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RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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CULTURE POP manifesto




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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
www.rapportoconfidenziale.org


25 giugno 2009


Rapporto Confidenziale - numero15 (giugno 2009)


RAPPORTO CONFIDENZIALE. rivista digitale di cultura cinematografica

www.rapportoconfidenziale.org

NUMERO15 | GIUGNO’09

free download 10,1mb | 5,0mb | ANTEPRIMA

EDITORIALE di Alessio Galbiati

L’impressione è di aver dato alla luce un numero davvero interessante. La quasi totalità dei contributi proposti tratta d’argomenti poco noti, marginali, emarginati, in cerca della giusta ricompensa alla propria qualità. Questo è senz’altro uno scoglio difficile da affrontare per il lettore poco curioso, che nell’informarsi cerca solo conferme a ciò che gli è noto, rifuggendo quel che ancora non è capitato sulla sua strada. Una delle idee principali di Rapporto Confidenziale è quella di trattare ciò di cui nessuno (o quasi) parla, perché per il resto avete a disposizione quintali di carta stampata e terabyte di informazioni online. Il nostro consiglio è dunque quello di lasciarvi coinvolgere ed incuriosire, magari andando a recuperare per gli occhi (e la mente) ciò di cui abbiamo scritto.
L’utilizzatore ultimo sei tu!
Anche noi – come sostiene l’avvocato Ghedini – non ti chiediamo alcun esborso economico per tutto questo, se però vorrai, ricordati che è possibile sostenere attraverso una donazione l’indicibile quantità di ore dedicata a far sì che Rapporto Confidenziale continui ad esistere gratuitamente.

Buona lettura.


SOMMARIO

04 La copertina. Lorenzo Vecchio

05 Editoriale di Alessio Galbiati

06 Brevi. appunti sparsi di immagini in movimento di Alessio Galbiati e Roberto Rippa

07 Jim Jarmusch’s The Limits of Control di Kathie Smith

09 LO SCHERMO NEGATO Contre toute espérance di Roberto Rippa

10 LINGUA DI CELLULOIDE Il marchese del Grillo cineparole di Ugo Perri

12 Il cinema della mente. Alcune osservazioni su Las Meninas di Velázquez di Luciano Orlandini

13 Che cosa sono le nuvole? di Luciano Orlandini

15 CINEMAHACKING Intervista a Paolo Gioli di Claudia D’Alonzo

Paolo Gioli. filmografia 18

20 IL VIDEOCLIP. Breve storia d’una forma breve di Maria Spezzacatene

30 Viaggio nel catalogo Malastrada. Capitolo primo: Una Ballata bianca di Stefano Odoardi di Alessio Galbiati

32 IL LEGNO, LA CRETA, IL BUFALO E LA RAMAZZA ovvero: L’immagine dell’lavoro di Lorenzo Vecchio

37 SECONDI POSTI IN PIEDI Troppo nude per vivere. The Centerfold Girls, un classico scomparso del cinema slasher, torna in circolazione di Roberto Rippa

40 QUELLA SPORCA DOZZINA. DODICI DOMANDE A… Luca Ruocco redattore di Indie.Horror.it di Alessio Galbiati

con le recensioni di: House of Flesh Mannequins di Giulio De Gaetano 43 Il mondo dei cattivi di Luca Ruocco 43

44 Serenata Calibro 9. Pilot, il primo album di Acusmatic Group di Roberto Rippa

Intervista a Romeo Sandri e Michele Berselli di Roberto Rippa 46

49 ABDICAZIONI Dell’a-bile travaso: ‘i begli occhi del ladro’. FINZIONI, Su Tristan Corbière di Luca Salvatore

51 www.rapportoconfidenziale.org


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19 marzo 2008


fa|tal|mén|te fém|mi|na


Venerdì 21 marzo. dalle 23
FUNK YOU @ Tunnel.
via Sammartino 30, Milano.

music.
Torsten Kanzler (Abstract/Killaz/Error>Belin,De)
Joc & Spy (Trivialmusik>Barcelona,Es)
Oniks (Funk You>Milano,It)
visual.
ilcanediPavlov (Milano,It)

