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RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
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29 novembre 2006


Seminario tenuto da Alan Parker - La preparazione di un film - Dai sopralluoghi al casting


seminario

LA PREPARAZIONE DI UN FILM
DAI SOPRALLUOGHI AL CASTING: UN PROCESSO FONDAMENTALE

ALAN PARKER
illustra il suo metodo di pre-produzione di un lungometraggio

venerdì 8 dicembre 2006
dalle 15 alle 18
Cinema Lumière - Sala Mastroianni
(Via Azzo Gardino 65, Bologna)

Alan Parker è senza dubbio uno dei più autorevoli registi degli ultimi tre decenni. Di formazione pubblicitaria, ha contribuito alla rinascita del cinema britannico con produzioni spettacolari che hanno saputo coniugare un’idea autoriale del cinema ed una solida pratica professionale di stampo hollywoodiano. Tra i film di maggiore successo si ricordano Fuga di mezzanotte (Midnight Express), Saranno famosi (Fame), Pink Floyd – The Wall, Evita, The Commitments. Alan Parker è un regista che dedica estrema attenzione a tutte le fasi della realizzazione di un film, ed è anche sceneggiatore e produttore di molti dei lungometraggi che ha diretto. In particolare, le fasi della preparazione di un film, come la ricerca delle locations ed il casting, comportano per Parker un lavoro meticoloso che dura di regola molti mesi. In occasione della retrospettiva integrale che la Cineteca gli dedica, ci è sembrato di particolare interesse approfondire col regista inglese questi specifici aspetti del suo modo di fare cinema. Si tratta ta indubbiamente di una preziosa opportunità, alla quale si è voluto dare la forma di un breve seminario condotto sulla base della proiezione e del commento di sequenze tratte dai suoi film.
Il seminario si svolgerà in lingua inglese. E’ prevista una traduzione consecutiva in italiano.

Cineteca del Comune di Bologna
Seminario di Alan Parker. Documento pdf


Noi saremo presenti. Se qualche blogger sarà il giorno 8 in quei di Bologna può comunicarcelo nei commenti, saremo lieti di bere insieme un caffè.




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28 novembre 2006


Il Potere al cinema. La rappresentazione del potere nel cinema contemporaneo (Rassegna cinematografica)


RASSEGNA DI CINEMA D'AUTORE

>>> IL POTERE AL CINEMA
La rappresentazione del Potere nel cinema contemporaneo

presso: Cine Teatro Pio XII - via Parrocchia 39 - 20050 Ronco Briantino (MI) - segreteria telefonica 039.607.99.21 - url: www.piododicesimo.brianzaest.it - email: piododicesimo@brianzaest.it

Quattro film, quattro riflessioni attorno al tema del potere. Da una tangentopoli transalpina (La Commedia del potere, Claude Chabrol), passando per le ultime ore da divinità dell'imperatore Hirohito (Il Sole, Aleksandr Sokurov) posando poi lo sguardo su quel che succede in Romania a sedici anni dalla caduta di Ceausescu (A est di Bucarest, Corneliu Porumboiu) ed infine tornare a Parigi per capire che non è proprio vero che «il potere logora chi non ce l'ha» (Giardini in autunno, Otar Iosellani).
Questo mini-ciclo di proiezioni – interno all'abituale appuntamento del giovedì sera con la rassegna di cinema d'Autore – nasce dalla constatazione della presenza nelle sale, nel corso dell'ultima stagione cinematografica, d'un gran numero di pellicole che collocano al centro della narrazione vicende che a vario titolo possono essere ricondotte al tema del potere. In Italia sono stati prodotti film come Il Caimano di Nanni Moretti, N (Io e Napoleone) di Paolo Virzì, A casa nostra di Francesca Comencini – solo per citare (forse) i più celebri –, storie che in maniera originale trattano la figura di personaggi detentori d'una qualche forma di potere, storie che mettono in scena il “dietro le quinte” di ciò che leggiamo sui giornali o nei libri di storia. La tendenza è confermata anche dalle pellicole straniere approdate nelle sale italiane: The Queen di Stephen Frears racconta le vicende della Regina Elisabetta II e del primo ministro Tony Blair all'indomani della scomparsa della principessa Diana, Persona non grata di Krzysztof Zanussi è l'amara storia d'un ambasciatore in terra straniera, mentre Syriana di Stephen Gaghan porta alla ribalta (in senso teatrale) la  realpolitik mediorientale fatta di  uomini CIA, compagnie petrolifere e principi arabi.
Questi sono solo alcuni degli esempi fra i molti possibili, che dimostrano come l'istanza politica – applicata allo spettacolo – trovi oggi completa espressione anche nel cinema di fiction destinato alle sale e non solamente nel ristretto ambito cine-documentario. Non è un caso dunque che nel corso degli ultimi anni non vi sia stato festival cinematografico al mondo che abbia perso l'occasione di premiare pellicole di denuncia sociale e dunque di denuncia del potere; Berlino, Cannes e Venezia in questo 2006 hanno assegnato il loro premio più prestigioso a film come The Road to Guantanamo della coppia Winterbottom & Whitecross, Il vento che accarezza l'erba di Ken Loach e Still Life di Jia Zhang-Ke.
Constatazione d'una tendenza in atto a livello mondiale (o per meglio dire globale) che, per numero di film prodotti e varietà dei temi trattati, non può esser riassorbita completamente nel normale stato delle cose, ma è da leggersi come indicatore d'una maggiore attenzione posta, da chi il cinema lo realizza e lo produce, verso quei meccanismi del potere che troppo spesso rimangono ai margini del sistema mediatico. Se, da una parte l'inchiesta televisiva raramente denuncia che il “Re è nudo” e, dall'altra, la carta stampata gioca a restituirci immagini distorte di quel che dovrebbe essere la realtà, viene a crearsi un vuoto che il cinema con piacere cerca di colmare, attraverso la messa in scena di vicende e personaggi talmente plausibili da sembrare reali. Utilizzando questa lettura del fenomeno si viene a creare una forte analogia dei processi creativi fra il cinema e la tragedia dell'antica Grecia. È come se per reazione all'intrinseca falsità dei messaggi mediatici il cinema ricorra al medesimo principio mimetico utilizzato dalla tragedia dell'antica Grecia; se infatti il motivo della tragedia è lo stesso dell'epica, cioè il mito, dal punto di vista della comunicazione essa ha sviluppato mezzi del tutto nuovi: il mythos (µ????: parola, racconto) si fonde con l'azione, cioè con la rappresentazione diretta (d??µa: dramma, deriva da d???, agire).  Allo stesso modo il cinema, rispetto agli altri media, persegue una destrutturazione dei “messaggi ufficiali” (allestiti per veicolare informazioni edificate ad hoc da consiglieri per l'immagine ed uffici stampa) attraverso la rappresentazione diretta di chi il potere lo detiene e lo esercita. Come considerare altrimenti la visione dello sguardo dell'Imperatore del Giappone, ne Il Sole di Aleksandr Sokurov, che tirato fuori dal suo bunker dagli americani vede per la prima volta la città di Tokyo devastata dalla guerra?
Buona visione ! ! !

