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kulturadimazza


RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
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«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

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a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
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30 ottobre 2006


Delitti


Questo blog ha confessato da tempo il proprio debole per Il Foglio. Passione perversa fatta di contraddizioni e piacere della lettura. La stampa italiana è puerile e noiosa, quella straniera la leggo poco. Altra insana passione che coltivo è il gioco di ricondurre ogni cosa a forma cinematografica che ne 'Il Foglio' si compie ogni lunedì con la colonna di sinistra dedicata ai Delitti.
Quelle poche righe, asciutte ed essenziali ma al contempo dotate d'una profondità di sguardo alla Scerbanenco, sono piccoli soggetti per il cinema italiano lasciati cadere nell'oblio (spesso d'un epitaffio).

Delitti. Lunedì 30 ottobre 2006.
Khira Zarat Belmokhtar, di anni 73, prostituta algerina residente da anni in italia, vedova. Fu trovata sdraiata a faccia in su vicino al letto, seminuda, con una forchetta conficcata in bocca. Morta da almeno una settimana, se ne accorsero i vicini per via dell'odore nauseabondo che si spandeva per la scale. Intorno alla morta i cassetti erano tutti aperti e in disordine, non fu trovata la borsetta. Un paio di settimane fa, in un monolocale al terzo piano al centro di Milano.




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27 ottobre 2006


Radio America (A Prairie Home Companion) di Robert Altman


'A Prairie Home Companion' di Robert Altman è un film che riconcilia con il cinema, perchè è grande cinema. Un'ora e quaranta di serenità e pace.
Nella vicenda veniamo introdotti da una specie di ispettore Marlow che da una chandleriana tavola calda (forse il riferimento più saggio sarebbe quello con Hopper), dove mangia un immondo panino con fagioli e formaggio, ci accompagna (letteralmente) nel teatro Scott Fitzegarld di St. Paul in Missouri da dove va in onda uno show radiofonico, di cui egli è addetto alla sicurezza, lo fa a suo modo, col suo linguaggio che pare partarci dentro ad un noir ma dove scopriremo che il possibile assassino altro non è che la morte stessa.
Di musica in questo film ce n'è tantissima, tutto diventa musicale, gli spot d'una economia "marginale" fatta di biscotti con la confezione che riproduce biscotti, torte al rabarbaro (mio dio) ed altre amenità yankees sono fra le cose più divertenti e quasi non ti accorgi della differenza con tutto il resto perchè -e quì sta la pregevolezza del film- tutto è eseguito davvero, il playbach è abolito e tutti cantano con la propria voce. "Oggi le radio trasmettono musica che esce da un computer" dirà qualcuno nel film. Tutto dal vivo, tutto genuino, nessun effetto speciale, pure i rumori sono fatti da un rumorista (professionale). In Italia questo film ce lo spacciano col titolo di 'Radio America', come se quel paese possa ridursi con facilità in una sola parola. L'America è tante cose diverse e questo film ce ne racconta una marginale, in via d'estinzione. Ed attorno a questa malinconica estinzione è costruito il film.
La storia è quella dell'ultima puntata d'uno show radiofonico che va in onda ininterrottamente dalla metà degli anni settanta, il motivo della sua fine è dovuto al fatto che la famiglia che possiede la radio ha ormai deciso di venderla e che il teatro Scott Fitzgerald è prossimo alla demolizione con esplosivo. Un'America ricca e mai sazia decide d'ucciderne un'altra. Come in un romanzo di Fitzgerald, ma chi in quel modo si comporta nemmeno sà chi sia Fitzgerald.

Che il film ricordi 'Nashville', che Altman prediliga la messa in scena di pezzi del mondo dello spettacolo (Nashville, The Company, I Protagonisti, La foruna di Cookie, La storia di James Dean) e l'orchestrazione d'un gran numero d'attori e vicende son cose che in un'altra vita approfondiremo.

URL>>>La trasmissione 'A Prairie Home Companion' in realtà è viva e vageta.




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26 ottobre 2006


Cork Film Festival: pensavo peggio!!!


CORK FILM FESTIVAL: Pensavo peggio!!!

di Andrea Mugnai
 
Cork (Irlanda) - A volte nella vita ti può capitare di andare in un Paese straniero per impararne la lingua e ritrovarti nel mezzo del periodo più culturalmente turbolento che questi attraversi da diversi anni a questa parte. Sta succedendo ciò in Irlanda. Con l'ingresso nell'Euro e la quasi immediata ripresa economica, l'Irlanda sta attraversando un periodo di vibrante benessere. La cultura non può altro che averne tratto giovamento. La patria dei Joyce e dei Flann O'brien ha ritrovato nuovo smalto. Soprattutto Cork, già eletta città europea della cultura 2005, non mette il vestito buono solo per il Sant Patrick's Day (ogni 17 di marzo) o per The Beamish Experience (festa in onore della birra stout originaria proprio di Cork, che si svolge l'ultima settimana di settembre), ma agghinda le sue vie anche per il Jazz Festival (fine ottobre) e per il Film Festival (8-15 ottobre), considerata la vetrina irlandese sul mondo di celluloide. Una settimana all'insegna di cortometraggi di produzioni per lo più indipendenti e di proiezioni di lungometraggi alla sera, chiamate gala. Una radio di Cork con lunghezze d'onda nazionali ha raccontato il festival fotogramma per fotogramma. Ho avuto l'occasione di vedere molti film interessanti e di confrontarmi con i registi spesso miei coetanei presenti in sala come spettatori e non su piedistalli di chissà quale metallo. Ho avuto anche scontri "di vibrante protesta" ma nessuno è finito con la mia cacciata dalla sala, tanto è il rispetto per la critica in questo Paese. Un difetto grande eppure ce l'ha avuto: il costo dei biglietti. Nessuno sconto per gli studenti stranieri e l'obbligo di fare una member card del valore di ben 5euro (oltre al biglietto) anche per visionare un singolo corto. Per chiunque in un Paese europeo ciò poteva far arricciare il naso, ma non in Irlanda dove le quattro sale del festival, Cork Opera House (il salotto buono), Kino,Triskel e Gate Multiplex non hanno conosciuto giorni mesti. Altro difetto non da poco: l'abbondanza quasi nauseante di produzioni irlandesi. Cork è in Irlanda d'accordo, ma 5 rassegne dedicate a corti irlandesi e ben 2 a produzioni di filmakers locali (Made in Cork) supera ogni logico buonsenso, anche perchè spesso era lampante la mancanza di una preselezione. Molto arguta e ben curata la rassegna dedicata al cinema internazionale e ai documentari. Tra i titoli più apprezzabili e di respiro maggiormente internazionale, posso citare "Imagine This" dell'irlandese (strano!) John Callaghan dove G.W.Bush canta l'inno pacifista per antonomasia 'Imagine' di John Lennon tramite un audio mash-up e il docpic "The Highwater Trilogy" di Bill Morrison (USA), un montaggio emozionale di tre filmati originali degli anni venti, restaurati dallo stesso regista, con musica ambient e techno, in cui si capisce come fosse arduo anche per il Robert Flaherty di "Nanuk l'eschimese" sfidare la natura per impressionarla su pellicola. Per quanto riguarda il cinema italiano era presente o relegato in un alquanto curioso contenitore del venerdi pomeriggio, The Slow Food Evening, dove ovviamente emergeva che gli italiani sono un popolo votato al sacrificio della cucina. Ma in assoluto l'ultimo giorno, domenica pomeriggio, ha riservato le perle migliori. Due cortometraggi di altrettanti Cinematografie emergenti o incomprese al grande pubblico occidentale, "Poyraz" di Belma Bas dalla Turchia e "Girni" di Umesh Vinayak Kulkarni dall'India. Non mi resta che congedarmi come fa Moretti da Spinaceto in "Caro Diario": Pensavo peggio!!! 
 