http://www.myspace.com/funkyoumilano

ilcanediPavlov! vjing MANIFESTO >>>
L’idea di iniziare a fare vjing nasce fondamentalmente per gioco o, se si preferisce, da un’attitudine. Nulla di particolarmente complesso o dotato d’un qualche tipo di talento. «Il talento fa quello che vuole, il genio quello che può. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento». La voglia che mi muove è quella di creare tappeti visivi in costante movimento intessuti di interminabili sequenze di frame (senza distinzione fra immagine statica ed immagine in movimento) che incessantemente si montano (dal termine cinematografico ‘montaggio’) fra loro, generando flussi di senso. Sequenze filmiche, composizioni di frame, immagini d’affezione, scatti rubati, lampi di colore, interi film, videoclip, cortometraggi e documentari. Da una libreria di elementi eterogenei pesco percorsi di senso, improvvisando ciò che uno spettatore contiene in sé con precisione scientifica. Velocità e ripetizione (e dunque anche la loro negazione) sono le regole del gioco, gli estremi da far dialogare, per sfuggire all’inutilità dei virtuosismi tecnici fini a se stessi (svuotati d’ogni senso). Prendo l’Arte e la metto da parte in piccole parti digitali. M’approprio di tutto il patrimonio della cinematografia mondiale, dalle origini ai giorni nostri, fintantoché qualcuno non si accorge del furto. Tanto più la ruberia è poco nota tanto più il delatore dovrà possedere cultura (cinematografica).Ingaggio dunque una lotta basata sulla cultura, interna all’attrazione della mostrazione, alla ricerca della bocca aperta e dell’occhio rapito. ilcanediPavlov! è DJCINEMA

booking: djcinema@email.it


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12 marzo 2008


Paul Thomas Anderson

Questo bellissimo videoclip mette insieme tutti i lungometraggi diretti da Paul Thomas Anderson, uno dei registi che più amo.
Classe 1970, ma soprattutto classe da vendere, Anderson esordisce alla regia nel 1996 con lo splendido, e poco conosciuto, "Hard Eight" (distribuito in Italia come "Sydney") dirigendo all'età di ventisei anni un film maturo e complicato, recitato divinamente da un trio d'attori in stato di grazia: Philip Baker Hall, John C. Reilly e Gwyneth Paltrow. Con il successivo "Boogie Nights" inizia a delinearsi con più chiarezza uno stile di regia che fonda il proprio specifico sulla direzione d'un coro assai ampio, di stampo altmaniano, di attori e personalità che fra loro interagiscono per dare forma ad una narrazione a più voci. Andreson è altmaniano a tal punto da essere stato assistente alla regia nell'ultimo film diretto dal regista americano da poco scomparso (A Prairie Home Companion, 2006). Nel '99 arriva "Magnolia" quasi a voler sancire definitivamente l'ascesa d'un ventinovenne nel gotha del cinema a stelle e striscie: successo di pubblico e critica planetario. Ma qui succede qualcosa, il meccanismo dell'enfant prodige entra in crisi quasi che la sua vena creativa si sia imporovvisamente interrotta. Nel 2002 dirigerà lo strambissimo "Punch-Drunk Love" tutto incenentrato sull'attore brillante Adam Sandler, un film davvero oscuro che ancora a distanza di anni credo proprio di non aver digerito; sarà il caso di rivederlo!. Poi, nel 2007, arriva il turno di "There Will Be Blood"...

P. T. Anderson - Filmografia

Hard Eight (Sidney, USA/1996)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (102')
con: Philip Baker Hall, John C. Reilly, Gwyneth Paltrow, Samuel L. Jackson, F. William Parker e Philip Seymour Hoffman

Boogie Nights (USA/1997)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (156')
con: Mark Wahlberg, Burt Reynolds, John C. Reilly, Julianne Moore, Heather Graham, Don Cheadle, Luis Guzmán, Philip Seymour Hoffman, William H. Macy, Thomas Jane e Alfred Molina

Magnolia (USA/1999)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (188')
con: John C. Reilly, Tom Cruise, Julianne Moore, Philip Barker Hall, Jeremy Blackman, Philip Hoffman, William Macy, Melora Walters, Jason Robards, Luis Guzmàn e Henry Gibson

Punch-Drunk Love (Ubriaco d'amore, USA/2002)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (95')
con: Adam Sandler, Emily Watson, Philip Seymour Hoffman e Luis Guzmán

There Will Be Blood (Il petroliere, USA/2007)
regia e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (158')
con: Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Dillon Freasier, Kevin J. O'Connor, Ciarán Hinds, David Willis e Mary Elizabeth Barrett


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7 marzo 2008


Rapporto Confidenziale - numerotre (marzo 2008)

 

DOWNLOAD
ALTA QUALITA' (6.43 MB)
BASSA QUALITA' (4.75 MB)


Editoriale
Anche questa volta siamo in leggero ritardo, usciamo infatti il giorno 7 di marzo. Ma cosa volete, dopotutto qui i tempi ce li diamo noi e chiaramente non li rispettiamo. La cosa sarebbe da approfondire da qualche buon psicologo e potremmo farlo solo nel caso in cui iniziassero ad arrivare delle donazioni da parte vostra. O meglio, da parte tua che stai leggendo aggratis questo mensile di cultura cinematografica. Parliamo di soldi, che è sempre una cosa spiacevole, soprattutto se li si deve chiedere. Abbiamo bisogno d'un vostro aiuto, necessitiamo di qualche contributo per poter stampare un numero sempre maggiore di copie (che pure loro verranno date aggratis). Per farlo basta che andate sul sito http://confidenziale.wordpress.com e cliccate l'icona della donazione; il sistema PayPal dovrebbe poi garantire il resto, ma questi non sono problemi nostri, ci affidiamo a loro... ed a voi. Nel caso in cui siate a corto di liquidità, vi chiediamo lo stesso qualcosa, ovvero segnalare ovunque potete il nostro Rapporto Confidenziale perché pure di visibilità abbiamo bisogno. Terza ipotesi è quella di collaborare con noi, siamo sempre alla ricerca di cinèfili con l'ambizione dei critici che aiutino a riempire di contenuti originali questo mensile. Per ogni cosa, dall’insulto alla richiesta, contattateci tramite mail all’indirizzo di posta rapporto.confidenziale@gmail.com vi risponderemo in tempi brevissimi.