>>> N O T  E   D I   R E G I A
«Negli anni Settanta ci sono stati film di denuncia. Ma io non volevo denunciare degli eventi di cui tutti erano a conoscenza, volevo mostrare quali potessero essere le ripercussioni sull'animo umano del potere, qualunque esso sia, e fino a che punto potesse portare le persone» > > > «Ho consultato gli articoli e i testi pubblicati all'epoca dei vari scandali. Ma siccome mi sono trovato più volte davanti ad articoli che presentavano versioni contraddittorie, prendevo di volta in volta quello che si adattava meglio alle esigenze della sceneggiatura. Proprio quello che corrisponde al lavoro di un bravo storico – ecco perché nella storia le certezze non esistono».
C l a u d e   C h a b r o l   ( La commedia del potere )
                     
«È difficile definire e capire il concetto di potere in Giappone. Il Giappone è caratterizzato da un potere profondo, silenzioso, indistinto, repressivo. I giapponesi non sono come gli altri asiatici. Sono più simili agli inglesi con una consapevolezza da “isolani”. E hanno la stessa missione, ma differenti mezzi e fini di sviluppo» > > > «È da lungo tempo che l’esaltazione per l’istituzione del potere è entrata profondamente nella coscienza della società. Ed è molto difficile immaginare cosa serva fare oggi per convincere le persone che il potere non è dato da Dio. I giapponesi rappresentano un’umanità diversa. Questa totale separazione crea l’unico esempio di delicatezza e grazia accompagnata da forza e coraggio»
 A l e k s a n d r   S o k u r o v   ( Il Sole )

«C'è un grande divario nella storia del mio paese, fra il periodo precedente alla rivoluzione e quello posteriore. Non pretendo di parlare di rivoluzione nel mio film, ma intendo mostrare ciò che è successo nei sedici anni successivi a quel momento. Osservo ciò che ne è stato di questa rivoluzione dopo sedici anni e come l’idea di rivoluzione stessa sia stata assorbita e trasformata da ognuno di questi protagonisti» > > > «Non credo affatto nella verità storica. Tutto il film è incentrato su questa idea, e io mi ritrovo in tutti i miei personaggi, ognuno dei quali ha una sua propria verità da raccontare. Ciò che resta di una rivoluzione, più che i simboli e le immagini dei suoi leader, sono soprattutto i ricordi contraddittori delle persone come quelle che appaiono nel film»
C o r n e l i u   P o r u m b o i u   ( A est di Bucarest )

«Mi trovavo nella sede del Ministero della Cultura nel momento in cui François Léotard stava per sostituire Jack Lang. Il ministero era vuoto, perché si attendeva l'arrivo della nuova squadra, c'erano carte dappertutto, un vero casino! Credo che questo avvenga ad ogni passaggio di potere ed è stato questo il punto di partenza per Giardini in autunno: ho pensato che volevo fare un film su qualcuno che dirige il nostro paese. Ma volevo farlo in maniera molto astratta» > > > «Il film si basa su un fenomeno ben noto a tutti, l'avidità della gente e la sete di potere. Le persone assetate di potere sono, ai miei occhi, un pò malate, sicuramente non equilibrate psicologicamente! Fingono di essere dei grandi uomini saggi, che sanno sempre quello che fanno ma tutti sbagliano»
O t a r   I o s e l l a n i   ( Giardini in autunno )


>>> CALENDARIO delle PROIEZIONI
Cine Teatro Pio XII
- via Parrocchia 39 - 20050 Ronco Briantino (MI) - segreteria telefonica 039.607.99.21 - url: www.piododicesimo.brianzaest.it - email: piododicesimo@brianzaest.it

G i o v e d ì   2 3   n o v e m b r e  ,  o r e  21
LA COMMEDIA DEL POTERE
di Claude Chabrol (110')
(L'ivresse du pouvuoir, Francia/2006)
Jeanne Charmant Killmann, pubblico ministero, viene incaricata di indagare su un complesso caso di concussione e appropriazione indebita di fondi in cui è coinvolto il manager d'un importante gruppo industriale.

