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kulturadimazza


RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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CULTURE POP manifesto




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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
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24 febbraio 2008


Pan Sonic @ Paradiso (live!)


Vi interessa vedere ed ascoltare un intero concerto dei Pan Sonic? Siete capitati bene allora perché quello che avete davanti ai vostri occhi sono cinquanta rumorosissimi minuti del duo scandinavo più auto-costruito della musica contemporanea. Per alcuni questo è semplice rumore, senza capo né coda, per altri è ARTE, come poche altre cose.
Il concerto si è svolto il 5 luglio 2007, all'interno del festival 5 Days Off, svoltosi ad Amsterdam dal 4 all'8 luglio, per essere più precisi al Paradiso. Non scrivo di più perché è proprio il caso che vi informiate meglio da voi, posso solo dirvi che su Fabchannel.com vengono uploadati i concerti che si svolgono proprio in questo locale, uno dei migliori d'Europa, sicuramente fra i più avanguardisti.

Buona audio-visione!!!


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24 gennaio 2008


Quelqu'un m'a dit


Ascoltando Last.fm, per uno di quegli imperscrutabili cortocircuiti logici del software che regola questo esoterico accrocchio informatico, le mie orecchie sono state invase dalla terribile vocina di Carla Bruni che mi sussurrava "Quelqu'un m'a dit"... Provate ad immaginarla a letto con Sarko, mentre gli ciunguetta "Quelqu'un m'a dit"... Roba da voltastomaco!!!

La canzone dopo è stata "Uncontrollable Urge" dei Devo... ?!?!?!? mmmah!


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18 gennaio 2008


Scotch mist - a film with Radiohead in it (live)


Scotch mist

a film with Radiohead in it
made for New Year's Eve, 2007

by Nigel Godrich, Adam Buxton, Garth Jennings, Stanley Donwood, Hugo Nicolson, Dan Grech-Marguerat & Radiohead. Three colours narrated by Ric Jerrom

http://radiohead.tbdrecords.com/

Scotch mist: you thought that you saw something; you didn't; it wass a trick of the light, a phantasm, a spectre.

Cinquantadueminutietrentasecondi dentro all'arcobaleno musicale dei Radiohead non sono una cosa che capita tutti i giorni di ascoltare e vedere. Loro si stanno dimostrando come uno dei gruppi più innovativi della scena mondiale, avanti un passo sia dal punto di vista musicale che distributivo. Hanno deciso di entrare nel mondo globalizzato della rete facendo a meno degli inutili "parrucconi" delle etichette. Questo film ad esempio è stato realizzato in rete e per la rete, trasmesso la notte di capodanno e visibile in streaming da chiunque. Ora lo si trova sul loro sito, su youtube ed attraverso l'interessantissimo widget postato più sotto (che permette l'audiovisione a capitoli).
Questo non è il futuro della musica, ma il presente!!!




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14 gennaio 2008


Carnifull Trio - 43140



21 dicembre 2007


OHNO! - Breath


OHNO! - Breath
Semplicemente delizioso

ps. Si capisce che nell'ultimo periodo non abbiamo la testa adatta per aggiornare il blog?


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19 dicembre 2007


Radiohead - Jigsaw Falling Into Place

Radiohead - Jigsaw Falling Into Place
il video, con tanto di intro di Tom York proveniente dal 'Thumbs Down Webcast'
del 9 novembre. Cosa volete di più....


12 dicembre 2007


E' morto Stockhausen, viva Stockhausen!!!

Lo scorso 5 dicembre è scomparso (nel senso che è morto) Karlheinz Stockhausen. Qoob lo intervistò qualche tempo prima nel suo studio di Kuerten, vicino a Colonia. Un piccolo omaggio per ricordare una delle personalità più importanti della musica contemporanea. E' morto Stockhausen, viva Stockhausen!!!


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11 dicembre 2007


Daniele Luttazzi - Money for Dope

I said: "Let's just go home. "You said: "No, no."
I lowered my expectations right away.
An attitude of "Get your shit together".
What were we doing here? We had no idea.