Ma arriviamo al numerotre, quello di marzo 2008, quello che avete davanti agli occhi.

Ogni volta che devo scrivere un ‘editoriale’ mi trovo sempre in difficoltà, forse perché non ho mai ben capito a cosa serva, ho come l’impressione che sia più che altro un vezzo, un’abitudine della quale ci siamo dimenticati la genesi. Una delle funzioni principali è quella di presentare i contenuti e forse proprio per questo non capisco. Mi spiego: i contenuti ce li avete già davanti, nelle cinquantanove pagine che vi apprestate a sfogliare, tutti ordinati nel sommario; quindi cosa posso dire in questo maledetto ‘editoriale’?

Posso provare a raccontarvi il perché di Rapporto Confidenziale e facendolo ho come l’impressione che potrò io stesso chiarirmi le idee. L’idea nasce da un’esigenza, quella di avere uno spazio libero ed indipendente da condizionamenti dove poter parlare di cinema, provando a sovvertire le consuetudini d’un sistema della critica a nostro avviso decisamente obsoleto ed ingessato, ma anche totalmente condizionato dai committenti e dalle clientele. Penso che la “Critica Cinematografica” ufficiale, quella radunata attorno al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI – http://www.sncci.it), sia una piccola grande truffa, una piccola grande casta di questa Italia di merda che siamo costretti a dover subire. Gli spazi d’espressione sono ingolfati da una miriade di persone che si muove per conoscenze e clientele, dai quotidiani ai mensili fino alla rete, essere retribuiti scrivendo di cinema pare essere una pia illusione. Questo perché la professione non è minimamente riconosciuta e tanto meno tutelata o valorizzata. Ma com’è possibile dal momento che esiste un Sindacato? Ma soprattutto come si diventa Critici Cinematografici?

Qualche mese fa, all’ultima edizione del Future Film Festival, c’è stato un “storico” dibattito pubblico in cui per la prima volta il mondo dei blog italico ha preso parte attiva ad una rassegna cinematografica. La questione principale sollevata dal dibattito verteva proprio sulla differenza esistente fra Critica Ufficiale (rappresentata da Roy Menarini) e critica bloggers. La conclusione alle quali sono giunti, se non ricordo male, è quella d’aver stabilito che i bloggers sono persone che scrivono di cinema motivati da una forte passione cinèfila, mentre i Critici lo fanno per professione con metodi d’indagine assai più affinati e raffinati. Dunque il Critico Cinematografico è colui che di professione fa il Critico Cinematografico. Bene.

Rapporto Confidenziale rivendica questa status: pratica la critica cinematografica, la condivide gratuitamente e la fa circolare con licenza Creative Commons (vedi alle pagine 2 e 59).

Così scrive il SNCCI sul proprio sito: “Al Sindacato è iscritta la quasi totalità dei critici cinematografici italiani. Per diventare socio del Sindacato occorre dimostrare di aver effettuato attività di critica cinematografica (in qualsiasi sede) negli ultimi due anni a far data dalla domanda di iscrizione”. Tenendo conto della nostra esperienza di blogger (e non solo) e sommandola a questo Rapporto Confidenziale, vi rendiamo noto che questa è una rivista di Critica Cinematografica a tutti gli effetti.

Prima di concludere voglio ringraziare tutta la redazione virtuale di Rapporto Confidenziale, a partire dal “socio” Roberto Rippa che con me ha avuto la folle idea di farne un mensile. E poi Matteo Contin, Emanuele Palomba e Mario Trifuoggi, Samuele Lanzarotti ed anche Marco Mancuso che con il suo digicult (http://www.digicult.it) oltre ad avermi dato parecchie idee sul come gestire questo Rapporto Confidenziale ci ha pure concesso la disponibilità d'utilizzare degli articoli presenti sul mensile digimag (http://www.digicult.it/digimag/). Per ultimo un ringraziamento speciale a Cesare Moncelli che con il suo tocco ha reso RC migliore di com’era prima.

Buona lettura!

