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RAPPORTO CONFIDENZIALE
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14 febbraio 2007


culture pop (e viceversa) #59



DAYDREAMS OF A REVOLUTIONARY - si legge in una didascalia all'inizio dell'ultima opera del filmmaker tedesco Bruce LaBruce "The Raspberry Reich".
Quali sono i sogni d'un rivoluzionario armato, d'un terrorista politico in questo scorcio di millennio?
Gli arresti avvenuti fra Milano e Padova ed il polverone mediatico che si solleva attorno a questi fatti dimostra come ciò sia profondamente pop. Popolare perchè comprensibile a chiunque, popolare perchè ingigantito da schemi mentali edificati da anni di propaganda mediatica. Questi arresti, costituiscono il modo perfetto per festeggiare il trentennale del 77 che così allegramente è celebrato da prezzolati e brizzolati opinionisti.

THE RASPBERRY REICH
Bruce La Bruce, Germania, 2004, 90', 35 mm.

Ambientato a Berlino, Raspberry Reich racconta le speranze e le contraddizioni di un gruppo berlinese, che teorizza la liberazione delle masse dall'oppio dei popoli dando vita ad un'intifada queer guidata dalla bionda (ed eterosessuale) Gudrun. Anima politica dell'organizzazione, ispirata nei suoi slogan dagli scritti di Wilhelm Reich ed Herbert Marcuse, la disinibita leader rivoluzionaria sogna la fine della monogamia, ostacolo borghese cui ironicamente sarà la prima a non rinunciare. Ispirandosi alle istanze del movimento di liberazione sessuale degli anni '70 ed alla storia dell' estrema sinistra, La Bruce riconquista e aggiorna il potenziale sovversivo di quella visione: "È vero che sono molto affascinato dalle idee di quegli anni, forse proprio perché la sensazione è che oggi tutto sia ripiombato in un clima di estremo proibizionismo".
"La mia è una critica benevola a tutti i movimenti radical chic". Il regista di classici queercore come Skin Flick e Hustler White ci offre un film estremo ed eccitante, divertente e militante, con una colonna sonora che farà ballare sulle poltrone. E dichiara: "Ho voluto realizzare un saggio godardiano in cui la sessualità torna ad essere, come negli anni Settanta, l'unica vera forma di lotta e di emancipazione".
Bruce LaBruce è un regista nonché sceneggiatore e scrittore indipendente le cui produzioni hanno avuto un'attenzione di pubblico internazionale. Le tematiche affrontate da LaBruce attraversano quella terra di mezzo tra cultura queer, immaginari controculturali e sperimentazione avanguardista. Films come “No skin off my ass” e “ Super 8 ½”, “Hustler white”, sono delle pietre miliari della produzione cinematografica indipendente mondiale ed hanno fatto il giro di tutti i festival gay e lesbici internazionali a partire da Toronto.




permalink | inviato da il 14/2/2007 alle 19:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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