Money for dope

How have you learned to love me in my sleep
There's nothing wrong with that. There can't be.
"Get it out and then you can forgive each other."
You don't have to forgive it, just don't say it.

A culture of grim faced simplicity.
These people have made all these money
And they were in this green place in the woods
But they were cheating on each other.

Per sapere qualcosa di più sul significato attribuito dall'autore a queste parole e musica, consiglio vivamente la visione di questo e questo.


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2 dicembre 2007


Beck - Pay No Mynd (Snoozer) - 1994


that's why

I pay no mind
sleep in slime
I just got signed


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16 novembre 2007


Pan Sonic @ Tech Stuff Party (Milano)


Questa sera - Venerdì 16 novembre 2007
ore 22.00
Spazio Assab One, Via Assab 1 - Milano
googlemap
credo solo su invito. credo...
 
QOOB e ISBN Edizioni, in occasione del lancio del DVD ufficiale di TECH STUFF (la serie di TOBOR EXPERIMENT finanziata dalla QOOB FACTORY), organizzano un party ad alto contenuto qualitativo che vedrà come fiore all'occhiello il live set dei PAN SONIC.
Prendendo 2 piccioni con 1 fava abbiamo postato un video ad hoc che vi spiaga: chi sono i Pan Sonic, cos'è Tech Stuff.
Serata ricca!!!


8 novembre 2007


Roisin Murphy @ Magazzini Generali (Milano) # report

Quel che immediatamente colpisce è il suo fascino, la sua grazia nei movimenti e lo stile strabordante che la fanno apparire Diva, inarrivabile e d'una spanna sopra tutto.

Ad ogni brano un cambio d'abito, per essere precisi di qualche indumento. Capisci che Roisin concepisce il live entro una dimensione teatrale, interpreta i brani, con la voce, con la postura e con gli abiti. Sembra teatro.

Canta come sospesa, concentrata sul brano e sulla sua voce che modula sicura su frequenze tutte sue. Ascoltandola pensi che forse gran parte del pop contemporaneo debba qualcosa a lei che percorrendo una traiettoria artistica personale vive ai margini delle vette di vendita ma si pone assolutemente nel cuore della musica contemporanea. Anticipandola.

La sua passione sono i guanti, gli occhiali ed i cappelli. Le sue movenze sono sempre perfette. Roisin Murphy è Divina, una fuoriclasse.

Questa immagine non vi ricorda qualcosa?


7 novembre 2007


Roisin Murphy @ Magazzini Generali (Milano)


Questa sera ai Magazzini Generali di Milano (via Pietrasanta, 16. googlemap) ci sarà il concerto della divina Roisin Murphy (al secolo Róisín Marie Murphy) che delizierà le nostre orecchie presentando il suo ultimo disco, il bel "Overpowers" prodotto fra gli altri da Matthew Herbert. Noi la ricordiamo dai tempi degli splendidi Moloko, un duo formidabile che regalò dischi superlativi alle nostre giovani orecchie.

Il video che abbiamo scelto di pubblicare si intitola "Let Me Know" e ci ricorda tanto la sequenza finale del mitico "The Last Day of Disco" di Whit Stillman.

Magazzini Generali (Milano), dalle ore 22 ad ingresso libero.

Roisin Murphy - official site
on Myspace
on Youtube
Moloko


25 ottobre 2007


Happy Computer - Hello World! (C64 Sid Mashup Mix)


Nuovo video per tentare di accontentare colei che tiene il libro sul cuscino ma non solo...

Tipico esempio di quella new wave musicale che fa ballare le nostre stanche membra con suoni provenienti dagli anni '80. C64 music ovvero musica fatta con quel computerino esoterico che fu il commodore 64 (mitico).
Il gruppo è di Berlino (ovvio no?!) e si chiama "Computadora Feliz" o se si preferisce "Happy Computer", qui sotto le coordinate per provare a capirci qualcosa di più...


22 ottobre 2007


New Young Pony Club - Ice Cream (Intermezzo Musicale)



New Young Pony Club - Ice Cream
Lyrics

I can give you what you want.
I can make your heart beats short.
I can make you ice cream, we could be a sweet team melting in your vice dreams, sport.