Alessio Galbiati


SOMMARIO - numerotre - marzo 2008

Editoriale di Alessio Galbiati p.4

speciale
Albert e David Maysles – 50 anni di cinema verità di Roberto Rippa pp.6-7
Intervista a Albert Maysles di Roberto Rippa pp.9-13

speciale
Cesare Moncelli e la forma statica dell’immagine in movimento di Alessio Galbiati p.15-16
Cesare Moncelli – Filmografia p.17

recensione
La porta sul buio di Matteo Contin pp.18-19

Patrick Bokanowski di Samuele Lanzarotti p.20

Ken Jacobs – una breve biografia di Alessio Galbiati p.21-22
Ken Jacobs – Le Opere p.23

recensione
Shivers, il male in piano stretto di Ciro Monacella p.25

speciale
L'architettura nel cinema – seconda parte di Alessio Galbiati pp.26-29

Partneship: DIGICULT e DIGIMAG p.30
Lo zio John e i suoi nipotini di Alex Dandi (digimag) p.31
Greenaway: il cinema è morto, viva il cinema di Barbara Sansone (digimag) pp.32-33

recensione
Un posto sulla terra di Samuele Lanzarotti p.34

speciale
Il serial cinematografico americano degli anni dieci: le serial queen – seconda parte di Alessio Galbiati pp.36-39

recensione
Il miglior De Palma in un pezzo d’annata di Emanuele Palomba p.41

recensione
Beastie Boys: impressionanti! di Alessio Galbiati p.41

recensione
Esegesi della diversità di Mario Trifuoggi p.42

speciale
L’avventurosa storia della American International Pictures. Terza parte: testosterone, falsi pudori, sabbia e canzoni – I film da spiaggia di Frankie e Annette di Roberto Rippa pp.44-45
I film della serie p.45
Beach Party di Roberto Rippa p.46
Beach Blanket Bingo p.47

recensione
L’anarchico Diabolik di Mario Bava di Alessio Galbiati p.49

serie tv
Focus on: Dexter di Emanuele Palomba p.50

speciale
La classe operaia che non lavorava. Malamilano di Alessio Galbiati pp.51-52
La mala ricorda di Alessio Galbiati p.53
Intervista a Luca Zioni, organizzatore di Mala… Ricordi? di Alessio Galbiati pp.53-54

Indice filmografico p.57

Arretrati p.58


26 febbraio 2008


"Mala Ricordi?" - La rapina del secolo e la memoria della 'liggera'



Mercoledì 27 febbraio
alle ore 21.20 a Milano presso il Teatro La Scala della Vita (Via Piolti de' Bianchi 47, milano. googlemap) il secondo appuntamento con l'evento Mala Ricordi?, interessante commistione di narrazione diretta e documentaria organizzato da Luca Zioni.

 Si incomincia con la proiezione del documentario del 1997 di Tonino Curagi ed Anna Gorio intitolato Malamilano – dalla liggera alla criminalità organizzata che attraverso la testimonianza d'una serie di personalità di varia estrazione ricostruisce la malavita romantica che operò a Milano dalla fine della seconda guerra mondiale all'epoca del boom (o dello sboom come direbbe Andrea G. Pinketts).
Una malavita che prese il nome di liggera, termine milanese traducibile come "leggera", ovvero un tipo di criminalità che fondamentalmente non agiva con violenza né tanto meno con armi, una criminalità estemporanea e di sussistenza che vide compiersi il proprio ciclo di vita con la rapina "del secolo" di via Osoppo del 1958.
Saranno proprio due dei protagonisti di questa leggendaria rapina ad un furgone portavalori, divenuti celebri quali appartenenti alla banda delle 'tute blu', a raccontare al pubblico di quell'epoca e di quella memorabile impresa criminale a 50 anni esatti dal suo compimento (c'è infatto la perfetta coincidenza di date: 27 febbraio '58 - 27 febbraio '08).
 
Il documentario ""Malamilano – dalla liggera alla criminalità organizzata" opera di due fra i più importanti documentaristi della scena milanese, Tonino Curagi ed Anna Gorio, è scaribile gratuitamente sul bel sito New Global Vision (http://www.ngvision.org/mediabase/118).
 
Per saperne ancora di più vi rimando al numerotre (marzo 2008) di Rapporto Confidenziale, con una scheda del film, un'intervista a Luca Zioni - organizzatore dell'evento -  ed altri approfondimenti su di un bell'insieme di cose interessanti, che spero possa incontrare il vostro gradimento. Insomma noi ci saremo e ne parleremo, perché ci piace e perché siamo curiosi... e tu?



25 febbraio 2008


Oscar 2008 - piccolo bilancio fatto in casa


Ho seguito la notte degli Oscar in streaming sulla Azerbaijan Television and Radio Broadcasting Company, che se non ho capito male è la RAI dell'Azerbaijan. A parte qualche parola tradotta la maggior parte della trasmissione è stata in lingua originale ed ho potuto godere d'un segnale più che discreto ma soprattutto assolutamente stabile. Un documentario di Marco Ferreri si intitolava "Perché pagare per essere felici?"...
La mia attenzione è stata alta, forse perché ero in altre faccende affaccendato, ma si sa' come vanno queste cose... non appena c'è un diversivo qualsiasi la mente cerca di sfuggire dagli impegni improcrastinabili. Poco male... Ho avuto modo di vedere alcune cose interessanti ma soprattutto di aggiornarmi su d'una serie di titoli piuttosto interessanti che mi erano assolutamente sfuggiti.

