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kulturadimazza


RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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CULTURE POP manifesto




Support CC - 2007

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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
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22 dicembre 2006


DJCINEMA - NUMEROZERO - mercoledì 27 dicembre dalle ore 21 @ Arci S'agapò - via Lodovico il Moro, 171 - Naviglio Grande (Milano)



DJCINEMA – NUMEROZERO

mercoledì 27 dicembre dalle ore 21
@ Arci S'agapò - via Lodovico il Moro, 171 - Naviglio Grande (Milano)

Esiste una relazione fra cinema e dj culture? Cos'è la dj culture? Come si relaziona il linguaggio cinematografico con le nuove forme musicali tipiche dell'elettronica contemporanea?

A queste domande cerca una risposta DJCINEMA – Evento itinerante dedicato all’esplorazione dei rapporti tra DJ CULTURE e CINEMA>>>per nuove forme di fruizione e produzione culturale e lo fa attraverso la visione e l'ascolto. Una rassegna cinematografica di quel cinema che utilizza la musica elettronica o che attraverso la musica elettronica mette in scena storie ambientate nella contemporaneità che descrivono una nuova umanità, diversa, confusa, in cerca d'una identità o svuotata dalle identità. E poi la musica, con dj set capaci di entrare in connessione con le pellicole proposte eseguiti da neo-musicisti appartenenti a quella nuova figura culturale che va sotto il nome di DJ.

NUMEROZERO allora, per iniziare un cammino che vorremmo condiviso, aperto ad ogni contributo, in divenire.

Prima della proiezione sarà presentato il progetto ed introdotto il film, sarà inoltre disponibile materiale relativo al progetto.

VISIONE

MILLENNIUM MAMBO
(Qianxi Manbo, Taiwan-Francia/2001, colore, 101')
[Versione doppiata in lingua italiana]
Regia: Hou Hsiao-Hsien.
Musica: Lim Giong, Yoshihiro Hanno.
Interpreti: Shu Qi (Vicky), Jack Kao (Jack), Tuan Chun-hao (Hao-hao).

Millennium Mambo è il ricordo che Vicky ha della propria vita di dieci anni prima, della sua biografia legata a due uomini, Jack e Hao-hao, estremamente diversi l'uno dall'altro. Millennium Mambo si svolge in una Taiwan d'inizio millennio cupa e claustrofobica, fra club, case private ed esistenze in cerca d'una propria dimensione. Il mambo del titolo è una musica techno che tutto copre e avvolge come la neve - meta lontana d'un approdo incerto.

ASCOLTO

Gigabeats  + TULLIO >>>Techno dj set. Fino alla chiusura.



LINK >>> http://djcinema.wordpress.com/
MAIL >>> djcinema@email.it



Per il motivo di cui sopra...
Chiudiamo le serrande ed entriamo in pausa (speriamo per poco tempo) dal momento che in questo periodo proprio non ce la facciamo ad aggiornare il blog. Se capitate da queste parti (e se leggete queste righe vuol dire proprio che ci siete capitati) date un occhio a quel che abbiamo ad oggi postato, ce n'è per tutti i gusti se scavate un pò.




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15 dicembre 2006


Bao Xishun, l'uomo più alto del mondo...



PECHINO - Una notizia singolare, che arriva dalla Cina: l'uomo più alto del mondo ha salvato due delfini che rischiavano di morire soffocati, dopo aver ingerito dei sacchetti di plastica.

Protagonista della vicenda Bao Xishun, un cittadino della della Mongolia Interna alto 2,38 metri. E proprio grazie alla smisurata lunghezza dei suoi arti è riuscito ad infilare le sue lunghe braccia nello stomaco dei cetacei, estraendone la plastica.

La storia è stata diffusa dall'agenzia Nuova Cina. Bao, che ha 54 anni, è stato chiamato dai dirigenti di un acquario della provincia di Liaoning, nel nordest della Cina, dopo che tutti i tentativi di estrarre la plastica dallo stomaco dei mammiferi (che ha una forma particolare) erano falliti.