LINK
Cork Film Festival >>> URL

Andrea/Arretrati
Schegge di Aprile (Pieces of April) >>> URL




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25 ottobre 2006


culture pop (e viceversa) #46





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20 ottobre 2006


Sapessi com'è strano sentirsi innamorati (fissi) a Milani.


Maurizio Milani, noto comico di sinistra per trascorsi e congenita appartenenza professionale (non ci sono comici di destra! dice la banalitudine), scrive da un pò una striscia quotidiana su 'Il Foglio' diretto da Giuliano Ferrara. Da qualche anno abbiamo imparato a sfogliarlo, questo giornale conservatore (sarà poi vero?), pur arrivando da sinistra e senza nemmeno dare la precedenza, scoprendo pagine insolite o quantomeno fuori dal coro (che non è poco). Abbiamo provato a farlo leggere a chi per preconcetto "con uno che vota Berlusconi io non c'ho un cazzo da dire" scoprendo, ogni volta con sommo sbigottimento (direbbero gli Offlaga Discopax), che questi gradivano l'essere punzecchiati da un direttore teocon e da redazione un pò sgarruppata. Il fatto è che a leggere i quotidiani nazionali mediamente ci si annoia e ci si immalinconisce, stroncati dalla prevedibilità di editoriali fumosi e da retrograde pagine della cultura sempre un passo in dietro alla contemporaneità. 'Il Foglio' è adorabile perchè anacronistico, qualità non da poco per un quotidiano.

Questo l'articolo di ieri a firma Maurizio Milani apparso sul 'Foglio' nella rubrica 'Innamorato Fisso'.

Prestate attenzione alle truffe! In questi giorni sta girando per la provincia italiana un circo che ha come attrazione principale: il 1° uomo che deposita le uova senza averlo deciso prima (dentro c’è un pulcino di toro, che in natura non esiste). E’ chiaramente un trucco per "vantarsi" in pubblico; non può essere nemmeno definito fenomeno da baraccone.
Chi vuole farsi rimborsare il biglietto si rivolga alla locale sezione del Comitato difesa consumatori. Una "class action" ci può fruttare 850 milioni di dollari che convertiti in datteri sono 180 navi da 180.000 t. di stazza (queste imbarcazioni vengono chiamate genericamente bananiere, anche se trasportano: caffè, cacao, zucchero di toro ecc.). Una parte di questi soldi li usiamo per rimborsare i creditori delle seguenti aziende:
- Bond Amaretto di Saronno scadenza 10/2150 (in teoria questa obbligazione è ancora sana, paga regolarmente la cedola annuale, il problema è che i titoli non sono più negoziabili sul mercato), valore nominale 100, controvalore di scambio ieri 2, per cui chi li ha in mano deve aspettare la scadenza naturale. Chi mi dice che tra 150 anni la gente dopo il pasto beve ancora i digestivi?
- Bond Putrella Amica (quantità circolante: 1.500 milioni di euro), in mano a investitori istituzionali 95 per cento, il resto è in mano alla famiglia G. Piero Beghelli.
- Bond dell’Acquario di Genova. Standard & Poor’s ha dato un voto di affidabilità a questo titolo che è: ccc (tripla c), il peggiore; non c’è nessuna garanzia di aver indietro il capitale versato.
- Obbligazioni dei Pullman che coprono la tratta Rabat-Timbuktu (parco veicoli di 80 anni, manutenzione ogni 15 anni), costo dipendenti: il più alto del mondo; chi ha questa obbligazione può usarla per pulire l’asta dell’olio del suv. Non esiste un mercato finanziario al mondo che tratti questo bond. Anzi, se un agente di Borsa lo vede ve lo sequestra e lo taglia in due. Come per le carte di credito clonate. Infatti tutte le tipografie del Nord Africa stampavano senza permesso del ministero.

ps. Erano mesi che si voleva utilizzare questa immagine, stra-cult.




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19 ottobre 2006


Il Roma FilmFest e i 'figli di un dio minore'. Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare l'Italia [Repetita iuvant]


Contravvenendo alle tecite regole di bon-ton ri-pubblichiamo un nostro articoletto di neanche un mese fa sulla Festa del cinema di Roma. Questo per due motivi: il primo è che lo riteniamo attuale e ne condividiamo l'impostazione, il secondo è dato dal fatto che la forma blog non permette, ad un articolo vecchio di qualche settimana, una dignitosa visibilità.


Il Roma FilmFest e i 'figli di un dio minore'. Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare l'Italia.

