore non conosce attimi di pausa, anche se si vive sui bordi, sugli estremi. L’ho messa perché trovo che sia di un'intensità sconvolgente. Nella realtà questa persona si è persa, ma nel film si ventila la possibilità di un futuro felice per Giulia, quando si scopre che è incinta. In un film così disperante ho voluto mettere una nota positiva, perché una donna incinta è sempre un miracolo. Giulia alla fine imparerà a fare la madre? C’è una battuta carina che Mario rivolge a Giulia: “Tu vuoi imparare a fare la mamma, ma devi imparare ancora un sacco di cose”. Lui ha delle intuizioni lancinanti e parla della maternità di Giulia con sincerità e tenerezza. Mario è una specie di rabdomante, come tutti i bambini. Io ho molta fiducia nei bambini, credo che abbiano una sensibilità straordinaria che a mano a mano si appanna, fino a farci diventare quello che siamo. Con chi o che cosa è in guerra Mario? Mario è un bambino in guerra perché la sua vita è stata una guerra. È stato tolto alla madre in tenera età e ha vissuto in una casa famiglia di monache, dove Giulia lo incontra. Lui che viene da una zona di disastri sottoproletari ed è ormai un po’ disadattato, improvvisamente si trova in una casa borghese, lontanissima dal suo ambiente. Nella realtà il bambino a cui mi sono ispirato collezionava ritagli di bambini africani armati: nel film ho voluto mantenere questa traccia perché mi sembrava un segno dei tempi. Tutti noi viviamo una guerra continua, fra gli avvenimenti nazionali, internazionali, regionali e rionali: stando a Napoli, puoi capire. Già un adulto è a disagio, figuriamoci un bambino senza nessuno, sbattuto da una casa famiglia, a una famiglia e poi alla fine - come sentenzia il tribunale - a un'altra famiglia ancora. Questo titolo mi sembrava pertinente. La diversità fra classi sociali è una causa dell’incomunicabilità fra Giulia a Mario? Certamente. Si vive in una contemporaneità dove le varie culture di una stessa città non si parlano, perché non c’è la possibilità fisica di incontrarsi e neanche la volontà. Le diverse classi sociali sono incapaci di fare storia insieme. Giulia, da borghese colta, ha una simpatia, un’attrazione verso il mondo sottoproletario dal quale viene Mario, come gli intellettuali negli anni Settanta, da Pasolini in poi. Spinta dall’amore che sente per il bambino, tenta di avvicinarsi a questo mondo, ma poi capisce che è troppo distante da lei, è un altro tipo di vita. Il bambino le è ostile e il solo rapporto che riesce a instaurare con lui è di tipo utilitaristico, non profondo come lei vorrebbe. Giulia si sforza in tutti i modi di conquistarlo, ma non ci riesce, e intanto perde pezzi. Che ruolo ha Shad-sky, il compagno immaginario di Mario? Serve a riempire la sua solitudine. Poiché non ha mai conosciuto il padre, si immagina almeno di avere un padre-eroe immaginario in un altrove. Nella scuola del quartiere borghese che frequenta, Mario dice a tutti che viene da un altro pianeta ed è sulla terra da pochi mesi. Non riconoscendosi in niente, trova un riferimento in questo personaggio della sua immaginazione, che noi non vediamo mai. Ne La guerra di Mario non ci sono quelle fughe dalla realtà che hanno caratterizzato alcuni miei film precedenti, se non fosse per le fantasie del bambino, che sono consentite e “perdonate”. In questo film me ne sono proprio fregato della bella inquadratura, con grande accordo e felicità del direttore della fotografia Luca Bigazzi. Abbiamo adottato uno stile di ripresa frugale, perché in questa storia è più importante cosa si inquadra di come si inquadra. FILMOGRAFIA Nato nel 1940 in un quartiere popolare di Napoli, Antonio Capuano compie le sue prime esperienze nel mondo dello spettacolo lavorando in teatro e in televisione come scenografo. Regista, autore di testi, attore, appassionato di pittura e grande conoscitore dell'arte moderna e contemporanea, vive e lavora nella sua città dove insegna scenografia presso l'Accademia di Belle Arti. 1991 - Vito e gli altri 1994 - L'unico paese al mondo 1996 - Pianese Nunzio, 14 anni a maggio 1997 - I Vesuviani (episodio Sofialorén) 1998 - Polvere di napoli 2001 - Luna rossa 2005 - La guerra di Mario PREMI La guerra di Mario è stato uno dei film italiani più premiati delle ultime stagioni cinematografiche, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica. 2006, Ciak d'Oro: Premio "Ciak d'Oro Mini Bello e Invisibile" 2006, David di Donatello: Premio Film Commission Torino Piemonte (Antonio Capuano) - Premio Migliore Attrice Protagonista (Valeria Golino) 2006, Festival del Cinema Spirituale Tertio Millennio: Premio La Navicella Cinema Italiano 2006, Globi d'Oro: Premio Migliore Attrice (Valeria Golino) 2006, Premio Sergio Amidei: Premio Migliore Regia Giuria del Pubblico (Antonio Capuano) 2006, Ravello CineMusic: Premio "Ravello CineMusic" per la Migliore Colonna Sonora Emergente (Pasquale Catalano I) 2006, Taormina BNL Film Festival – ItaliaFilmFest: Premio "Anna Magnani" Migliore Attrice (Valeria Golino) 2005, Festival Internazionale del Film di Locarno: Premio Menzione Speciale Interpretazione (Marco Grieco) 2005, Panorama of European Cinema Film Festival: Premio Panorama
Scheda del film in formato pdf >>> URL
| inviato da il 12/1/2007 alle 18:53 | |
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