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19 febbraio 2007
Death of a President - Gabriel Range - 2007. L'assassinio "cinematografico" di George W. Bush
 Death of a President (Morte di un Presidente) Un film di Gabriel Range. Con Hend Ayoub, Brian Boland, Becky Ann Baker, Robert Mangiardi, Jay Patterson, Jay Whittaker. 90 minuti. Gran Bretagna, 2006. data di uscita nelle sale: 9 marzo 2007 Death of a President sarà un film che farà parlare di sé, solleticherà le fantasie di parecchi direttori, potrebbe essere argomento di tele-rissa domenicale. Sulla carta devo ammettere di avere una certa puzza sotto il naso per un film del genere, un film che ha tutto per essere una provocazione, ma che probabilmente di provocatorio non ha proprio un bel niente. In america il film ha avuto parecchi problemi distributivi ed è rimasto confinato praticamente nel solo circuito d'essai. Alcuni stati e città l'hanno praticamente bandito da ogni sala cinematografica. Certo la storia, per una nazione patriottica come l'america, il tutto ha l'odore dell'oltraggio e dello scandalo bello e buono. Il 19 ottobre 2007 un attentato mortale uccide il presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush. Attraverso un documentario per la televisione, in onda nel 2008, vediamo la ricostruzione dell'evento e delle indagini dell'FBI per ricercare il colpevole dell'assassinio. Intanto Dick Cheney diventato Presidente dopo la morte di Bush introduce una serie di norme antiterrorismo che limiteranno in maniera drastica le libertà dei cittadini americani. Lucky Red porta nelle sale italiane il film vincitore del premio internazionale della critica all'ultima edizione del Toronto Film Festival, opera prima del documentarista Gabriel Range vero e proprio specialista del documentario di fatti plausibili ma non reali. Sito ufficiale >>> URL La produzione di “Death of a President” - estratti dal pressbook del film Nel 1965, il docudramma di Peter Watkins “The War Game” diede una visione talmente realistica di un olocausto nucleare, che sebbene si trattasse di fiction, vinse l’Oscar come Miglior Documentario. Quarant’anni dopo, “Death of a President” segue le orme di quel classico, ma nel contesto di un mondo molto diverso. “Death of a President” si presenta come un documentario televisivo prodotto nel 2008, che parla degli eventi accaduti nel dicembre del 2007. “I documentari retrospettivi nascono inevitabilmente in seguito ad un evento di importanza mondiale, e seguono uno stile molto particolare,” afferma Range. “Possiedono un genere di gravità molto particolare.” Potrebbe sembrare che l’intensità di una catastrofe immaginata possa essere diminuita guardandola con il senno di poi. “Penso che sia invece molto più coinvolgente così,” dice Range. “Siamo una generazione televisiva. Se avviene un incidente catastrofico, ne facciamo esperienza per mezzo dei media. E fino a quando non lo vediam0o sulla CNN, Fox, etc, per noi non è del tutto reale.” Range ha sviluppato questo metodo con il suo acclamato film Tv del 2003, “The Day Britain Stopped.” Anche questo documentario rifletteva su un evento immaginario accaduto l’anno precedente – in questo caso una serie crescente di disastri nell’ambito del trasporto, tra cui un incidente ferroviario ed uno aereo. I soggetti di entrambi i film servono per Rage come trampolini di lancio per esplorare problemi molto più profondi. “The Day Britain Stopped” non rappresenta solo una dura esposizione del trasporto inglese, ma è un mezzo per esplorare la società inglese in un modo molto coinvolgente. Allo stesso modo, Range ha usato la premessa dichiaratamente sensazionale di “Death of a President” come un’opportunità per sollevare un dibattito sull’impatto dell’11 settembre sulla vita americana. La sceneggiatura del film, che Range ha scritto insieme al produttore Simon Finch, è un meditare sugli avvenienti che sono accaduti in America negli ultimi cinque anni. “La guerra in Iraq ha sicuramente avuto un incredibile effetto polarizzante,” dice Range. “Il film parla anche di come il dissenso sia stato isolato, della natura del patriottismo, e l’equilibrio tra sicurezza e libertà civile. Alcune parti della sceneggiatura toccano incidenti specifici, come il Lackawanna Six, la presunta cellula “in letargo” di New York. La storia che racconta Zikri è molto simile a quella che hanno raccontato due persone del Lackawanna Six— che andarono in Afghanistan e non gradirono molto l’addestramento militare al quale erano stati destinati. La sceneggiatura gioca con la consapevolezza del pubblico di quanto sta per accadere. “La tensione viene dal non conoscere esattamente il momento in cui il Presidente verrà colpito,” racconta Range. “C’è questa situazione che sta diventando incontrollabile, e questo innesca un sentimento di schiacciante inevitabilità.” “Ho sempre saputo che ci sarebbe stata una controversia sul film,” continua Range, “ma credo seriamente che la premessa sia giustificata, e che chiunque veda il film non pensi che sia gratuita. Mi è costato molto ritrarre l’assassinio come un atto terribile, ed è stato fatto nel modo più scarno possible.”
GABRIEL RANGE (Regista, co-sceneggiatore & Produttore) è nato a Chester, Inghilterra e ha studiato medicina presso la Bristol University con un corso di perfezionamento post laurea in giornalismo presso la Cardiff University. Ha diretto docudrammi per la televisione inglese, tra cui “The Great Dome Robbery” (2002), “The Menendez Murders” (2002), “The Day Britain Stopped” (2003, nominato al BAFTA) e “The Man Who Broke Britain” (2004).
| inviato da il 19/2/2007 alle 13:52 | |
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