Sembra che in Italia cinematograficamente parlando non accada altro che il Festival di Roma. Si preannuncia piuttosto massiccio l'impegno di chi ne cura la rassegna stampa, certo i soldi per remunerare questa scocciatura non mancano.
Sono aprioristicamente scettico su questa weltronata o, meglio, bettinata ... mi domando come si possa passare sopra le teste di tutto e tutti alla faccia di tutto e tutti. Basito m'appresto a seguirlo nella speranza che qualcosa intorno ad esso sopravviva, magari Roma e i romani, magari gli altri festival italiani (piccoli e piccolissimi) figli di un dio minore.
Ampio risalto è stato dato alle polemiche con Venezia (vedi alla voce Muller - Cacciari), senza approfondire troppo la simpatica coincidenza (in fondo fà colore) della doppia poltrona sulla quale siedono le terga di Davide Croff (vedi alla voce Biennale di Venezia ed alla voce Fondazione Auditorium Parco della musica, la prima si occupa della mostra veneziana la seconda produce il festival roma; non scomodiamo gli interessi perchè qui il conflitto è palese).
Giornalisticamente parlando sarebbe interessante sentire le voci da Taormina, Torino, Bologna e via via citando le città che ospitano una innumerevole schiera di festival supplicanti finanziamenti che dai privati faticano ad arrivare, nonostante buone volontà al limite del puro masochismo (forse anche un poco sado).
La Kidman, Scorsese, tre film italiani, la giuria "popolare", la ricaduta economica sulla città: che meraviglia e che sfrontato coraggio. Complimenti dunque e in bocca al lupo; agli altri ricordiamo che in fondo Roma è capitale della Fede e la Fede contempla pur sempre i miracoli... a quelli almeno proviamo a continuare a credere, non costa niente.




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19 ottobre 2006


Sony BRAVIA Paint Ad - Jonathan Glazer


Questo splendido spot realizzato da Jonathan Glazer per Sony è davvero suggestivo e merita un'occhiata. 10 giorni e 250 persone per realizzarlo, 5 giorni e 60 persone per ripulire. Ovviamente viene comunicato che le vernici non sono tossiche e che addirittura si potrebbero bere (it contains the same thickeners that are sometimes used in soups).

URL>>>dove è possibile vedere il commercial in hi-res




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17 ottobre 2006


God Save The Queen


'The Queen' è un film pornografico. Come è pornografia il sesso nei film pornografici, qui è pornografia la realtà. In un porno l'operazione verte sulla costruzione della messa in scena d'un atto sessuale (in tutte le sue possibili varianti) e lo squallore è dato dall'irrealtà della stessa messa in scena. Quel che viene spacciato per vero è solo messa in scena. Allo stesso modo della regina piangente, la pornostar gode, ma per entrambe sappiamo che probabilmente non è nemmeno troppo vero.
Il mondo dei media condiziona l'intera vicenda e Stephen Frears consciamente o meno si lascia trascinare in esso. La storia è da rotocalco, una specie di dietro le quinte dei potenti da rivista, il che non esclude facili emozioni o commozioni.
Ipotizzando che quel che viene raccontato nel film sia totalmente falso come potremmo giudicare l'operazione? 'The Queen' di Stephen Frears sarà percepito negli anni a venire come una specie di documentario su quanto accaduto?
Ottimo il cervo, capace di dare una ventata d'umanità ad un film dove il popolo è isterico, il premier un pivello, l'assistente cinico, il principe senile e la regina disarmante.

The Queen
regia: Stephen Frears
sceneggiatura: Peter Morgan
con: Hellen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell e Sylvia Syms

La storia dovreste conoscerla già o quantomeno averne sentito parlare. Durante la prima settimana di settembre del 1997, a seguito della tragica morte della Principessa Diana, la corona britannica vacilla non riuscendo a produrre una reazione credibile di fronte al dramma mediatico che ha sconvolto il pianeta.
In questo film l'inglese Stephen Frears ci racconta il "dietro le quinte" di quei giorni seguendo la regina Elisabetta II (intrerpretata da Hellen Mirren, fresca vincitrice d'un Emmy per l'interpretazione televisiva di Elisabetta I) nelle sue amletiche tribolazioni fra familiari più o meno stralunati e giovani primi ministri alle prese con la calibratura della propria immagine mediatica.


[cliccare l'icona play] God Save The Queen - Sex Pistols

La logorroica ripetizione del termine 'messa in scena' è decisamente voluta. Messa in scena. Messa in scena. Messa in scena. Che non significa per forza falso, ma gli si avvicina di molto.




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16 ottobre 2006


Borat #1


Borat? Qualcuno di voi lo conosce? E' bene che iniziate ad aggiornarvi su quel che accade in giro per il mondo. La comicità politicamente scorretta ha trovato un nuovo profeta ed il suo film -d'imminente uscita- si preannuncia come un evento. Vi presento dunque Borat from Kazahkstan. Grazie alle sinergie del web 2.0 vi sommergeremo di suoi filmati...




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13 ottobre 2006


Spike Lee (filmografia)


Spike Lee
(Shelton Jackson Lee - 20 Marzo 1957, Atlanta, Georgia, USA)

FILMOGRAFIA COMPLETA (1986-2006)

When The Leeves Broke: A Requiem in Four Acts
Regia: S. Lee, USA/2006, Documentario, 255'.
Nell’agosto 2005 l'uragano Katrina devastò la città di New Orleans. Per ricordare quanto successo, per non dimenticare e soprattutto per fare luce sull'incredibile inefficienza dei soccorsi e della pianificazione del previsto disastro Spike Lee ha realizzato questo documentario presentato nella sezione 'Orizzonti' dell'ultimo festival di Venezia.

Inside Man
Regia: S. Lee. Int: D. Washington, C. Owen, Jodie Foster, C. Plummer, W. Dafoe. USA/2006, 129'.
Un film ad orologeria che descrive una rapina in una banca di Manhattan. Nulla è ciò che appare e come in ogni noir che si rispetti perde chi contravviene alle regole del gioco, ovvero quelle dettate dalla fredda logica.

Lei mi odia (She Hate Me)
Regia: S. Lee. Int.: A. Mackie, K. Washington, E. Barkin, M. Bellucci, J. Brown, B. Dennehy, W. Harrelson, B. Ling, Q-Tip, J. Turturro, J. Debbouze. USA/2004, 138'.
«She Hate Me parla di sesso, avidità, denaro e politica. Molte società finanziarie hanno gente disonesta ai loro vertici. Ho deciso di fare un parallelo tra questa linea di indagine e l’idea del sesso e della procreazione. [...] Volevo sollevare una serie di questioni sul declino dell’etica e della morale in America». Parola di Spike Lee.