I can be the sauce you crave.
I can spell what you can't say.
chocolate flavored love theme treat the treats you so mean covering your nights and days.

Let me give you what you like.
I can make you mouth run dry.
drink me like a liquor, c'mon and dip your dipper
show me what you're here for, guy.

I can give you what you want.
I can make your back real taut.
fantastic flavored fancies sick like Sid and Nancy wicked as a joy ride jaunt.

What you want
I can give you what you want
What you want
I can give you what you want, you want
You want
I can give you what you want
What you want
You want
Whatcha whatcha want now.

ha ha ha ha


13 settembre 2007


La rivincita del pop elettronico (Moon Safari, Air, 1998)

LA RIVINCITA DEL POP ELETTRONICO
di Veronica Rosi (pubblicato su Ondarock.it il 24 Aprile 2007. URL)

Recensione dell'album "Moon Safari" degli Air (1998)

Grunge = Medioevo
E' il momento di confessarlo. Gli anni 90 furono un periodo buio, molto buio. Dopo il crollo dell'impero delle maschere, la compiuta decadenza postimperiale dei fatui ed edonisti capelli cotonati, l'innegabile oscenità degli ombretti fosforescenti, il disgusto per una fruizione musicale ormai simile a demenza senile, ci ritrovammo in una specie di medioevo musicale. Il mito, l'idolo, l'ideale per cui i giovani adolescenti di quell'epoca erano pronti al martirio era uno: l'Autenticità. Basta silicone, basta falsi sorrisi, basta luci stroboscopiche, fuoco alle cose gay, fuoco ai falsi sorrisi del pop commerciale. Stronzi patetici anni 80, damnatio memoriae a voi.

Tutto questo mentre Tommy Mottola, Ceo della Sony Music, viveva da signorotto scopandosi Mariah Carey e facendo profitti da capogiro un po' sull'idea diabolica delle boy-band, è vero, ma soprattutto sulla pelle di noi pirla che ci ricompravamo i nostri album preferiti in cd. Questo era il triste e manicheo bipolarismo di allora: o Tommy Mottola, o i Nirvana. Se volevi del pop, il meglio che il (distortissimo) mercato dell'epoca proponesse era il songwriting impegnato e melenso di “Seven Seconds” (Youssou N'dour e Neneh Cherry, ndr, e se qualcuno non se la ricorda, beato lui). Il livello era talmente basso che il brit-pop passava come genere fico.

Francesi di merda
E poi, loro. Un duo. E l'ultimo duo pop decente di cui si aveva memoria, esclusi quegli omosessuali di merda dei Pet Shop Boys, dei Soft Cell, degli Wham!, degli Eurythmics e di tutti quegli aborti della decade innominabile, erano Simon & Garfunkel. Un duo di due sfigati, per giunta francesi! Roba che l'ultimo francese che aveva visto la classifica inglese sarà stato Gainsbourg (escludendo ovviamente “Joe Le Taxi” di Vanessa Paradis, ma abbiamo detto che gli 80 erano stati cancellati da un meccanismo di rimozione psicologica collettiva). Due spocchiosetti parigini dunque, che se ne sbattevano del sacro verbo chitarra elettrica (l'elettronica, in quei bui anni 90, o era per impasticcati o era per froci malati terminali di Aids, e non sto esagerando), che non avevano mai visto una sala d'incisione, che facevano tutto a casa davanti alla tv con degli strumenti del paleolitico, vecchiume raccattato da gruppi kozmische-avantgarde-spaccamaroni andati in pensione.