G i o v e d ì   3 0   n o v e m b r e  ,  o r e  21
IL SOLE
di Aleksandr Sokurov (113')
(Solnze, Russ-Ita-Fra-Svizz/2005)
Sokurov conclude la propria Trilogia del potere con il ritratto dell'imperatore del Giappone Hirohito durante l'agosto 1945, alle soglie della resa agli Alleati e della rinuncia al suo statuto divino di discendente del Sole.

G i o v e d ì   7   d i c e m b r e  ,  o r e  21
A EST DI BUCAREST
di Corneliu Porumboiu (89')
(A Fost Sau N-a Fost?,Romania/2006)
In una piccola cittadina ad est di Bucarest, sedici anni dopo la rivolta popolare che mise fine al socialismo (ir)reale di Ceausescu, il proprietario di una tv locale invita due ospiti a raccontare i loro momenti di gloria rivoluzionaria.

G i o v e d ì   1 4   d i c e m b r e  ,  o r e  21
GIARDINI IN AUTUNNO
di Otar Iosellani (115')
(Jardins en automne, Fra-Ita-Rus/2006)
«...alcuni pensano che la cosa essenziale sia fare carriera e conquistare posizioni sulla scala sociale. Ma se il destino gli sorride, un giorno possono risvegliarsi da tutto questo e ricominciare a vivere...». (Otar Iosellani)




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27 novembre 2006


Tapparella - Elio e le storie tese


Tapparella
anno: 2001
Prodotto da Otar Bolivecic/Aspirine Music regia: Carlo Arturo Sigon.




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27 novembre 2006


Cannavaro Pallone d'oro - ovvero una flebo mediatica d'orgoglio nazionale


Fabio Cannavaro ha vinto il Pallone d'oro, viva Fabio Cannavaro. Un uomo, il capitano della Nazionale, da portare ad esempio per leatà e abnegazione. Anche con le flebo ha sempre dimostrato il proprio carattere spensierato e rilassato. Anni di duro lavoro e serietà sono oggi ripagati, dopo il successo ai Mondiali e la coppa sollevata al cielo da capitano, questo trofeo ne sancisce l'immortalità sportiva definitiva. Evviva.




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27 novembre 2006


Aforismi altrui. Woody Allen


Aforismi

E' impossibile sperimentare la propria morte oggettivamente e continuare a cantare una melodia.
* * *
L'Eterno Nulla va perfettamente bene se sei disponibile ad affrontarlo con un abito adatto.
* * *
L'universo è soltanto un'idea fugace nella mente di Dio - un pensiero piuttosto scomodo, proprio come se avessi appena versato l'anticipo per l'acquisto di una casa.
* * *
Se solo Dioniso fosse vivo! Dove andrebbe a mangiare?
* * *
Non solo Dio non esiste, ma provate a cercare un idraulico nei weekends.

[da: Woody Allen, Saperla lunga]




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25 novembre 2006


Uccidete la democrazia! #3 - Andamento dati Viminale - Elezioni politiche 2006


[Image by Satan's Laundromat (a photolog). URL. Image is under
Creative Commons Attributione - Non commerciale 1.0]

Andamento dati ufficiali del Viminale, Senato e Camera, delle elezioni politiche 2006 (Val d'Aosta esclusa).

Fonte dei due grafici e dei dati: Italy imc (Indymedia Italia) URL. Distribuiti sotto Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0.
Il resto dell'articolo, come tutto il materiale presente su kulturadimazza è distribuito sotto Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5.


SENATO


NUM
SEGGI
UNIONE
CDL
0
10251
52,3
46,8
1
12201
52,2
47,05
2
15344
52
47,2
3
19477
51,9
47,5
4
30704
50,7
48,5
5
31861
50,8
48,4
6
39479
49,9
49,2
7
40011
49,9
49,3
8
43190
49,9
49,3
9
43562
49,8
49,3
10
46774
49,6
49,6
11
47768
49,5
49,6
12
48396
49,5
49,6
13
49270
49,25
49,65
14
52418
49,4
49,8
15
52654
49,336
49,851
16
53035
49,3
49,9
17
54059
49,2
49,9
18
54339
49,247
49,945
19
54860
49,2
49,9
20
55606
49,1
50
21
57614
49,06
50,095
22
57964
49
50,1
23
59375
49
50,1
24
59777
49
50,2
25
59816
49
50,2

 
SENATO
 
UNIONE

CDL
3
GUADAGNA (su 25)
16
6
MANTIENE (su 25)
7
16
PERDE (su 25)
2

 


Elenco scrutini:
Fonte: Ministero degli Interni. URL.