La 25ma ora (25th Hour)
Regia: S. Lee. Int.: E. Norton, P. Seymour Hoffman, A. Paquin, R. Dawson, B. Cox, B. Pepper. USA/2002, 134'.
A Monty Brogan rimangono ventiquattro ore di libertà prima di entrare in prigione con una condanna a sette anni per spaccio di droga. In questa ultimo giorno di libertà vaga per il suo quartiere in compagnia dei suoi due più cari amici e della sua ragazza.

Bamboozled
Regia: S. Lee. Int.: D. Wayans, T. Davidson, S. Glover, J. Pinkett-Smith. USA/2000, 135'.
Pierre Delacroix è l'unico sceneggiatore black d'un importante canale tv in crisi con gli ascolti. Per rilanciarlo ha un'idea: riproporre gli spettacoli di music hall nei quali attori bianchi si travestivano da neri facendone la caricatura.

S.O.S. Summer of Sam – Panico a New York (Summer of Sam)
Regia: S. Lee. Int.: J. Leguizamo, M. Sorvino, J. Esposito, A. Brody, M. Rispoli, B. Neuwirth, A. Palagonia, K. Garito, S. Guerra, M. Badalucco, M. Starr, P. LuPone, S. Lee, R. Guenveur Smith, B. Gazzara. USA/1999, 142'.
Nel '77 della disco-music e dei fermenti punk, un maniaco ribattezzato "Son of Sam" uccide coppiette nelle automobili in sosta. Nel quartiere si crea la psicosi, la polizia non sa che pesci prendere e la mafia locale mette ufficiosamente una taglia sull'omicida.

He Got Game
Regia: S. Lee. Int.: D. Washington, R. Allen, M. Jovovich, R. Dawson, H. Harper, Z. Harris, N. Beatty, J. Brown, J. L. Taylor, R. Guenveur Smith, L. McKee. USA/1998, 134'.
Jake sta scontando una lunga detenzione per aver causato la morte della moglie. Un giorno riceve una proposta: gli verranno concessi alcuni giorni di libertà vigilata, e uno sconto di pena, per andare a trovare suo figlio Jesus, astro nascente del basket, e convincerlo a entrare nell'Università dello Stato. Il problema è che Jesus odia il padre, che oltre ad averlo privato della madre lo ha tormentato fin da bambino perché diventasse un campione.

Girl 6 - Sesso in linea (Girl 6)
Regia: S. Lee. Int.: Madonna, J. Turturro, S. Lee, T. Randle. USA/1996, 108'.
Attrice nera, disoccupata a New York, accetta un lavoro come voce di una chat line erotica e diventa un numero: sei (six) come sesso (sex), in arte Lovely e, diventata la prima della classe, mette da parte una paccata di dollari per pagarsi il trasferimento a Hollywood, Los Angeles. Spiritoso film sugli stereotipi razziali, sessuali e mediatici.

Bus - In viaggio (Get on the Bus)
Regia: S. Lee. Int.: R. Belzer, D. Bonds, A. Brangher, C. Dutton, D. Bonds, C. Dutton, O. Davis, I. Washington, R. Belzer, J. Lee. USA/1996, 120'.
E’ la cronaca di un viaggio in autobus da L. A. a Washington dove il 16 ottobre 1995 si svolse la "Million Man March" che, per iniziativa del reverendo Louis Farrakhan, discusso capo della nazione dell'Islam, portò un milione di cittadini afroamericani (maschi) a sfilare per le vie della capitale federale. Il film ha come epicentro il problema dell'identità.

Clockers
Regia: S. Lee. Int.: H. Keitel, J. Turturro, M. Phifer, I. Washington, K. David. USA/1995, 129'.
"Clocker" è il nome che, nel gergo delle gang, indica il livello più basso nella gerarchia degli spacciatori: deriva da "around the clock", a disposizione 24 ore su 24. E proprio una drammatica storia di droga ambientata a Brooklyn racconta il film. Protagonisti due fratelli, uno criminale di strada, l'altro onesto e pronto a sacrificarsi per lui, che dovranno vedersela con un poliziotto bianco di origine italiana. Produce Martin Scorsese.

Crooklin
Regia: S. Lee. Int.: A. Woodard, D. Lindo, Z. Harris, S. Lee. USA/1994, 132'.
Nato come “pilota” d'una serie tv questo bozzetto di vita familiare racconta i dettagli della piccola borghesia nera di Brooklyn in maniera toccante citando spesso le atmosfere amarcord di felliniana memoria.

Malcom X
Regia: S. Lee. Int.: D. Washington, A. Freeman jr, A. Bassett, A. Hall, S. Lee, K. Vernon, L. McKee, V. D'Onofrio, D. Lindo, T. Randle, D. Mazar, G. Esposito. USA/1992, 201'.
Il ritratto di colui che fu una delle più importanti voci della cultura afroamericana. Una voce, quella di Malcom X, messa definitivamente a tacere il 21 febbraio 1965, nel corso di una manifestazione nell'Audubon Ballroom di New York, dove il predicatore fu assassinato con 16 colpi di fucile e pistola. Il film è un capolavoro mancato.

Jungle Fever
Regia: S. Lee. Int.: W. Snipes, A. Quinn, A. Sciorra, J. Turturro, S. L. Jackson, O. Davis, H. Berry, S. Lee, R. Dee, N. Turturro, D. Mazar, T. Robbins, Q. Latifah. USA/1991, 132'.
Feroce pamphlet sui miti sessuali attraverso i quali neri e bianchi si percepiscono gli uni con gli altri.  La storia racconta la passione fra un architetto di colore e la sua segretaria italo-americana e le reazioni che attorno a questo rapporto si generano.

Mo' Better Blues
Regia: S. Lee. Int.: J. Turturro, D. Washington, S. Lee, J. Lee. USA/1990, 127'.
Bleek Gilliam, ambizioso ed egocentrico trombettista di talento e titolare di un quintetto, sacrifica tutto alla musica e perde sé stesso. Un film sul jazz raccontato dal di dentro. Il titolo si potrebbe tradurre "Il blues del più meglio", locuzione gergale per "fare l'amore".

Fà la cosa giusta (Do the Right Thing)
Regia: S. Lee. Int: D. Aiello, R. Dee, O. Davis, S. Lee, G. Esposito, J. Turturro, R. Edson, B. Nunn, J. Savage, J. Lee, R. Perez, S. L. Jackson. USA/1989, 120'.
Uno dei migliori film di Spike Lee. Dall'alba alla notte d'una torrida giornata estiva sulla Bedford-Stuyvesant a Brooklyn per descrivere una situazione di scontro latente fra le diverse etnie che la abitano.