(Fonte: Repubblica.it - 15 dicembre 2006)

Sembra uno di quei personaggi dei pezzi di Maurizio Milani, dove una selva di "diversi" ma eccezionali compie azioni ordinarie che diventno stra-ordinarie a causa delle loro particolari condizioni fisiche. La donna cannone, l'uomo putrella, l'uomo con la testa più piccola del mondo e così via...
La storia di Bao Xishun è meravigliosa e ci ricorda come ognuno di noi dovrebbe utilizzare le proprie eccezionalità per far si che le cose su questo dannato pianeta vadano un pò meglio.


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14 dicembre 2006


Importante ritrovamento - Il triler originale di "Shining" by Stanley Kubrick


E' stato scoperto in un archivio privato danese, un trailer cinematografico in grado di rivoluzionare da capo a piedi la storia del cinema come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi. Il celeberrimo 'Shining' di Stanley Kubrik del 1980 non doveva essere un horror-psicologico (o psicotico) ma una commedia incentrata sul valore della famiglia. E' famoso il dissidio intercorso fra Kubrick e Stephen King, autore del romanzo dal quale Kubick trasse il sio film, che portò alla rottura fra i due ed al disconoscimento dell'opera da parte dello scrittore americano. King firmerà anni dopo una propria versione della storia, realizzando un film per la tv debitore delle atmosfere orrorifiche del libro.
Grazie a questo trailer scovato da Hans Kristhen in un ospizio danese, appare evidente il perchè di quel celebre dissidio. La storia che Kubrick aveva in mente, e che non gli è stato possibile proporre, divergeva drasticamente con quanto abbiamo visto fino ad oggi. La due versioni sono orientate su opposti versanti narrativi.
Guardare per credere!!!




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14 dicembre 2006


Millennium Mambo di Hou Hsiao-Hsien, 2001


MILLENNIUM MAMBO    
Qianxi manbo    

Francia/Taiwan, 2001, 35mm, colore, 119' (101' DVD)
regia Hou Hsiao-Hsien
sceneggiatura Chu Tien-wen
scenografia Hwarng Wern-ying
fotografia Lee Ping-bing
montaggio Liao Ching-sung
musica Lim Giong, Yoshihiro Hanno
sound design Tu Duu-chih - Kuo Li-chi
costumi Wang Kuan-i
trucco Liao Shu-jen
produttori Chu Tien-wen, Eric Heumann
produttori esecutivi Hwarng Wern-ying, Gilles Ciment
produzione Paradis Films, Orly Films, 3H Productions
cast Shu Qi (Vicky), Jack Kao (Jack), Tuan Chun-hao (Hao-hao), Takeuchi Jun (Jun), Takeuchi Ko (Ko), Niu Chen-er (Doze), Kao Kuo-guang (Godi), Chen Yi-hsuan (Xuan), Jenny Tseng (Jenny), Tramy Wat (Tramy), Jo Jo Huang (Jojo), Huang Hsi (Jessie-k)

PREMI                                  
Technical Grand Prize - Cannes Film Festival 2001.
Silver Hugo - Chicago International Film Festival 2001.
Best Director - Flanders International Film Festival 2001.
Golden Horse Award (Best Cinematography, Best Original Score, Best Sound Effects) - Golden Horse Film Festival 2001.

SINOSSI                               
Millennium Mambo è il ricordo che Vicky ha della propria vita di dieci anni prima, della sua biografia legata a due uomini, Jack e Hao-hao, estremamente diversi l’uno dall’altro. Millennium Mambo si svolge in una Taiwan d’inizio millennio cupa e claustrofobica, fra club, case private ed esistenze in cerca d’una propria dimensione. Il mambo del titolo è una musica techno che tutto copre e avvolge come la neve - meta lontana d’un approdo incerto.