COLLEGIO 01 (Valle d'Aosta) 21:10 del 10/4/06
BELLUNO » 21:52 del 10/4/06
LUCCA » 21:53 del 10/4/06
MASSA-CARRARA » 21:53 del 10/4/06
TRIESTE » 21:53 del 10/4/06
PARMA » 22:12 del 10/4/06
FERRARA » 22:24 del 10/4/06
FORLI'-CESENA » 22:39 del 10/4/06
MODENA » 22:48 del 10/4/06
PISTOIA » 22:49 del 10/4/06
RAVENNA » 22:49 del 10/4/06
REGGIO EMILIA » 23:04 del 10/4/06
RAGUSA » 23:06 del 10/4/06
TREVISO » 23:14 del 10/4/06
PIACENZA » 23:14 del 10/4/06
BIELLA » 23:18 del 10/4/06
PRATO » 23:20 del 10/4/06
S
IRACUSA » 23:28 del 10/4/06
SAVONA » 23:37 del 10/4/06
VENEZIA » 23:46 del 10/4/06
VERCELLI » 23:46 del 10/4/06
GROSSETO » 23:47 del 10/4/06
SIENA » 23:47 del 10/4/06
CREMONA » 23:55 del 10/4/06
MANTOVA » 23:55 del 10/4/06
VERONA » 23:56 del 10/4/06
AREZZO » 23:56 del 10/4/06
FERMO » 23:56 del 10/4/06
GENOVA » 23:56 del 10/4/06
ALESSANDRIA » 00:02 del 11/4/06
ASTI » 00:02 del 11/4/06
BERGAMO » 00:03 del 11/4/06
LIVORNO » 00:03 del 11/4/06
FIRENZE » 00:03 del 11/4/06
CUNEO » 00:03 del 11/4/06
VERB-CUSOSSOLA » 00:09 del 11/4/06
SONDRIO » 00:09 del 11/4/06
IMPERIA » 00:42 del 11/4/06
BOLOGNA » 00:42 del 11/4/06
PISA » 00:42 del 11/4/06
ANCONA » 00:43 del 11/4/06
ASCOLI PICENO » 00:43 del 11/4/06
PESARO E URBINO » 00:43 del 11/4/06
CALTANISSETTA » 00:43 del 11/4/06
TRAPANI » 00:43 del 11/4/06
RIMINI » 00:49 del 11/4/06
MACERATA » 00:49 del 11/4/06
P
ADOVA » 00:51 del 11/4/06
VICENZA » 00:53 del 11/4/06
PORDENONE » 00:53 del 11/4/06
ENNA » 00:53 del 11/4/06
AGRIGENTO » 00:53 del 11/4/06
BRESCIA » 00:54 del 11/4/06
LA SPEZIA » 00:55 del 11/4/06
TERAMO » 00:55 del 11/4/06
ORISTANO » 00:56 del 11/4/06
VITERBO » 00:58 del 11/4/06
TRENTO » 00:58 del 11/4/06
MONZA E BRIANZA » 00:59 del 11/4/06
PESCARA » 00:59 del 11/4/06
VIBO VALENTIA » 01:01 del 11/4/06
NOVARA » 01:01 del 11/4/06
TORINO » 01:01 del 11/4/06
PAVIA » 01:01 del 11/4/06
GORIZIA » 01:03 del 11/4/06
OGLIASTRA » 01:03 del 11/4/06
ROVIGO » 01:05 del 11/4/06
REGGIO CALABRIA » 01:05 del 11/4/06
BOLZANO » 01:08 del 11/4/06
PERUGIA » 01:08 del 11/4/06
TERNI » 01:09 del 11/4/06
CATANIA » 01:09 del 11/4/06
AVELLINO » 01:09 del 11/4/06
OLBIA-TEMPIO » 01:10 del 11/4/06
COMO » 01:10 del 11/4/06
MILANO » 01:11 del 11/4/06
UDINE » 01:11 del 11/4/06
RIETI » 01:11 del 11/4/06
CATANZARO » 01:12 del 11/4/06
MATERA » 01:12 del 11/4/06
LECCE » 01:13 del 11/4/06
SASSARI » 01:13 del 11/4/06
MESSINA » 01:13 del 11/4/06
VARESE » 01:14 del 11/4/06
ISERNIA » 01:14 del 11/4/06
BENEVENTO » 01:14 del 11/4/06
LECCO » 01:16 del 11/4/06
CROTONE » 01:16 del 11/4/06
BARI » 01:22 del 11/4/06
LODI » 01:29 del 11/4/06
L'AQUILA » 01:33 del 11/4/06
TARANTO » 01:33 del 11/4/06
BARLETTA-A-T » 01:39 del 11/4/06
FOGGIA » 01:46 del 11/4/06
CAMPOBASSO » 01:46 del 11/4/06
NUORO » 01:48 del 11/4/06
CARBONIA-IGLES » 01:59 del 11/4/06
CASERTA » 02:02 del 11/4/06
MEDIO CAMPIDANO » 02:03 del 11/4/06
SALERNO » 02:09 del 11/4/06
CHIETI » 02:15 del 11/4/06
PALERMO » 02:15 del 11/4/06
NAPOLI » 02:18 del 11/4/06
ROMA » 02:19 del 11/4/06
COSENZA » 02:20 del 11/4/06
POTENZA » 02:26 del 11/4/06
CAGLIARI » 02:33 del 11/4/06
BRINDISI » 02:52 del 11/4/06
FROSINONE » 03:13 del 11/4/06
LATINA » 03:13 del 11/4/06


CAMERA


NUM
SEGGI
UNIONE
CDL
0
7122
54,15
45,17
1
12322
53,8
45,7
2
15311
53,1
46,3
3
19544
52,3
47
4
29544
51,6
47,9
5
30722
51,4
47,9
6
32144
51,41
48
7
32308
51,43
47,988
8
37756
50,836
48,635
9
40329
50,7
48,8
10
42504
50,679
48,817
11
44671
50,529
48,856
12
47592
50,5
49
13
48352
50,5
48,9
14
50451
50,29
49,22
15
51196
50,3
49,2
16
55573
50,1
49,4
17
56763
50
49,5
18
57512
50
49,6
19
60329
49,882
49,723
20
60156
49,8
49,7
21
60421
49,8
49,7
22
60654
49,808
49,736
23
60713
49,806
49,736
24
60777
49,8
49,7
25
60828
49,81
49,74

 
CAMERA
 
UNIONE

CDL
5
GUADAGNA (su 25)
17
3
MANTIENE (su 25)
3
17
PERDE (su 25)
5


Una spiegazione del fenomeno può essere ricondotta al 'Teorema del ballottaggio' (Wikipedia link. URL) formulato dal matematico francese Joseph Louis François Bertrand.