Ho trovato interessanti le categorie dedicate al documentario (sempre marginalizzate negli articoli del giorno dopo, sistematicamente snobbati se un cromosoma degli autori non è di nazionalità italiana), fondamentalmente monotematici i titoli nominati parlano della guerra in Iraq, o se preferite dell'occupazione americana, o se preferite ancora della follia voluta dall'amministrazione Bush.

> Best Documentary Feature
No End in Sight di Charles Ferguson e Audrey Marrs
Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience di Richard E. Robbins
Sicko di Michael Moore
Taxi to the Dark Side di Alex Gibney e Eva Orner
War/Dance di Andrea Nix Fine e Sean Fine

Del resto del gran Galà sapete già tutto e sicuramente non capitate qua sopra per informarvi. Sono rimasto piuttosto deluso per i riconoscimenti ottenuti dallo strepitoso There Wil Be Blood di P. T. Anderson che almeno nei premi tecnici era senz'altro superiore al mediocre e poco sostanzioso The Bourne Ultimatum che è andato ben oltre le previsioni. Sono rimasto pure piuttosto interdetto dall'atteggiamento dei fratelli Coen, troppo spocchiosi e distaccati, come se il mondo reale non esistesse, come se quel palco non permetta di veicolare almeno qualche messaggio. Ma vabbé, gli Oscar sono gli Oscar e San Remo è San Remo.

Credo sia interessante sapere che il documentario al quale è andato il prestigioso riconoscimento Taxi to the Dark Side diretto da Alex Gibney e Eva Orner è al centro d'una controversa questione che vi lascio illustrare dal testo della conferenza tenuta da Ken Jacobs presso il Sonic Acts di Amsterdam del 23 febbraio,  un testo sopra al quale in questi giorni mi sto' spaccando la testa.

«Questa mattina (12 febbraio), mentre scrivo questo, il documentarista Alex Gibney, autore di “Taxi to the Dark Side”, è stato intervistato su Democracy Now! da Amy Goodman. Egli ha descritto come – per tre anni - i diritti per il broadcasting televisivo di questo film – appena nominato agli Oscar – sono stati acquisiti da Discovery Channel, che ha dall’inizio deciso di non trasmetterlo perché lui (nel mio paese una corporation è considerata un individuo) ritiene che questo reportage sulla tortura e l’omicidio militare degli Stati Uniti sia “controverso”, per cui il film può essere visto solo da un pubblico che voglia andare al cinema per essere oltraggiato e depresso, arte propria del cinema. Ed in caso sul web, legalmente o meno. Potreste pensare che la prova che i ragazzi e le ragazze americani nelle forze armate degli Stati Uniti che parlano degli iracheni come di “cani” e che sono incoraggiati dai loro superiori a fare di loro ciò che vogliono è una cosa che possa essere considerata controversa, ma di fatto non c’è dubbio su questo. Certamente l’America tortura, abbiamo tutti visto le foto. E’ ovvio che è un problema estetico, e che l’uso della musica intrusiva e coercitiva, da parte dei film-makers, anni dopo che il film SHOA ha presentato un modello di prova incontaminata dei crimini dei nazisti della Germania, che ha offeso le sensibilità di Discovery Channel. Il signor Channel cerca solo di dire ai film-makers “Dacci solo i fatti, amico; quando vorremo un film ne compreremo uno, con delle grandi star.”»

Queste sono invece le parole pronunciate da Alex Gibney alla consegna dell'Oscar: «Wow. Thank you very much, Academy. Here's to all doc filmmakers. And, truth is, I think my dear wife Anne was kind of hoping I'd make a romantic comedy, but honestly, after Guantanamo, Abu Ghraib, extraordinary rendition that simply wasn't possible. This is dedicated to two people who are no longer with us, Dilawar, the young Afghan taxi driver, and my father, a navy interrogator who urged me to make this film because of his fury about what was being done to the rule of law. Let's hope we can turn this country around, move away from the dark side and back to the light. Thank you very much.»


18 febbraio 2008


Ci sarà sangue... ma di sicuro è capolavoro


Immagine dal set dell'ultimo capolavoro di Paul Thomas Anderson. Immagine tratta dal sito cigarettes and red vines. Ne parlerò, anche qui... per forza.