IL REGISTA                             
Hou Hsiao-Hsien, sceneggiatore e regista, è nato l’8 Aprile 1947 a Meixan, nella provincia del Guangdong (Cina). È considerato il maggiore autore della cinematografia di Taiwan. Si è formato presso l’Istituto Artistico di Stato di Taipei, lavorando prima come segretario di edizione e assistente alla regia, poi come sceneggiatore, soprattutto per Chen Kunhou. Nel 1980 esordisce alla regia Jiushi liuliu de ta. Ha raggiunto fama internazionale con Beiquing Chengshi (Città dolente) – premiato con il Leone d’Oro al Festival di Venezia nel 1989 – che racconta, attraverso le vicende di una sfortunata famiglia, composta dai fratelli Lin, la storia di Taiwan dalla fine della Seconda Guerra Mondiale al 1949. Quest’opera in realtà fa parte di una trilogia iniziata dal cineasta nel 1985 con l’inedito A Time to Live, a Time to Die (Tempo di vivere, tempo di morire), incentrata sul periodo successivo al 1949 e terminata poi con Hsimeng Rensheng (Il maestro burattinaio), Gran Premio della Giuria a Cannes nel 1993, che invece ricostruisce gli anni dal 1895 al 1945. Tra gli altri suoi lungometraggi degli anni ‘90, purtroppo mai distribuiti in Italia, ricordiamo Nanguo zaijan, nanguo (Goodbye South, Goodbye) del 1996, storia di donne e uomini sospesi tra l’isolazionismo di Taiwan e il richiamo della grande Shanghai, e Hai shan hua (Flowers of Shanghai) del 1998. Nel 2001 il cineasta taiwanese realizza una delle sue opere più importanti, Qianxi manbo (Millennium Mambo), mentre nel 2004 si è ripresentato in concorso a Venezia con Kôhî jikô (Café Lumière), di produzione giapponese. Il suo film più recente è Zui hao de shi guang (Three Time), del 2005, film in tre episodi, ciascuno ambientato in un’epoca differente e dedicati al tempo della libertà, dell’amore e della giovinezza. Attualmente è in fase di post-produzione Ballon rouge – uscirà nel 2007 – film prodotto e realizzato interamente in Francia con Juliette Binoche, Hippolyte Girardot, Simon Iteanu e Fang Song; sarà la storia di un bambino e della sua baby-sitter che condividono un medesimo mondo immaginario entro il quale sono costantemente seguiti da uno strano ballon rouge.



PER SAPERNE DI PIU' >>> DJCINEMA




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14 dicembre 2006


Party Dates Agenda >>>>>>>>>> dal 15 a capodanno ! ! !



rave party spersi per lo stivale sul finire del duemilaesei. da notare filone vulcanico (etna e vesuvio).

15/12 - Roma - United Invaders - Fully Live Set Tek Party - c/o Club Dolce Vita
15/12 - Perugia - Dance With The Riot - Benefit Party - Riotek and Teknorists - c/o ex Mattatoio
15/12 - Roma - Drum'n'Bass Hardtekno Party - Addict Roma Sound System - c.s.o. Ricominciamo dal faro, via del Trullo

16/12 - Puglia Area - Free Party - Break Tekno Drum'n'Bass - infoline: 3294433872
16/12 - Catania Area - Waiting Party - More info later...
16/12 - Viareggio - Pumpin Muzic - Kriminal Hertz and Megatron - c/o Sars
16/12 - Milano - Shit - tEcNn0-eLeCtRo-bReAk nIgHt  - c/o Stecca degli Artigiani
16/12 - Milano - Invade My Space - Techno Resistance 8 bit - c/o Csoa Garibaldi
16/12 - Milano - DaRsEnAtEk più tEkNoENtUsIaSm0 - tEkNo - HaRdCoRe - c/o Approdo Caronte