Il teorema del ballottaggio prende il nome dal problema che originariamente si pone obiettivo di risolvere:
Data una elezione con n voti validi e due soli candidati A e B che ricevono rispettivamente a e b, dove a > b (e ovviamente a b = n), qual è la probabilità che, nello spoglio dei voti, A risulti in ogni momento in vantaggio su B?

La risposta è sorprendentemente semplice: questa probabilità è (a - b) / (a - b), ovvero, espressa in percentuale, ? - ?, dove ? e ? sono rispettivamente le percentuali di voti di a e b.




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23 novembre 2006


Uccidete la democrazia! #2


Questo il trailer del documentario. Guardate bene il primo grafico, sono i risultati in tempo reale della notte dell'11 aprile 2006.




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23 novembre 2006


Uccidete la democrazia!



giovedì 23 novembre 2006, 16:13

La Procura di Roma apre un’inchiesta. Aperto un fascicolo a Roma dove si dispone l'acquisizione del film "Uccidete la democrazia!" in edicola da domani con Diario. L'indagine è al momento "in atti relativi" cioè senza indagati nè ipotesi di reato. Il titolare è il pm Salvatore Vitello, a cui sono finite in passato altre inchieste su brogli elettorali.


Ieri sera (22 novembre) ho avuto modo di vedere il documentario; dal punto di vista cinematografico ci troviamo di fronte al secondo elemento d'una serie inaugurata a ridosso delle elezioni d'aprile con "Quando c'era Silvio". Ciò che conta in questo documento sono i dati, sconvolgenti e palesi. Non è una inchiesta dietrologica dal momento che trovare altra spiegazione all'omogeneità dei dati relativi alle schede bianche è praticamente impossibile. Bisognerebbe trovare cause antropologiche profonde ed irrazionali per giustificare l'accaduto.

Domenica 19 novembre, all'interno del programma "In 1/2 ora" Lucia Annunziata intervista Enrico Deaglio >>> VIDEO LINK.


Ecco il nostro film. Dice la verità: non scappate
di Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio
[http://www.uccidetelademocrazia.com/home.php?n=9&l=it]

Le elezioni del 9/10 aprile sono state truccate. Guardate i numeri, osservate un re nudo e dite la vostra.

Venerdì prossimo nelle edicole allegato a Diario ci sarà il nostro film Uccidete la democrazia! Memorandum sulle elezioni di aprile. I novanta minuti del dvd sono stati realizzati in sei mesi di riprese e montaggio dalla stessa squadra di Quando c’era Silvio (la regia di Ruben H. Oliva, la musica di Carlo Boccadoro) e si avvale, con molto piacere per noi, della partecipazione degli attori Elena Russo Arman, Alessandro Genovesi ed Elio De Capitani, autore del monologo finale. Se sarà «strepitoso», deciderete voi. Per noi lo è.
Il dvd esce con la ristampa del libro "Il Broglio", un instant book di «fantapolitica» pubblicato all’indomani del voto di aprile e che per la prima volta inquadrò i retroscena delle elezioni più pazzesche della storia della Repubblica.
È un thriller, con finale a sorpresa. Bisogna rivelarlo, dire subito il nome dell’assassino? Vecchio problema. I brasiliani, quando vogliono marcare la loro superiorità culturale sui portoghesi, li ridicolizzano perché il film Psycho a Lisbona lo intitolarono O homen que mató a sua mae.
Non è vero, è solo una storiella, ma introduce agli affari nostri, ovvero ai contenuti di un docu-thriller democratico. Perché le schede bianche e nulle nelle elezioni di aprile crollarono per la prima volta dopo sessant’anni? Perché il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu si allontanò furtivamente dal Viminale per andare a casa di Berlusconi nei momenti cruciali dello spoglio?
Perché i terminali della prefettura di Caserta si bloccarono per tre ore e ripresero a funzionare solo dopo che una nutrita «delegazione» dei Ds occupò l’ufficio del neonominato prefetto?
Quale «mano invisibile» o «disegno intelligente» ha fatto sì che le schede bianche in tutta Italia, dalle grandi città ai più piccoli paesi, si fermassero improvvisamente tutte tra l’uno e il due per cento?
Perché, a distanza di sette mesi, nessuna istituzione è in grado di comunicare il risultato definitivo delle elezioni, così come ogni Paese democratico usa fare? C’è forse un problema a mettere un nome, una firma, sotto un elenco di cifre che non sono onestamente presentabili?

