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21 marzo 2007


Syndromes and a Century (Sang sattawat) di Apichatpong Weerasethakul, 2006.


(Sang sattawat - Syndromes and a Century, Tha-Fra-Aut/2006, 105')

Regia e sceneggiatura di Apichatpong Weerasethakul.

In concorso alla 63° edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Film in due parti che in alcuni momenti dialogano fra loro pur rimanendo distinte e distanti. Due i personaggi principali costruiti sulla falsa riga dei genitori del regista in un'epoca precedente al loro fidanzamento. La prima parte della pellicola è costruita attorno alla figura femminile d'un medico all'interno d'uno spazio filmico modellato sui ricordi dell'infanzia del film-maker. La seconda parte narra la vicenda d'un medico (da intendersi al maschile) all'interno d'uno spazio filmico prossimo alla contemporaneità.
Il film gioca sulla ripetizione della medesima vicenda narrata in due modi distinti e caratterizzata da alcune varianti fra la prima e la seconda parte.
Quindicesima regia cinematografica per il thailandese Apichatpong Weerasethakul (come si pronunci correttamente lo ignoro) che porta al Lido un film fatto di ricordi e memorie, assolutamente personale in quanto legato alla propria biografia ed a quella dei propri genitori. Il film attraversa i ricordi del giovane regista cresciuto al fianco dei gentiri entrambi medici, all'interno d'un piccolo ospedale di provincia.
Così il regista: "Sang Sattawat (Syndromes and a Century) is a contribution to the New Crowned Hope festival, a project that will explore how we remember, how our sense of happiness can be triggered by seemingly insignificant things. It is an experiment in recreation of my parents’ lives before I was born, which also includes the lives of those who have touched me in the present day. It will be an interpretation of distant lives and of architectures that I remain fond of, along with contemporary ones that I have around me".
Tre le nazioni coinvolte produttivamente nel progetto (Thailandia, Francia ed Austria) che riesce a sbarcare al Lido portando un frammento di quella cinematografia asiatica meno nota e trendy.

Torno a parlare del film parecchio tempo dopo Venezia perchè fra tutte le pellicole in concorso è stata quella che mi ha maggiormente impressionato per qualità e profondità ed anche perchè mi piacerebbe capire/sapere se qualche d'uno s'è preso la briga di farlo vedere. Ne sapete qualcosa? Evito di scrivere una tirata sulla distribuzione nel nostro paese perchè non ne ho proprio voglia, ma bisogna rendersi conto che la situazione è PENOSA (nel senso che è una situazione del cazzo!).




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