12 febbraio 2008


Bye Bye Roy (Scheider)


Per fortuna che c'è blob, altrimenti mi sarei dimenticato di postare queste due righe. Volevo fare un piccolo omaggio alla memoria d'un grande attore quale è stato Roy Scheider che l'altro giorno, all'età di 75 anni, è scomparso. Odio il termine 'scomparso', come se un cadavere potesse sparire da sotto gli occhi; se un corpo deceduto dovesse 'scomparire' non parleremmo di morte ma di resurrezione, ma questo è tutto un altro discorso che lascio al laico ma devoto Giuliano Ferrara (fulminato sulla via di Bagnasco?).

Qui trovate una (mia!) recensione del meraviglioso All That Jazz di Bob Fosse (1979), film in cui Roy Scheider da corpo e sostanza - in qualità d'alter ego del regista - alla dirompente creatività d'un artista inquieto e straripante.

Bye Bye Roy!!!


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12 febbraio 2008


Ken Jacobs. Approccio ad un'intervista


La possibilità di realizzare un'intervista a Ken Jacobs, francamente, non è cosa che capiti così facilmente.

In occasione del XII Sonic Acts, che si terrà ad Amsterdam dal 21 al 24 febbraio, Jacobs svolgerà una conferenza dal titolo assai oscuro "Ken Jacobs: The Image, Finger Raised to Lips, Beckons" che l'intero staff di kulturadimazza ha così tradotto: "L'immagine, col dito sollevato alle labbra, fa un cennno". Il festival olandese proporrà anche alcuni fra i suoi lavori più recenti: Nymph (2007), Capitalism: Slavery (2007), Nanky January (2007) e Razzle Dazzle (2006). Verrà offerta anche la possibilità di assistere alla performance live dal titolo "Reverberant Silence?: ?Nervous Magic Lantern Performance".
Dunque ho avuto la possibilità d'intervistarlo, ma il compito si sta' rivelando oltremodo arduo, dato che la sua incredibile produzione artistica (il suo primo non-film è del 1955), seppur dotata d'una organicità stilistica assai evidente, tocca una moltitudine fra le questioni più complesse sollevate da più di cento anni di storia dell'immagine in movimento.
Approccio ad un'intervista (il titolo del post) che non vorrei si rivelasse un flop, uno di quegli scambi telegrafici e pavloviani che odio leggere, ma che mi piacerebbe fosse in grado di raccontare aspetti ancora inediti d'un artista comunque poco conosciuto (anche fra gli "addetti ai lavori").
Per questo ho pensato di chiedere a coloro i quali passeranno da questo post(o), consigli e suggerimenti, dritte o quant'altro... perché alla potenza del mezzo (blog) ci credo, perché confido nella (remota) possibilità di ricevere da qualcuno (di voi) l'idea che ancora non possiedo.
E poi, volete mettere la soddisfazione di iniziare una domanda con la seguente formula: "i lettori del mio blog mi hanno consigliato di domandarle...".




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11 febbraio 2008


Bilancio estemporaneo d'un impresa (im)possibile #001



Bilancio estemporaneo d'un impresa (im)possibile #001

Rapporto Confidenziale, il mensile che ho messo in piedi insieme a Roberto "cinemino" Rippa, progressivamente inghiotte gran parte del mio tempo e della mia creatività. E ciò è positivo. Ogni idea che passa per la testa cerca una forma di concretizzazione su quelle pagine virtuali che mensilmente sono da allestire. L'obbligo, come diceva Moretti in qualche suo film, è in fondo una gabbia necessaria, una struttura che permette alla (presunta) creatività di trasformarsi in forma. Il problema sta' nella sostanza, nella difficoltà di riuscire a creare ogni volta qualcosa di davvero interessante e piacevole per coloro i quali hanno l'occasione di incrociare questo Rapporto Confidenziale. Francamente queste righe non hanno molto senso, ma sono un'altra di quelle cose che reputo necessarie. Vorrei tenere una specie di diario aperto al pubblico che dia conto di quest'avventura che reputo assolutamente originale, necessaria ed innovativa.

Come può essere innovativa una rivista di cinema? Effettivamente in sé la cosa non rappresenta una novità editoriale rivoluzionaria, di riviste cinematografiche è piena la storia del cinema; reputo però innovative la forma distributiva (pdf completamente gratuito!) e la licenza utilizzate. Licenziare i propri contenuti in maniera totalmente libera rappresenta un modello davvero "nuovo" che affronta di petto il problema della libertà di stampa e della libertà che dovrebbe avere chiunque scrive. (A.G.)

...continua.



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1 febbraio 2008


Rapporto Confidenziale - numerodue (febbraio 2008)


DOWNLOAD
ALTA QUALITA’ (8,21 MB)
BASSA QUALITA’(4,17 MB)


Il secondo numero di Rapporto Confidenziale è finalmente online. Quarantanove pagine di critica cinèfila che vi accompagneranno per il mese di febbraio più lungo degli ultimi quattro anni. I contenuti, questa volta davvero torrenziali, sono firmati da ben otto persone differenti. Oltre ai "fondatori" Alessio Galbiati e Roberto Rippa, il numerodue ospita per la prima volta articoli di Roberto Bernabò, Matteo Contin, Ciro Monacella, Emanuele Palomba e Mario Trifuoggi.