Il film che sta per uscire ha già ricevuto udienza sui giornali e in televisione. «Preventivamente» Forza Italia ha fatto sapere, con una dichiarazione del portavoce di Silvio Berlusconi, che si tratta di un ammasso di calunnie e falsità e che l’intera équipe di avvocati del partito è pronta a chiedere le nostre ossa.
Molto meno battagliero, quasi un canchescappa, è invece l’ex ministro dell’Interno Pisanu (uno dei protagonisti assoluti del film) che ha già fatto sapere che non sporgerà querela preventiva: una simpatica prudenza. Quando, nel marzo scorso, Diario scrisse che in un appalto a trattativa privata per il conteggio elettronico del voto in quattro Regioni – 38 milioni di euro di commessa – era stata scelta una ditta americana (la Accenture, protagonista di scandali nel voto in Florida) di cui il figlio del ministro è uno dei partner, Pisanu annunciò ai giornali, vibrante di sdegno, una querela che non ci è mai arrivata. (Nel frattempo tutta la miliardaria organizzazione per il conteggio elettronico del voto, per cui sono stati assunti per tre giorni 18 mila neofiti, non ha dato più notizia di sé: volatilizzata nel nulla senza produrre un solo dato). A questo punto vorremmo davvero che l’ex ministro facesse valere le sue ragioni contro di noi in un’aula di tribunale. Noi siamo ovviamente tremanti per il suo potere, ma pronti. E se ci sarà il confronto – quando saremo vecchissimi – ricorderemo la vittoria con la stessa commozione dei reduci della battaglia di San Crispino. Il quadro delle reazioni «preventive» al film che troverete venerdì prossimo in edicola non può non segnalare infine la simpatica freddezza con cui i politici del centrosinistra, che pure sono testimoni cruciali della notte fatale, oggi lo osservano. In effetti, il precario quadro parlamentare del governo Prodi non si presta a grandi dichiarazioni di rottura. Comprendiamo e non comprendiamo, come si dice parlando in intimità: capisco e non capisco. Anche perché a tutti è chiaro che in questi sette mesi che sono trascorsi dalle elezioni, l’unico ad aver parlato di brogli, ad aver previsto brogli, ad aver evocato brogli, ad aver chiesto riconteggi è stato Silvio Berlusconi, che ha costantemente associato oscure minacce e apocalittiche rivelazioni alla proposta di un governo di unità nazionale. Ovvero, con una mano accusava quelli del centrosinistra di essere dei ladri, con l’altra chiedeva loro di fare un accordo per il bene del Paese. E possibilmente del suo.
Come tutti sanno questa strategia è ancora all’ordine del giorno, la maggioranza in Senato è appesa a un filo e larghe intese, cambi di casacca, volenterosi si affollano nei corridoi dei palazzi e sulle colonne dei giornali.

Il film racconta delle storie, il ritmo e i misteri di una notte, presenta dei numeri. Con la vanità tipica degli autori che credono di aver trovato qualcosa di molto importante, noi chiediamo che un’istituzione ci dica se quei numeri sono veri o falsi. Se sono falsi (e naturalmente non lo sono) ci cospargeremo il capo di cenere; se sono veri qualcuno ci dovrà spiegare perché sono stati occultati per sette mesi. (I dati compaiono nel film e sono contenuti per una visione più ragionata e tranquilla nella sezione «contenuti speciali»).
Le istituzioni che possono rendere pubblici questi dati sono, a nostra notizia, solo due: il ministero dell’Interno, oggi retto da Giuliano Amato, al quale spetta la responsabilità di comunicare i risultati del ministero precedente, quello di Giuseppe Pisanu; e la «giunta delle elezioni», la commissione parlamentare di garanzia che si occupa dei contenziosi che seguono alla proclamazione degli eletti nelle elezioni politiche.
Diversi membri della commissione delle elezioni hanno protestato preventivamente per il nostro film, e per le anticipazioni che ne hanno fatto il Corriere della Sera e l’Unità. Ci hanno accusati di «depistaggio» e di «operazione mediatica». Siamo sicuri che rilasceranno immediatamente i dati di cui noi siamo in possesso da mesi, e che li confermeranno. Se non lo dovessero fare, sarebbe grave e della questione dovrebbero occuparsi i magistrati.

Nella locandina che presenta il film, c’è scritto: «Non importa chi vota, ma chi conta i voti». L’abbiamo scelto perché ci sembra un tema molto pratico. È il problema attuale delle democrazie ed è soprattutto il problema futuro di questa istituzione. Chi controlla nelle elezioni lo spoglio delle schede elettorali? Noi, che siamo tutti di pelle spessa, sappiamo bene la storia delle elezioni in Italia e abbiamo pure messo nel codice il reato di «voto di scambio»; noi sappiamo in che condizioni si vota a Corleone, valutiamo lo sguardo di chi sta appoggiato mollemente al muro di fronte al seggio di Scampia, sappiamo che cosa succede nei seggi quando le schede sono contestate, sappiamo della prova del videtotelefonino e che a Catania un voto vale trenta euro, ma che se ne porti cento scatta un bonus. Ma forse non siamo ancora preparati alle enormi possibilità che l’elettronica offre per truccare le elezioni. Si va dallo scandalo americano delle macchinette che registrano il touch screen, ma non permettono la verifica, alla manipolazione possibile da quando la povera vecchietta deposita il suo voto a quando lo stesso viene conteggiato. Noi ci crediamo. Certo, ci facciamo una risata quando Fidel Castro o Saddam Hussein vincono con il 98 per cento dei voti, ma non facciamo una piega quando ci dicono che Bush ha vinto la decisiva Florida per circa quattrocento voti.
Noi deleghiamo un po’ troppo a chi conta i voti. Pensateci. Siamo nella situazione in cui tutti votiamo – finalmente uguali, poveri e ricchi, neri e bianchi, maschi e femmine – ma non siamo noi a dire chi ha vinto.
Qualcuno lo dice per noi. Lo ha detto in Italia. Lo ha detto in Messico e ha provocato proteste di mesi. Lo ha detto in Ucraina ed era falso. Lo ha detto in Canada e ha smentito tutte le previsioni. Lo ha detto a Baghdad e come era bello vedere il dito nell’inchiostro!
Il film parla un po’ di tutte queste cose. Secondo noi, il risultato delle ultime elezioni politiche è stato falsato, a danno del centrosinistra. La storia delle notte elettorale e i dati finora nascosti che presentiamo lo provano. Falsare, come raccontiamo, è molto facile.
Dopo questo film arriveranno molte notizie . Già ce ne stanno arrivando. Tutto sommato, è bello vivere in un Paese in cui si possono fare domande. Se ne avete: www.uccidetelademocrazia.com. Se volete mettere una scritta su una maglietta bianca, consigliamo: «Abuse of power comes as no surprise», che si traduce in vari modi ma anche con «attenti al lupo».