Due tipi così naturalmente scarsi da filtrarsi la voce col vocoder, e nonostante quello non riuscire a nascondere il loro accento snob di francofoni, che pietà. Ma non sarebbero andati mai da nessuna parte, era chiaro che anche l'ultimo assunto della crapulona Emi avrebbe cestinato il loro promo senza manco aprire la busta. Sarebbe bastato il francobollo francese. Al massimo, solo nei sozzi bassifondi della musica quel disco avrebbe potuto trovare quei due tre ascoltatori, sfigati al par di loro. Laggiù nell'underground delle etichette indipendenti, quando fare indie non voleva dire essere nella sigla di un telefilm, voleva dire mangiare merda e sbattersene del successo. Anzi, nemmeno sbattersene, rifuggirlo proprio, scansarlo come la peste, oltre l'Autenticità, suonare nel vuoto. E in quell'ambientino lì, ora, da posteri, si può dire, nessun album pop è mai sopravvissuto. Figuriamoci poi uno che era volutamente snob e retrò, per non dire concettuale, con quella sua stilosa rievocazione dei sogni adolescenziali dei primissimi anni 70: cosmonauti, Amiga, arredamento geometrico, ragazze con la frangetta. "Moon Safari", un nome da carosello passeé.

Anomalìa di un successo
Non sapremo mai quale fu il segreto del successo di "Moon Safari". Forse calvalcò fortunosamente la nascita dell'internet domestica, la nuova, potentissima arma di diffusione della musica che sarebbe stata poi la nemesi dei vari Tommy Mottola. O forse quel singolo electro (il primo singolo electro mai visto in classifica, e a tutti i dj scende una lacrimuccia), teutonico e zuccheroso insieme come una cyber-lolita, bombardò il giovane pubblico di una giovane Mtv con un misterioso messaggio subliminale contenuto in un piccolo scimpanzè-astronauta, "Sexy Boy". Era una canzone che appena la sentivi ti innamoravi, e dovevi, manco fosse un bisogno fisico, dovevi comprarti l'album (anche perché non tutti avevano il masterizzatore ancora).

Il cd era colorato di blu, era come un cielo stellato, così che noi ingenui e romantici teenegers, facendolo girare nel lettore, potessimo assistere al big-bang del nostro cosmo personale. Era un disco senza tempo, camaleontico: se eri felice ti sembrava musica felice, se eri triste ti sembrava musica triste. Andava sempre bene, e dava dipendenza. Ore ed ore di quella roba, di fila.

Terapia
Una terapia, una lezione. "Moon Safari" ci insegnò che i pezzi strumentali non erano una palla di piombo come il prog di papà, ci insegnò che si poteva fare pop elettronico senza suonare anni 80, che il pop non è un jingle, ma è sogno, è arte che rincorre l'idea di amore, ci insegnò che gli arrangiamenti contano, che il vocoder è sexy, che l'indie una volta sdoganato vende tantissimo, e che il fatto di vendere non muta la medesima musica da indie a commerciale, che contano le canzoni e non la band, che si poteva fare musica nuova in casa, tra un videogioco e l'altro, senza neanche spendere tanto in droghe e alcool, che il rock non era l'unica santa fede cattolica e apostolica, che è un errore imperdonabile accusare il pop di non essere autentico, che il pop è semplicemente un fingitore, che finge così completamente che arriva a fingere che sia dolore il dolore che davvero sente.

Ma soprattutto, sia lode a Dunckel e a Godin, "Moon Safari" ci diede una buona ragione per bruciare la camicia di flanella. Un gesto punk, liberatorio, orgasmico. Così bello che ancora la gente lo cerca: nei nuovi album degli Air, nel primo di Goldfrapp, nei tanti pallidi imitatori. Ma è una ricerca inutile. L'emozione è irripetibile. Sono passati quasi dieci anni, siamo cresciuti. Le camicie di flanella manco le vendono più.

Man On The Moon (Safari)
Nell'analogico tremolìo del Korg MS-20 (meraviglioso, impagabile nome da arma da fuoco per una canzone struggente e liquida come “Le Voyage De Penelope”) rivive il brivido cosmico di accorgersi per la prima volta della consistenza della propria lingua: solo allora, solo al primo, umido, tiepido contatto con un'altra. In un attimo, così, dal mito dell'Autenticità alla vera Autocoscienza. Un piccolo passo per un adolescente, un salto gigante per la musica.


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permalink | inviato da kulturadimazza il 13/9/2007 alle 1:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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