Aule turbolente (School Daze)
Regia: S. Lee. Int.: L. Fishburne, T. Campbell, S. Lee. USA/1988, 114'.
Scritto, diretto e interpretato dal trentunenne Lee. Una specie di Animal House (John Landis, 1978) ambientato in un college per soli neri teso all'illustrazione delle fratture che dividono la comunità afroamericana.

Lola Darling (She's Gotta Have it)
Regia: S. Lee. Int.: S. Lee, T. C. Johns, R. Hicks. USA/1986, 84'.
Spike Lee esordisce alla regia con una commedia dai toni libertini e tutta rigorosamente black costruita attorno alla carica vitale della protagonista e nella quale le sue ossessioni e costanti stilistiche sono già tutte presenti. Musiche realizzate dal padre del regista, Bill Lee, celebre jazzista che firmerà varie colonne sonore di film del figlio.




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13 ottobre 2006


«Fermi tutti questa è una rapina!» - Cinema e rapine


«Fermi tutti questa è una rapina!»
Cinema e rapine

[premessa: il presente articolo è stato pensato come scheda d'accompagnamento ad Inside Man (Spike Lee, 2006) all'interno d'una rassegna cinematografica dedicata al cinema d'autore]

ra|pì|na
Sostantivo femminile. Reato commesso da chi, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si impossessa, mediante uso di violenza alla persona o minaccia, di un bene mobile sottraendolo a chi lo detiene: fare, commettere, subire, sventare una rapina, rapina a mano armata.

Questa sera proiettiamo l’ultimo lungometraggio di Spike Lee; Inside Man racconta la storia di una rapina in banca, dall’ingresso dei malviventi (non temete che vi si stia raccontando troppo del film, è solo la prima sequenza) all’epilogo della vicenda. Inside Man è un film sorprendente, essenzialmente per due ordini di motivi: se da un lato Spike Lee non si era mai misurato col genere noir quì alla sua prima esperienza colpisce nel segno riuscendo a confezionare un film assolutamente di genere ed al contempo riesce a farlo rientrare a pieno titolo nella propria filmografia connotandolo delle proprie marche autoriali, in una parola del proprio stile.
Inside Man è dunque un film di genere, ma quale genere? Noir abbiamo detto ma per essere più precisi sarebbe meglio definirlo un film su di una rapina (in banca), uno di quei film costruiti attorno ad un piano ed alla sua attuazione che mette in contrapposizione guardie e ladri.

La storia del cinema è piena zeppa di questo tipo di storie, dal cinema delle origini ai giorni nostri (nessun esempio potrebbe essere migliore per l'appunto di Inside Man), registi, sceneggiatori, produttori e soprattutto il pubblico hanno evidenziato una particolare affinità fra il mezzo cinematografico e la messa in scena di rapine. Gli esempi da portare a suffragio di questo stretto rapporto potrebbero essere moltissimi e non unicamente confinati al genere noir. Il cinema comico ad esempio ha abbondantemente portato sullo schermo questo vero e proprio tòpos, parodiandolo – ovviamente –. Si pensi al Woody Allen di Prendi i soldi e scappa (1969) che attorno ad una presunta propensione al crimine del protagonista costruisce un intero film all'interno del quale vi è la memorabile gag, ambientata in una banca appunto, durante la quale il protagonista giunto ordinatamente allo sportello dopo aver rispettato la fila allunga un foglietto all'impiegato con sopra scritto di consegnargli i soldi ma questi, non riuscendo a decifrarne la calligrafia, si consulta con colleghi e superiori per cercare di comprendere quanto scritto dal povero rapinatore, ormai completamente sprofondato in uno stato di panico. Che dire poi della serie di film diretti da Blake Edwards in cui il catastrofico Ispettore Clouseau (un indimenticabile Peter Sellers) tenta ogni volta di impedire il furto d'un gioiello d'inestimabile valore. Anche la commedia sentimentale ha attinto a piene mani a quell’'enorme serbatoio spettacolare costituito dal “colpo”, in Una donna e una canaglia (La bonne année, 1973) Claude Lelouch utilizza l'espediente d'una rapina ad una gioielleria per raccontarci una storia d'amore fra un pregiudicato ed un'antiquaria.
 
Insomma, tutti i generi e tutte le epoche del cinema sono attraversati dal fascino delle rapine fatto compreso, forse per primo, dalla commissione di censura USA che dal '34 al '67 utilizzò, quale metro per giudicare se una pellicola fosse “moralmente accettabile” o meno, il celebre “Codice Hays” che sulla questione era piuttosto categorico “Le tecniche del crimine non devono essere dettagliate esplicitamente”, in particolare “la tecnica di furti, rapine, scassinamenti, attentati dinamitardi a treni, miniere, eccetera, non deve essere specificata”.

Ecco allora una selezione assolutamente parziale di quelli che riteniamo essere alcuni fra i migliori film (di sempre) costruiti attorno alla realizzazione di una rapina.

Assalto al treno (The Great Train Robbery)
Regia: Edwin S. Porter. Int.: John Manus Dougherty Sr., Gilbert M. 'Broncho Billy' Anderson, Justus D. Barnes, Marie Murray, Walter Cameron, USA/1903, b/n, 11'.
Una banda di fuorilegge assalta un treno mentre fa rifornimento e fugge col bottino. Una volta dato l’allarme i banditi verranno braccati e sterminati in una furiosa sparatoria. Il film, amatissimo dal pubblico, fu uno dei primissimi record d’incassi. Celebre il piano emblematico in cui il capo dei banditi spara contro la macchina da presa.

Giungla d'asfalto (The Asphalt Jungle)
Regia: John Huston. Scenegg.: J. Huston e Ben Maddow dal romanzo omonimo di William Riley Burnett. Int.: Sterling Hayden, Louis Calhern, Sam Jaffe, Jean Hagen, Anthony Caruso, Marilyn Monroe, James Whitmore, John McIntire. USA/1950, b/n, 112'.
Cronaca di un colpo a una gioielleria, scientificamente preparato e perfettamente realizzato. I rapporti si guastano nella spartizione del bottino. Uno dei migliori film di John Houston che per virtù di stile e approfondimento dei personaggi, ha la forza di una complessa allegoria morale.