20/12 - Milano - Aperitivo Postumano - PergolaMove

22/12 - Reggio Emilia - BassRiders Night - Urban Pressure Full Crew - c/o Lab. Aq16

23/12 - Roma - D'n'B BreaxKeat Tekno Party - Special Guest InindaMix (AudioRix) - @ ClubDigit - infoline: 3394563213
23/12 - Bari - Drum'n'Bass Party - Special Guest Goldie (MetalHeadz) - @ ZenZero

25-26/12 - Vesuvio Zone - Tekno Party - NameLess and Friends - infoline: 3298880163
25-26/12 - North Italy - Crazy X-Mas Party - TeknoDroid System - more info later...

mercoledì 27 dicembre, dalle ore 21, DJCINEMA - NUMEROZERO @ Arci S'Agapò – via Lodovico il Moro, 171 - Naviglio Grande (Milano) >>> MILLENNIUM MAMBO più Gigabeats dj set ! ! !

31-??/12 - Italia - End of The Year Party - Circo Panico, OutLaw, BrainHacker, Latitanz Gang - It's Not a Teknival!!! - More info Later...
31-??/12 - Catania - Etnival 2 - All Riots and Performers Invited - aRkAnoId, LaPaRdè, RaSkA SoUnD, aRoBaSs (oKuPè), pRoBe1 (toRsIoN ReCoRd), bEaSty BeAt, x tHéRapIe, g0tEk, DeSaStaRt, KiLLeRbAsB & MoRe - infomail: guernicafabrik@yahoo.it
31-??/12 - South Italy - New Year Party - No Sense of Place and Kt23 - infoline: 3342143326
31/12 - Roma - Techno New Year 2007 - Kollantino Underground - 0kupe, TeknoMobilSquad, AltererBeats, MainFrame, RioTek and Phakt Rec





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13 dicembre 2006


Babbo Natale


Alla Boldmere Junior School di Sutton Coldielf, cittadina dell'Inghilterra centrale, una supplente ha rivelato ai suoi piccoli studenti che Babbo Natale non esiste. Risultato, licenziata in tronco. A me viene in mente la scena dell'esame di maturità di 'Ecce Bombo' (il film di Moretti è di nuovo nelle sale), quando il maturando parlando di storia contemporanea accenna ai trent'anni di malgoverno democristiano irritando il presidente di commissione. La povera ragazza avrà pure perso il posto di lavoro, ma volete mettere lo sfizio del gesto.




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13 dicembre 2006


culture pop (e viceversa) #49





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12 dicembre 2006


Vampyr - Carl Theodor Dreyer - 1931


Vampyr
Regia: Carl Theodor Dreyer.
Scenegg.: C.T. Dreyer, Christen Jul, liberamente ispirata a "Carmilla e alle altre novelle" della raccolta "In the Glass Darkly" di Joseph Sheridan Le Fanu.
Fot.: Rudolf Maté, Louis Née.
Scenog.: Hermann Warm, Hans Bittmann, Cesare Silvagni.
Int.: Julien West, Henriette Gérard, Jan Hieronimko, Maurice Schutz.
anno: 1932
paese: Francia/Germania
durata: 75'

Liberamente ispirato a Carmilla e altre novelle di In the Glass Darkly (1872) ell'olandese Joseph Sheridan Le Fanu. Aiutata da un medico e da due servi, una donna vampiro succhia il sangue alle due giovani figlie di un castellano. Una delle due è liberata dall'incubo per opera di David Gray, giovane viaggiatore di passaggio. Horror onirico, girato in ambienti naturali, affida il suo fascino all'atmosfera (fotografia di Rudolph Maté) e a inquietanti suggestioni più che agli effetti di spavento. Dialoghi ridotti al minimo, efficace mix di rumori. Celebre la sequenza della sepoltura di David Gray (interpretato, sotto lo pseudonimo di J. West, da uno dei produttori, il barone Nicolas de Gunzburg), in soggettiva dalla bara. "... per la sua portata e la sua selvaggia poesia, è un'opera degna di succedere al Nosferatu di Murnau ..." (L. Eisner). Girato muto e poi postsincronizzato in 3 versioni parlate in francese, tedesco e inglese i cui negativi immagine e suono sono andati perduti. Con le copie incomplete della versione tedesca e francese nel 1998, a cura della Stiftung Deutsche Kinamathek e della Cineteca di Bologna, fu realizzata un'edizione tedesca il cui sottotitolo è Der Traum des Allan Grey.