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21 novembre 2006


E' morto Robert Altman, viva Robert Altman !!!


Robert Altman, Long Boat Key in Sarasota (© Carlo Allegri/ Getty Images)

Quando scompare un regista cinematografico, più che sulle parole bisognerebbe soffermarsi sui suoi film, preservarli per il futuro così che non vengano dimenticati.

F    I    L    M    O    G    R    A    F    I    A

2006 - Radio America (A Prairie Home Companion); 2003 - The Company; 2001 - Gosford Park; 2000 - Il dottor T e le donne (Dr T and the Women); 1999 - La fortuna di Cookie (Cookie's Fortune); 1998 - Conflitto di interessi (The Gingerbread Man); 1996 - Kansas City; 1994 - Prêt-à-Porter; 1993 - America oggi (Short Cuts); 1992 - I protagonisti (The Player); 1987 - Terapia di gruppo (Beyond Therapy); 1985 - Non giocate con il cactus (O.C. and Stiggs); 1985 - Follia d'amore (Fool for Love); 1984 - Secret Honor; 1983 - Streamers; 1982 - Jimmy Dean, Jimmy Dean (Come Back to the Five and Dime, Jimmy Dean, Jimmy Dean); 1980 - Popeye; 1980 - HealtH; 1979 - Una coppia perfetta (A Perfect Couple); 1979 - Quintet; 1978 - Un matrimonio (A Wedding); 1977 - Tre donne (3 Women); 1976 - Buffalo Bill e gli indiani (Buffalo Bill and the Indians); 1975 - Nashville; 1974 - California poker (California Split); 1973 - Gang (Thieves Like Us); 1973 - Il lungo addio (The Long Goodbye); 1972 - Images; 1971 - I Compari (McCabe & Mrs. Miller); 1970 - Anche gli uccelli uccidono (Brewster McCloud); 1970 - M.A.S.H.; 1969 - Quel freddo giorno nel parco (That Cold Day in the Park); 1968 - Conto alla rovescia (Countdown); 1957 - La storia di James Dean (The James Dean Story); 1955 - The Delinquents.




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20 novembre 2006


Coca(ina)


PER SPACCIO PERSONALE
Filippo Facci per “Il Giornale”

Mentre i parlamentari fanno e disfano leggi sulla droga, i magistrati e i poliziotti ne applicano altre. Lo dimostra anche la storia raccontata ieri (16/11/2006) da Stefano Zurlo (Il Giornale): un banchiere popolare di Milano, un professorone cattolico famoso e ultrasettantenne, è stato fermato con 8 grammi di cocaina in tasca e presto rilasciato perché i magistrati hanno stabilito che era per uso personale. Ora: a parte che 8 grammi bastano per un festino, e a parte che il professore ha raccontato di averne comprati altri 50 solo quest'anno, i limiti imposti dalla legge Fini-Giovanardi parrebbero chiari: l'uso personale è previsto sotto 1,6 grammi lordi, e se ne hai di più ti arrestano. Perché non l'hanno arrestato?
Perché la legge, risposta, prevede altri criteri di giudizio che da secondari possono diventare primari: tra questi c'è l'improbabilità che un distinto signore come quello fosse uno spacciatore. Nei fatti è classismo, ma è anche la dimostrazione che i limiti di legge si possono tranquillamente superare anche di cinque volte. È la dimostrazione soprattutto di quello che gli addetti ai lavori ben sanno: che in Italia, per certe leggi, è come se avessimo un federalismo all'americana: a Milano con due grammi ti lasciano andare, in Molise o in Valle d’Aosta finisci dentro, a Napoli eccetera. La sinistra temeva che le galere si riempissero di adolescenti spinellari, ma non è successo. La destra auspicava che le galere si riempissero di spacciatori, ma non è successo. Niente, è successo.




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17 novembre 2006


Padre Georg


Ma chi è questo Benedetto Padre Georg Genswein segretario personale di Papa Benedetto XVI ?
Per quale motivo assomiglia così tanto al celebre Padre Ralph di 'Uccelli di rovo' ?
Perchè nel 1978 la Urania pubblicava una raccolta intitolata 'Il dilemma di Benedetto XVI' ?
Perchè tanto incazzo per il nulla ?
Perchè non dovrebbe atterrirci il vaticano che guarda la tv ?

Per quelli che pretendono risate sull'islam: pensate ad un Imam che come segretario personale abbia un bell'uomo di mezza età che assomiglia a padre Ralph di Uccelli di rovo.




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16 novembre 2006


La supplente


Se mi trovo in sintonia di pensiero con Filippo Facci, significa proprio che qualcosa non va. La questione è quella della supplente di matematica colta in flagranza di reato da una collega nel mentre d'un atto sessuale con un quattordicenne di seconda media (il ragazzo è due volte ripetente...) ed i suoi compagni di classe ad assistere. Fatto increscioso e piuttosto triste. La stampa immediatamente s'è gettata sulla notizia. La magistratura pure. I Ministeri anche. Risultato, la donna rischia una cosa tipo quattordici anni di carcere. E questo lo trovo ancor più allucinante di tutto il resto; da quel che ho capito leggendo qualche Repubblica o Corriere, sta ragazza d'una trentina d'anni, trasferita a Nova Milanese da Campobasso per una supplenza di qualche mese, viveva una situazione senz'altro complicata. Facci parla di lapidazione, sono piuttosto d'accordo.

Questo dunque l'articolo....

LAPIDAZIONE ALL’OCCIDENTALE…
Filippo Facci, Il Giornale, 15 novembre 2006.