Rapina a mano armata (The Killing)
Regia e scenegg.: S. Kubrick, dal romanzo 'Clean Break' di Lionel White. Int.: Sterling Hayden, Jay C. Flippen, Marie Windsor, Elisha Cook, Coleen Gray, Vince Edwards. USA/1956, b/n, 83'.
Johnny, criminale appena uscito di prigione, organizza insieme a quattro complici un grosso colpo all'ippodromo. Noir di vigore impressionante, freddo e saturo di tensione. Straordinaria la struttura temporale, che usa flashback non solo per dar conto di vicende passate, ma anche per esprimere la simultaneità degli eventi.

Quel pomeriggio di un giorno da cani (Dog Day Afternoon)
Regia: Sidney Lumet. Scenegg.: Frank Pierson da un articolo di B. F. Kluge e Thomas Moore. Int.: Al Pacino, John Cazale, Charles Durning, James Broderick, Chris Sarandon, , Sully Boyar. USA/1975, colore, 130'.
Sal e Sonny, due reduci dal Vietnam, assaltano una banca, ma la polizia interviene prima che riescano a fuggire. Asserragliati all'interno dell'edificio con numerosi ostaggi, i due chiedono di poter fuggire all'estero con un aereo. Durante l'assedio le storie dei due diventano di pubblico dominio e la gente, che sta raggruppata all'esterno per assistere alla conclusione, comincia a "tifare" per loro. Prende spunto da un reale fatto di cronaca.




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13 ottobre 2006


Party dates/agenda (13 to 22 ottobre)


venerdì 13 ottobre
Alex Neri + Minimono @ Maffia Club - Reggio Emilia
Audio Werner @ Kinder Garten (fù Estragon) - Bologna
Noze + Wawashi + Peccia @ il Cassero, Bologna
Mersenne @ Covo - Bologna
Morgan Geist (Metro Area) @ Brancaleone - Roma
Luke Solomon + Dj Rocca @ Borsa - Mantova
Dj Cyco + Dj Pietra @ Il Borsa - Vicenza
Elix + friends @ Fabbrika - Torri di Quartesolo (vi)
Alex Under @ Pachuca - Padova
Electronicat @ Rude - Pescara
Carl Craig + Giorgio Valletta + Nice Guys @ Supermarket - Torino
To Rococo Rot @ Hiroshima Mon Amour - Torino
Mesopotamia feat Rob Mello @ La Gare - Torino
Dj T aka Thomas Koch + Lele Sacchi @ Magazzini Generali - Milano
Rainer Truby @ Tunnel - Milano
Dj Switch @ Gasoline - Milano
Someone Else + Lee Van Dosky @ Codice a barre - Milano
Scuola Furano @ Sottomarino Giallo - Milano
Romy & Michelle @ Atomic Bar - Milano
Club:Index feat. Paul Woolford @ Circolo Via Lattea - Curnasco di Treviolo (bg)

sabato 14 ottobre
Franz & Shape @ Berfi's - Verona
Dj Break + Mc Lish @ Gate 52 - Verona
James Holden + Ivan Smagghe @ Alter Ego - Verona
Damian Schwartz + Max Vu + Dax + Electro Rider + Seba Kiodin + Sushi + Elix + Samba + Hoffman + Mons Tirebouchons @ Fabbrika - Torri di Quartesolo (vi)
Rollers Inc. & Mc Victor @ Puddhu Bar - Murazzi del Po (to)
Frog_Ette + Kiki @ il Cassero - Bologna
Skynet + Jade & Matt-U @ Link - Bologna
Dj T @ Kinki - Bologna
Pole live with band @ Maffia Club - Reggio Emilia
Brunito + Rocker + George Skanderberg @ Tube Club - Modena
Electronicat @ Clan Destino - Faenza
Dyno @ Cocoricò - Riccione
To Rococo Rot @ Velvet - Rimini
Tedd Patterson @ Metropolis - Castelvolturno (ce)
Harley & Muscle @ Borsa - Mantova
Tom Stephan @ Fluid - Bergamo
Gli Elefanti Rosa feat Dj Persignora @ Atomic Bar - Milano
Dj Aphrodite @ Leoncavallo - Milano
Alex Under @ Tenax - Firenze
Thomas Melchior @ Kama Kama - Lido di Camaiore (lu)
X-Press 2 @ Fever - Marina di Pietrasanta (lu)
Marc Almond @ Frau Marlen - Torre del Lago (pi)
Modeselektor + Vj's Pfadfinderei @ Brancaleone - Roma
Francesco Farfa @ Diabolika - Roma
Rainer Truby @ Mercati Generali - Catania

domenica 15 ottobre
To Rococo Rot @ Circolo Degli Artisi - Roma
Dj Rupture + Filastine @ Tunnel - Milano
3/4 Had Been Eliminated + Andrea Belfi @ Villa Zamboni - Valeggio sul Mincio (ve)

lunedì 16 ottobre
Touch Me, I'm Sick feat. Lorenzo's Family @ Atomic Bar - Milano

martedì 17 ottobre
Heidi vs. Riton @ Akab - Roma
Casiotone for the Painflully Alone + Dead Science @ Tagomago - Massa
To Rococo Rot @ Alcatraz - Milano
Dilated Peoples @ Tunnel - Milano

mercoledì 18 ottobre
Koop + Fabio De Luca @ Magazzini Generali - Milano
Dj Rocca/Ajello @ Tube Club - Modena
Daniele Baldelli @ Borsa - Mantova
Casiotone for the Painflully Alone + Dead Science @ Circolo Degli Artisti - Roma

giovedì 19 ottobre
Howie B @ Spazio Teatro - I.E.D. - Milano
Anja Schneider @ Goa - Roma

venerdì 20 settembre
Davide Squillace @ Rialto S.Ambrogio - Roma
Suburban Night @ Brancaleone - Roma
One-Two @ Spazio 211 - Torino
Daniele Baldelli @ Sottomarino Giallo - Milano
Touane + Shaduz + Chico Rush @ Tunnel - Milano
Casiotone for the Painflully Alone + Dead Science @ Jail - Legnano (mi)
Paolo Martini @ Circolo Via Lattea @ Curnasco di Treviolo (bg)
Shock People @ Sesto Senso - Bologna
Boosta + Rame/Pasta Boys @ Maffia Club - Reggio Emilia
Matias Aguayo @ Zerodieci - Genova
5DB @ La Corte del Becco Fino - Manzano (ud)
Harris Newman + Micah Blue Smaldone @ Hybrida - Tarcento (ud)
Claude Young + Dj Rocca @ Borsa - Mantova
El Gallo Rojo + Chris Speed @ Musicus Concentus - Firenze
Francesco Farfa @ Essenza - Siena

