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RAPPORTO CONFIDENZIALE
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NUMERO18 - ottobre 2009

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21 aprile 2006


Il regista di matrimoni


[immagine tratta dal sito della Film Society of Lincoln Center]
Esce oggi, venerdì 21 aprile, ‘Il regista di matrimoni’ il nuovo film di Marco Bellocchio.
Una produzione FilmAlbatros, Rai Cinema, Dania Film, Surf Film in coproduzione con Filmtel e distribuito da 01 Distribution.

Sinossi*:
Un regista, Franco Elica, entra in crisi perché la figlia ha sposato un fervente cattolico e perché è costretto suo malgrado a girare l’ennesima versione dei “I Promessi Sposi”. Alla crisi si aggiunge un evento inaspettato, così decide di fuggire in un paesino della Sicilia profonda, dove incontra un uomo che si guadagna da vivere girando filmini di matrimoni e un regista che si spaccia per morto per ottenere finalmente il riconoscimento mai avuto prima “in vita”. 
Conosce anche il principe Ferdinando Gravina di Palagonia, un nobile spiantato che gli propone di dirigere il film del matrimonio di sua figlia, Bona. Franco si innamora immediatamente della bellissima principessa e decide di salvarla da un matrimonio di convenienza.

Note di regia*:
Per me un film nasce da un’immagine.
E infatti Il regista di matrimoni è nato per un’immagine casuale sulla spiaggia di Scilla in Calabria: una coppia di giovani sposi filmati appunto da un regista di matrimoni… Mi colpì osservandoli seduto sulla sabbia (proprio come il protagonista del film) l’obbedienza dei due sposi che facevano tutto ciò che il regista diceva loro di fare. Mi colpì quest’obbedienza senza domande di spiegazioni (come fanno spesso gli attori professionisti) in due giovanissimi che avevano ancora tutta la vita davanti a sé per fare tutto ciò che volevano come se per loro la vita, fatta per fortuna anche di rifiuti, di disobbedienza, di ribellioni all’ordine costituito, fosse già tutta preordinata, e il doppio sì davanti al sacerdote, o anche davanti all’ufficiale di stato civile, fosse stata come una resa definitiva, incondizionata, come se entrassero col matrimonio nel mondo obbediente e razionale dei padri, e dei padri dei padri, che prima di loro si erano sposati.

E allora successivamente, nello scrivere il soggetto e la sceneggiatura, ho immaginato un personaggio, il regista Franco Elica che trovandosi nella situazione di dover filmare un matrimonio non si preoccupa di capirne il significato (anche perché quel significato è pacifico, non c’è bisogno di dimostrarlo ancora una volta) ma agisce per sabotarlo, il matrimonio, perché non avvenga, non abbia luogo (un’agire “politico”), motivato da una passione inaspettata e travolgente per la futura sposa, Bona Gravina, principessa di Palagonia.
Questa passione lo guiderà - come Teseo nel labirinto - alla salvezza di Bona, evitandogli pericoli anche mortali che troverà disseminati sulla sua strada… Ma poiché non è un eroe nato sbanderà spesso in questo pericoloso percorso e quasi volontariamente come se avesse paura di vincere, di conquistare la donna amata e di essere felice con lei. A un passo dalla vittoria rischierà di perdere tutto come se sbagliasse apposta per rimandarla continuamente.

Questa potenza intermittente, interrotta da vuoti mentali, viltà, fughe improvvise quando è a una passo dal successo, sono il movimento, quasi l’immagine di base del film, questa continua alternanza di felicità piena e sua immediata negazione, di trasposto pieno e completo irrigidimento, che fa pensare all’atto sessuale che tendendo naturalmente all’orgasmo (inteso anche come perdita di coscienza), è continuamente minacciato e aggredito proprio dalla coscienza, che ha paura di perdersi, di non svegliarsi più… Questa forse è la vera immagine da cui sono partito. La conquista finale di una donna, la prima vera conquista di Franco Elica con cui finisce il film è anche un messaggio di sincero incoraggiamento.

La conquista di Elica avviene in una Sicilia immaginaria forse scelta per il mare, quell’azzurro speciale del mare di Sicilia (o forse perché in Sicilia qualcosa di arcaico, mitologico c’è ancora). Eppure, anche se il film è pieno di esterni, solari o notturni, di mare, di cielo, di paesaggi sconfinati, di totali, il film è stato girato  come in interno, dall’interno, dal buio verso la luce.
Marco Belloccio

[* tratto dal Pressbook del film]

...prima di vederlo, un film, non lo si commenta...




permalink | inviato da il 21/4/2006 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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