E questo è solo l'inizio!

SOMMARIO del numerodue - febbraio 2008

Editoriale di Alessio Galbiati p.4

Il marcio non muore mai, ma neanche vive di Ciro Monacella p.5

speciale
L’avventurosa storia della American International Pictures.
Seconda parte: Dinosauri, rane, vermi assassini e i mostri giganti di Bert I. Gordon e H.G.Wells di Roberto Rippa p.6-7
con le recensioni dei film (a cura di Roberto Rippa):
The Food of The Gods p.8
Empire of the Ants p.9
Frogs p.10
Squirm p.11

Perle di stile
La grande bouffe di Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia p.13-14

recensione
Cruising di Roberto Rippa p.16-17

recensione
God Save The Queen di Alessio Galbiati p.17

La depalmiana finestra sul cortile di Emanuele Palomba p.18

L’Angelo della vendetta: un combattimento ad armi pari di XXX p.19-20

rubrica
Storia e Discorso - articolo n° 1 di Roberto Bernabò p.21-22

Tracce di coraggio digitale di Mario Trifuoggi p.23

speciale
L’architettura nel cinema - prima parte di Alessio Galbiati p.24-26

Pornography in the UK di XXX p.27-28

minirecensioni
Il primo film di Quentin Tarantino! di Alessio Galbiati p.29
La seconda volta di Alessio Galbiati p.29

la pessima critica
Tullio Kezich su Zabriskie Point p.30

avanguardie storiche
Autopsia di un cane andaluso di Matteo Contin p.31-32

schermo negato
Il primo Rezza-Mastrella. Underground per forza di Alessio Galbiati p.33-34

schermo negato
Chicago 10 di Roberto Rippa p.35

speciale
Il serial cinematografico americano degli anni dieci: le serial queen - prima parte di Alessio Galbiati p.36-38

anteprima
Charlie Wilson’s War di Roberto Rippa p.40

anteprima
Persepolis di Roberto Rippa p.41

anteprima
Rendition, il thriller politico del post 9/11 di Emanuele Palomba p.42

anteprima
Il criptico giallo tragico di Sidney Lumet di Emanuele Palomba p.43

Le uscite cinematografiche di febbraio 2008 p.44-45

Festival cinematografici – febbraio 2008 p.46

Indice filmografico p.47

Arretrati p.48


28 gennaio 2008


L'attesa è quasi finita... Rapporto Confidenziale - nuerodue, dal 31 gennaio online


Il 31 gennaio sarà disponibile online il secondo numero di Rapporto Confidenziale, quello di febbraio 2008. Un numero importante, quasi quasi storico. Nuovi collaboratori ed una pioggia di contenuti che vi accompagnerà per un mese intero. Jean-Michel Frodon, direttore dei "Cahiers du cinéma" ha dichiarato: «Rapporto Confidenziale sta' iniziando a preoccuparmi, temo che nel giro di pochi mesi possano rubarci gran parte dei lettori», la Critica cinematografica italiana - sempre più parruccata - pare stia organizzando un boicottaggio, mentre Papa Banedetto XVI ha annullato la sua visita in redazione perché nessuno l'ha invitato. E questo è solo l'inizio...

Stay Tuned!!!


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permalink | inviato da kulturadimazza il 28/1/2008 alle 11:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


16 gennaio 2008


Il Pap'occhio di Renzo Arbore, 1980

Il Pap'occhio (Italia/1980)
di Renzo Arbore (110')

Cultissimo del 1980 diretto da Arbore che porta sullo schermo la sua intera banda televisiva (da Benigni al terrunciello Abatantuono, Luciano De Crescenzo, Andy Luotto, Isabella Rossellini, Marengo ed addirittura Martin Scorsese) per un progetto mitico nella sua unicità. Per la prima (ed unica?) volta un film viene ambientato realmente all'interno del Vaticano senza però comunicarlo a chi di dovere: fu fatto credere agli alti prelati che si stesse girando un documentario. Il film venne sequestrato per vilipendio alla religione di Stato (!) e fu ridistribuito nel 1998. Dissacrante ed ironico conta parecchie sequenze irresistibili che riviste oggi danno conto, assai meglio d'un qualsiasi editoriale, del riflusso culturale nel quale siamo capitati.


9 gennaio 2008


Rapporto Confidenziale - numerozero, gennaio 2008


Chiuso il secondo numero, che poi è il primo!
Insomma il numerouno di Rapporto Confindenziale è online.
E' stata una faticata mostruosa ed il numero di febbraio è già alle porte. Ho come l'impressione d'aver fatto male qualche calcolo perché in termini di tempo la cosa si fa davvero complicata. Vabbé... almeno ne sono soddisfatto.
Non posso fare altro che invitare chiunque stia leggendo questo post a darle un occhio e magari ad aiutarci a diffonderla.
In fondo la modalità di distribuzione è uno degli aspetti più interessanti di questo piccolo progetto, basta un link sottoforma di immagine, testo o qualsiasi altro ammenicolo pensato per la rete. Poi c'è la questione del Creative Commons che permette la libera e legale circolazione... insomma... Rapporto Confidenziale è davvero libera ed indipendente.