sabato 21 ottobre
Under Electronic Shock + D.A.R.Y.L. + Undo @ il Cassero - Bologna
Tester & Debaser + Mad Kid + Moddy + DJ War + Marra @ Link - Bologna
Ed Rush & Optical @ Maffia Club - Reggio Emilia
Brunito + Rocker + George Skanderberg @ Tube Club, Modena
Tom Clark + The Dolphins @ Borsa - Mantova
Matias Aguayo @ Explosiva - Torino
Daniel Stefanik @ Sottomarino Giallo - Milano
Chris Hampshire @ Cantiere Delirio - Milano
Luca Bacchetti @ Magazzini Generali - Milano
Storm @ Tunnel - Milano
Mario & XM @ Brancaleone - Roma
Cativo + Andypop + Ale G. @ Linux Club - Roma


RAVEPARTY
13 ottobre - Milano - Friday the 13th - Phsound + visual + creatures & more - c/o Leonkavallo
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14 ottobre - Near Roma - Kubitek - Rave Party - infoline: 3358036687
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14 ottobre - Centro Italia Area - Free Party - TdT Sound System - Tekno + BreakBeat + Drum'n'Bass - infoline: 3349795122
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14 ottobre - Bergamo - Cyberkids Records + Suburbass - c/o Paci Paciana - Presentazione del video "summer-tek report 2006" alle ore 23 -infoline: 3392405215
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14 ottobre - Napoli Area - Free Party - Bsk System - infoline: 3389681450 / 3339604786
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14 ottobre - Milano - Techno Resistance - Csoa Garibaldi
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14 ottobre - Roma - Toner RubberDanceFloor - Minimal TecHouse + art show - c/o Kollatino Underground
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20 ottobre - Roma - Drum'n'Bass Night - Altered Beats - c/o Kollatino Underground
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21 ottobre - Toscana Area - Free Party - Kriminal Hertz + Main Frame + NbT - infoline: 3331382186 / 3349403583
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21 ottobre - Near Bologna - The Happy Side of Tekno - Traumatic + Mad.Malnat + Yoga - infoline: 3383644406 / 3336194123 / 3396884975
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21 ottobre - Salerno Area - Free Party 4 Free People - More info later
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21 ottobre - Ostia - Diffusioni Techno Acid Electro - c/o Vittorio Okkupato (ex chiesa)
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22 ottobre - Varese Street Parade - Positiva 06 - concentramento P.le Trieste(FS)h13.30, partenza h14.30/15.00




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13 ottobre 2006


Gillo Pontecorvo e il carrello di Kapò


"Guardate, in 'Kapò', l'inquadratura in cui Emmanuelle Riva si suicida, gettandosi sul filo spinato ad alta tensione: l'uomo che decide, a questo punto, di fare un carrello in avanti per inquadrare il cadavere dal basso verso l'alto, avendo cura di porre la mano alzata esattamente in un angolo dell'inquadratura, ebbene quest'uomo merita solo il più profondo disprezzo" (Jacques Rivette, Dell'abiezione in "Cahiers du cinéma", n. 120, giugno 1961).
"Con chiunque non avesse colto immediatamente l'abiezione del 'carrello di Kapò' non avrei mai avuto nulla a che vedere, nulla da condividere" (Serge Daney, Il carrello di Kapò in "Trafic", n. 4, autunno 1992).

Non voglio gettare ombre su di una persona appena deceduta, tanto meno mancarle di rispetto, anzi... rispettando appieno l'opera cinematografica di Pontecorvo non posso fare a meno di ripensare (anch'io) al carrello di 'Kapò'. Il cinema che racconta la realtà, che mette in scena il buio dell'umanità si confronta necessariamente con la morale, col bene e col male. Questo in fondo è stato il suo cinema, distillato con parsimonia in pochi titoli. 'La battaglia di Algeri' ('66), 'Queimada' ('69) e - appunto - 'Kapò' ('60) sono i suoi film che maggiormente ho amato (non necessariamente apprezzato, ma amato). Nel suo cinema c'è, ai miei occhi, un distacco sconcertante fra i fatti e la loro messa in scena, è un cinema del dolore e dell'abiezione, in cui l'uomo conosce solo la bestialità del suo essere umano e dove la morale è bandita, sospesa fino alla conclusione. Lo sguardo di Brando in 'Queimada' è talmente falso - perchè impostato, divistico e innaturale - da essere sconcertantemente reale. Il dubbio che mi percorre è che forse l'abiezione di cui sopra è davvero insita nell'uomo e che questo concetto sia la cifra stilistica del cinema di Pontecorvo, un cinema dell'abiezione fatto per raccontare un'umanità sprofondata in essa. Le torture francesi ad Algeri, i campi di concentramento nazisti ed il razzista colonialismo europeo, come prove a suffragio di questa tesi.




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12 ottobre 2006


Indovina il fotogramma 004


Da quale film proviene questo frame ??? Chi è quello che sta caricando la moto sul furgone ??? Un aiutino ??? Nell'inquadratura ci sono il regista, l'attore protagonista, lo sceneggiatore, il produttore, il montatore, il direttore della fotografia, lo scenografo, l'arredatore, il responsabile casting, uno degli operatori, il truccatore ed il costumista. Ancora non vi è chiaro???




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11 ottobre 2006


Pedro Almodóvar - Filmografia completa (1979-2006)


Pedro Almodóvar
FILMOGRAFIA COMPLETA (1979-2006)
Dopo aver pubblicato una breve biografia del regista spagnolo (vedi sotto per il link) mettiamo online la sua filmografia completa che è un vero e proprio esercizio di sintesi, il minor numero di parole possibili per provare a descrivere un film.

Volver
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: P. Cruz, C. Maura, L. Dueñas, B. Portillo, Y. Cobo. Spagna/2006, 121'.
Il vento soffia per le strade e nei piccoli cimiteri della Mancha, un vento che provoca incendi e rende la gente pazza. Fra la periferia di Madrid e il borgo dove nacque, Almodóvar canta il suo nostalgico tango del passato che ritorna e della forza di vivere.