Perché la legge faccia il suo corso non c'è mica bisogno di diventare pazzi. Si potrebbe riflettere sulla prurigine di tanti di noi nel correre a leggersi la notizia sulla professoressa e gli studenti, riflettere sui tanti film genere Pierino e la supplente che hanno prefigurato lo stesso scenario, riflettere, nel caso, su una professoressa di matematica che è sicuramente colpevole (sì) ma che adesso rischia sedici anni di carcere per l'accusa di aver fatto qualcosa a un ragazzo di 15 anni che intanto se ne pavoneggia con la stampa nazionale e con gli amici suoi.

Riflettere su un quotidiano, La Stampa, che ieri ha messo nero su bianco il nome della professoressa in un articolo dove un magistrato intanto parlava di «allarme sociale» mentre un altro articolo, affianco, era titolato «La cercano in provincia di Campobasso», come se avessero sguinzagliato i cani. Riflettere su come erano effettivamente tanti di noi, a 15 anni, senza che ora debba essere una psicologa a spiegarcelo sui giornali.

In un libro, tempo fa, appresi che un ragazzino romano di 12 anni aveva avuto un prolungato rapporto con una donna di 32: era la madre del compagno di scuola da cui andava a fare i compiti. Forse il libro andrebbe ritirato dalle librerie, pur trattandosi dell'autobiografia di Franco Califano. Insomma, non indisponetevi se lascio l'indignazione a chi fa la fila per esprimerla, e se mi permetto di provare, per quella donna, anche un po' di pena.


OVVIAMENTE... IL CINEMA (Le insegnanti al cinema)
Duranti gli anni settanta col furore del mutamento nei costumi, le sale cinematografiche vennero invase da una marea di commedie stupidotte gravitanti attorno al sesso. L'immaginario terra-terra di questo cinema (assolutamente maschilista o fallocentrico, insomma da fava al potere) era composto da bellezze mai esotiche o lontane ma da soldatesse, infermiere ed appunto insegnanti (a volte anche supplenti). Ravanando ho estratto una ipotetica filmografia sull'argomento (peraltrò decisamente cool sulla rete) che vi sottopongo....

L'insegnante di N. Cicero, con E. Fenech - 1975
La supplente di G. Leoni, con C. Villani - 1975
Lezioni private di V. de Sisti, con F. Benussi - 1975
La professoressa di scienze naturali di M.M. Tarantini, con L. Carati - 1976
La professoressa di lingue di D. Dani, con F. Benussi - 1976
Classe mista di M. Laurenti, con F. Benussi - 1976
L'insegnante viene a casa di M.M. Tarantini, con E. Fenech - 1978
L'insegnante va in collegio di M. Laurenti, con E. Fenech, G. Guida - 1978
L'insegnante balla... con tutta la classe di M. Laurenti, con Nadia Cassini - 1978
L'insegnante al mare con tutta la classe di M.M. Tarantini, con A. M. Rizzoli - 1979
La supplente va in città di V. De Sisti, con C. Villani - 1979




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15 novembre 2006


Recensire il Video Sharing: Lasse Gjertsen - 2006


Questo video è di una genialità disarmante, campionamento puro, perfetto esempio di mix audiovideo (Lev Manovich apprezzerebbe). Ricorda da vicino alcuni video realizzati da Gondry (del quale quà e là in questo blog abbiamo già parlato) ma senza cadere in alcun citazionismo, anzi il video sprigiona autentica creatività verificabile visionando gli altri video messi in condivisione da Lasse (reperibili su quasi tutti siti di Video Sharing). La rete si stà dimostrando fucina di talenti ed una loro mappatura/catalogazione diviene una necessità critica sempre più impellente.
Ho detto che si tratta di un video?




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14 novembre 2006


Extreme Diet Coke & Mentos Experiments >>> Pretesto per illustrare "Revver", sito di Video Sharing


Altra novità tecnologica proveniente dalla rete. A chi assomiglia lo avete già capito, ma come funziona probabilmente dovete ancora speriementarlo. Revver assicura uno standard video sicuramente migliore di YouTube, ottima qualità sia del suono che dell'immagine (ovviamente il tutto dipende dall'utente che condivide, ma le possibilità per sharare con una qualità maggiore è una delle caratteristiche puculiari del servizio).
Inoltre Revver a differenza di altri servizi simili, offre la possibilità di percepire un compenso per ogni video caricato ed hostato con un sistema di gestione pay per click. Alla fine di ogni clip viene automaticamente aggiunto un frame pubblicitario inerente i tag associati al video; per ogni click ricevuto sulla pubblicità si percepisce un compenso, successivamente liquidato raggiunto un importo minimo stabilito [questo paragrafo l'ho copiato e incollato da freeonline.org>>>URL]

L'esempio proposto è uno degli ormai celebri video sullo stranno effetto che fa una mentos con la diet-cola (ma col chinotto cosa succede?) che imperversano sulla rete e sulle edizioni on-line dei quotidiani nazionali (Repubblica e Corriere non si sono lasciati scappare lo scoop nei mesi passati!!!). Questo video è il più visto del sito, con una roba tipo 3 milioni e 700 mila visualizzazioni.




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14 novembre 2006


Casablanca - SlideShare


Il film con Ingrid Bergman e Humphrey Bogart scomposto in fotogrammi con spiegazione della vicenda, dei personaggi e delle sequenze mito. Cinquantacinque slide d'una presentazione PowerPoint.

Un pretesto cinefilo per illustrare le potenzialità di SlideShare, praticamente il YouTube dei PowerPoint e dell'equivalente OpenOffice.org.




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