* * *
DOWNLOAD

ALTA QUALITA' (7,39 MB)
http://confidenziale.wordpress.com/files/2008/01/rapportoconfidenziale_numerouno_high.pdf

BASSA QUALITA'(3,56 MB)
http://confidenziale.wordpress.com/files/2008/01/rapportoconfidenziale_numerouno_low.pdf

FTP
ftp://ia360609.us.archive.org/0/items/RapportoConfidenziale-NumerounoGennaio2008/

* * *

E’ da oggi disponibile il primo numero di Rapporto Confidenziale (gennaio 2008)… quello precedente era il numero zero! La redazione virtuale si è allargata con la presenza di Costanza Baldini (http://www.thepillowbook.splinder.com) che già da questa uscita ci ha regalato uno splendido "pezzo" su due delle scene di violenza più estreme degli ultimi tempi. Il numero di gennaio è stato possibile grazie alla collaborazione d’un gran numero di persone che ringraziamo per la fiducia accordataci.
Speriamo che possa piacervi quanto è piaciuto a noi realizzarlo…
Inutile dire che attendiamo feedback e che contiamo sul vostro aiuto per diffondere Rapporto Confidenziale in giro per la rete, ma anche nel mondo reale.

SOMMARIO del numerouno - Gennaio 2008

Cronenberg versus Van Sant: la convergenza dei due di Costanza Baldini p. 4-5

Arca Russa di Alessio Galbati p. 6

speciale
Iran: nuovo cinema, vecchia censura di Matteo De Gregorio e Roberto Rippa p. 7
An seh di Roberto Rippa p. 8
Chand kilo khorma baraye marassem-e tadfin di Roberto Rippa p. 8
Ma hameh khoubim di Roberto Rippa p. 9
Chahar Shanbeh Souri di Roberto Rippa p. 9

Notturno Bus di Alessio Galbiati p. 9

La pessima critica
Emmanuelle Béart senza vestiti non dà palpiti al dramma sui gay di Maurizio Cabona p. 12

Femme Fatale di Alessio Galbiati p. 13

Death Proof di Roberto Rippa p. 14

Grindhouse - A prova di morte di Alessio Galbati p. 15

Perle di stile
Punto zero di Alberto Moravia p. 15

speciale
Il meglio (ed il peggio) del 2007 di A. G. e R. R. p. 17-24

La Duchessa di Langeais di Alessio Galbiati p. 25

La città proibita di Alessio Galbati p. 26

I testimoni di Alessio Galbati p. 28

speciale
Rane assassine, bellezze da spiaggia, topi giganti, mostri preistorici, scienziati pazzi e eroi neri: l’avventurosa storia della American International Pictures di Roberto Rippa p.29-31

Il cinema della A.I.P. - Prima parte: Roger Corman
House of Usher di Roberto Rippa p. 32-33
X di Roberto Rippa p. 34

rubrica
festival cinematografici – gennaio 2008 p. 35

Indice filmografico p. 36


12 dicembre 2007


Entertien avec Jean-Luc Godard (Cahiers du cinéma, Arte.tv)


Cahiers du cinéma ovvero la rivista di critica cinematografica più prestigiosa del pianeta (smalto ne avrà pur perso, ma insomma non facciamo le verginelle...) da tempo ha intrapreso la strada del web con convinzione creano una serie di extra di assoluto rilievo qualitativo, a mio modo di vedere assolutamente imperdibili per ogni cinefilo di nuovo millennio.

Dalla collaborazione con il canale televisivo più kulturale d'Europa Arte.tv prende forma una parte delle sue molteplici ramificazioni multimediali, dal sito possibile accedere ad un gran numero di interviste succulente realizzate con piglio specialistico ai nomi più importanti del cinema contemporaneo. Una risorsa incredibile il cui solo limite (per noi italiani) è costituito dalla barriera linguistica.

ENTERTIEN AVEC JEAN-LUC GODARD

In occasione della 20° edizione degli European Film Awards il giorno 1 dicembre è stato assegnato al leggendario regista e critico Jean-Luc Godard il premio alla carriera. Arte.tv ha realizzato nel mese di novembre questa lunga intervista durante un seminario tenuto dal "maestro" nel proprio atelier svizzero. L'intervista è realizzata da Olivier Bombarda e Julien Welter, diretta da Thomas Schwoerer.

JLG. L’Entretien. 1ère partie (18 minutes)
JLG. L’Entretien. 2ème partie (25 minutes)
JLG. L’Entretien. 3ème partie (24 minutes)

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