La mala educación
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: G. García Bernal, F. Martínez, D. Giménez Cacho, J. Cámara, L. Homar, F. Maestre. Spagna/2004, 106'.
Noir melodrammatico al maschile, la mala educación del titolo è un racconto che prende spunto dalla biografia del regista per narrarci le vicende dolorose e drammatiche di tre uomini alle prese con i conti presentati dal passato.

Parla con lei (Hable con ella)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: J. Cámara, D. Grandinetti, L. Watling, R. Flores, M. Fuentes, G. Chaplin, C. Veloso, R. Álvarez, E. Anaya, L. Dueñas, C. Lampreave. Spagna/2002, 112'.
Prima film di Almodóvar dove protagonisti sono gli uomini. Il coma, luogo di sospensione fra vita e morte è il motore attorno al quale si muovono le storie raccontate in questa pellicola. “Niente è semplice nella vita” dice Geraldine Chaplin alla fine del film.

Tutto su  mia madre (Todo sobre mi madre)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: C. Roth, E. Azorín, M. Paredes, P. Cruz, A. San Juan, F. Fernán Gómez. Spagna-Francia/1999, 100'.
Il capolavoro assoluto di Almodóvar dove tutti gli elementi del suo cinema sono riuniti in un mix perfetto. Dai titoli di testa ai titoli di coda si rimane sbalorditi dalla meraviglia che è la vita (della meraviglia che è il cinema).

Carne tremula (Carne trémula)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar, dal romanzo 'Live Flesh' di Ruth Rendell. Int.: J. Bardem, F. Neri, A. Molina, P. Cruz. Spagna/1997, 106'.
Celebrazione della fisicità e della sensualità, esaltata dal momento solenne e misterioso della nascita, che può avvenire su un taxi in corsa attraverso una Madrid natalizia tinta di rosso.

Il fiore del mio segreto (La flor de mi secreto)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: M. Paredes, J. Echanove, C. Lampreave, R. de Palma. Spagna/1995, 111'.
La sofferta presa di coscienza di una scrittrice di romanzi rosa in difficoltà professionale e in crisi sentimentale è al centro di un melodramma depurato dai fiammeggianti eccessi della prima maniera.

Kika - un corpo in prestito (Kika)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: V. Forqué, V. Abril, N. Pierce, P. Coyote, A. Casanovas. Spagna-Francia/1993, 102'.
Un collage di storie trucide, quelle di cui va in caccia la ex psicologa e ora reporter cyberpunk Andrea per trasmetterle nel suo reality-show televisivo. Amarissima satira sui mass-media all’insegna dell’eccesso, del Kitsch.

Tacchi a spillo (Tacones lejanos)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: V. Abril, M. Paredes, M. Bosé, B. Andersen, F. Atkine. Spagna-Francia/1991, 113'.
Melodramma ricco di colpi di scena che ruota intorno ad un'ambigua indagine il cui vero protagonista è il morboso rapporto di odio-amore fra una madre e una figlia.

Légami (¡Átame!)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: V. Abril, A. Banderas, F. Rabal, J. Serrano, A. Almódovar. Spagna/1989, 100'.
Assetato di affetto dopo anni di clinica psichiatrica, Ricki sequestra la pornostar di cui è innamorato per convincerla a sposarlo. Un film romantico e dolcemente pop, lucido nei suoi sentimenti cristallini e nei suoi colori smaltati, che nell’elegante stravaganza già vira verso un cinema più classico.

Donne sull'orlo di una crisi di nervi (Mujeres al borde de un ataque de nervios)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: C. Maura, J. Serrano, A. Banderas, R. de Palma. Spagna/1988, 95'.
Storie di donne abbandonate nella Madrid dell’altro ieri. Una rivelazione, una bomba cromatica che esplose nel cinema europeo anni Ottanta, la declinazione più irresistibile del postmoderno: una commedia degli equivoci a cavallo fra Billy Wilder, il vaudeville francese e l’estetica della pubblicità e del rotocalco rosa.

La legge del desiderio (La ley del deseo)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: C. Maura, E. Poncela, A. Banderas, B. Andersen. Spagna/1987, 106'.
La gelosia e la passione travolgente per il regista Pablo del giovane Antonio. Un omicidio, un sequestro ed infine un suicidio. Da segnalare i meravigliosi titoli di testa.

Matador    
Regia: P. Almodóvar. Scenegg.: P. Almodóvar, J. Ferrero. Int.: A. Serna, A. Banderas, N. Martínez, E. Cobo. Spagna/1986, 110'.
Diego, ex torero sospettato di alcuni omicidi, intreccia una torbida relazione con Maria, avvocatessa che ha ucciso l’amante secondo il rituale della corrida. Fra loro il fragile Angel, omosessuale votato al martirio. Il binomio di amore e morte è il centro di un perverso melodramma sulla corrida dove gli esseri umani sostituiscono i tori.

Che ho fatto io per meritare questo? (¿Qué he hecho yo para merecer esto!!)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: C. Maura, A. de Andrés Lopez, C. Lampreave Spagna/1984, 102'.
Gruppo di famiglia in un interno popolare madrileno. Riflessione su consumismo e falsa morale sui toni del grottesco.

L'indiscreto fascino del peccato (Entre tinieblas)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: C. Sánchez Pasqual, J. Serrano, M. Paredes. Spagna/1983, 114'.
In un convento di suore l’arrivo di Yolanda, una cantante di night-club, è salutato come un segno della provvidenza, e la madre superiora si innamorerà di lei. Almodóvar è qui domatore ancora incerto d’un circo iconoclasta popolato di suore lesbiche, masochiste e dedite alle droghe.

Labirinto di passioni (Laberinto de pasiones)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: C. Roth, I. Arias, H. Liné, A. Banderas. Spagna/1982, 100'.
Il folgorante incontro fra Sexilia, cantante rock ninfomane che non sopporta la luce del sole, e un giovane gay, star della movida madrilena.

Pepi, Luci, Bom e le altra ragazze del mucchio (Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón)
Regia e scenegg.: P. Almodóvar. Int.: C. Maura, E. Siva, O. Gara Alaska. Spagna/1979, 80'.
Primo lungometraggio di Almodóvar, girato con molto entusiasmo e pochi mezzi, in cui una vicenda scabrosa diventa il pretesto per una vertiginosa e colorata ammucchiata di storie e bizzarri personaggi.





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