… Il candore di Vampyr, accompagnato ai suoni, alle grida e soprattutto ai gemiti atroci del Dottore, la cui ombra accartocciata scompare nel deposito di arina, là in quel mulino
imperturbabile dove nessuno verrà mai a liberarlo. Tanto era stata sobria la cinepresa di Dreyer nel filmare Giovanna d'Arco, altrettanto si libera e diventa una sorta di lapis in mano a un giovane per seguire, precedere o intuire i movomenti del vampiro
lungo muri grigi. (F. Truffaut)

[Mi accorgo, più passa il tempo, che il cinema del passato è invisibile e poco interessa]




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11 dicembre 2006


The Exploits of Elaine. 9th episode - The Death of Ray.



The Exploits of Elaine. 9th episode - The Death of Ray.
Questo serial realizzato dalla casa cinematografica Pathé, filiale americana, consta di 14 episodi complessivi realizzati dal 1914.

Possiamo tranquillamente parlare di sinergia industriale riferendoci al caso della trilogia di Elaine.

Trentasei episodi, raccolti in tre serie, realizzati fra la fine del ’14 e il 1915, dal gruppo Hearst per quanto riguarda la carta stampata e la casa di produzione cinematografica Pathé: The Explotions of Elaine, The New Explotions of Elaine e The Romance of Elaine.

Pearl White interpreta Elaine, ruolo che in poco tempo la consacra quale vera e propria diva alle platee di tutto il mondo. La costruzione delle screen peronalities è una di quelle caratteristiche del serial che contribuiscono alla modernizzazione delle tecniche pubblicitarie. La caratterizzazione avviene sullo schermo e sulla carta stampata, attivando una complessa stratificazione semantica che spazia dal romanzo rosa vittoriano all’immagine emergente della New Woman resa popolare dalle riviste femminili degli anni dieci.

La trilogia di Elaine verrà esportata in Francia alla fine del 1915 (per far fronte alla crisi produttiva dell’intero continente alle prese con la I Guerra Mondiale), dove sarà completamente rimontata per adattarla ad un nuovo contesto di fruizione: i trentasei episodi della trilogia vengono ridotti a ventidue e distribuiti sotto il titolo de I Misteri di New York. Imboccando una strategia tipicamente sensazionalista la Pathé trasforma le avventure di Elaine in una storia a sfondo patriottico dove le peripezie dell’eroina e del suo compare sono riviste in chiave di eroico sforzo nei confronti della Francia contro le azioni perverse del cattivo di turno. Fondamentalmente questa ri-semantizzazione del testo è compiuta con la ri-scrittura delle didascalie che motivano in maniera completamente diversa le azioni che si susseguono sullo schermo.

Cosa interessante viene anche importata dai francesi la pratica della novellizzazione. Sulla prima pagina del quotidiano Le Matin appare, ogni giorno, la novellizzazione de I Misteri di New York, anticipando ai lettori gli avvenimenti che potranno vedere al cinema il sabato successivo. Questa completa riscrittura di testi da parte di professionisti del feuilleton cambia il ritmo di produzione di questa pratica che da pubblicazione settimanale negli Stati Uniti, diviene quotidiana (sette appendici per ogni episodio cinematografico) in Francia. La formula dell’abbinamento di un film a episodi con un romanzo a puntate raggiungerà proprio in Francia il suo pieno sviluppo, dove proseguirà la lunga tradizione del roman-feuilleton. I Misteri di New York saranno così non una semplice traduzione o adattamento d’un prodotto straniero ma risulteranno una complessa operazione semiotica, capace di affascinare le avanguardie artistiche da Louis Delluc a Louis Argon, da Andre Breton a Jean Epstein che affermerà:

(…) Non ci sono che situazioni, senza capo né coda; senza inizio, senza meta e senza fine; senza diritto e senza rovescio; si possono guardare in tutti i sensi; la destra diventa la sinistra; senza limiti di passato o avvenire, esse sono il presente.1

1 L. Delluc, Pearl White, in Ecrits cinématographiques II, Paris 1986, pp. 79.

 




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11 dicembre 2006


Il Serial cinematografico americano degli anni dieci: le Serial Queen >>> Parte IIIbis – Il Serial cinematografico americano degli anni dieci (bis)


Nuova pagina 1

Quarta parte del (poco) saggio sulle 'serial queen' americane d'inizio secolo a distanza di poco più d'un mese dalla precedente. Sulla colonna di sinistra, come pure in fondo all’articolo, trovate i link alle puntate precedenti.

Premessa - Vorrei in queste pagine parlare di un prodotto della serialità cinematografica che si è venuto configurando entro il contesto produttivo della nascente industria cinematografica americana degli anni dieci: il serial. Più specificamente vorrei mettere in luce quei tratti caratteristici di queste moderne fiabe metropolitane (a puntate) in grado di evidenziare le interconnessioni attuate fra media differenti al fine della promozione del prodotto cinematografico.


Possiamo tranquillamente parlare di sinergia industriale riferendoci al caso della trilogia di Elaine.

Trentasei episodi, raccolti in tre serie, realizzati fra la fine del ’14 e il 1915, dal gruppo Hearst per quanto riguarda la carta stampata e la casa di produzione cinematografica Pathé: The Explotions of Elaine, The New Explotions of Elaine e The Romance of Elaine.

Pearl White interpreta Elaine, ruolo che in poco tempo la consacra quale vera e propria diva alle platee di tutto il mondo. La costruzione delle screen peronalities è una di quelle caratteristiche del serial che contribuiscono alla modernizzazione delle tecniche pubblicitarie. La caratterizzazione avviene sullo schermo e sulla carta stampata, attivando una complessa stratificazione semantica che spazia dal romanzo rosa vittoriano all’immagine emergente della New Woman resa popolare dalle riviste femminili degli anni dieci.

La trilogia di Elaine verrà esportata in Francia alla fine del 1915 (per far fronte alla crisi produttiva dell’intero continente alle prese con la I Guerra Mondiale), dove sarà completamente rimontata per adattarla ad un nuovo contesto di fruizione: i trentasei episodi della trilogia vengono ridotti a ventidue e distribuiti sotto il titolo de I Misteri di New York. Imboccando una strategia tipicamente sensazionalista la Pathé trasforma le avventure di Elaine in una storia a sfondo patriottico dove le peripezie dell’eroina e del suo compare sono riviste in chiave di eroico sforzo nei confronti della Francia contro le azioni perverse del cattivo di turno. Fondamentalmente questa ri-semantizzazione del testo è compiuta con la ri-scrittura delle didascalie che motivano in maniera completamente diversa le azioni che si susseguono sullo schermo.

Cosa interessante viene anche importata dai francesi la pratica della novellizzazione. Sulla prima pagina del quotidiano Le Matin appare, ogni giorno, la novellizzazione de I Misteri di New York, anticipando ai lettori gli avvenimenti che potranno vedere al cinema il sabato successivo. Questa completa riscrittura di testi da parte di professionisti del feuilleton cambia il ritmo di produzione di questa pratica che da pubblicazione settimanale negli Stati Uniti, diviene quotidiana (sette appendici per ogni episodio cinematografico) in Francia. La formula dell’abbinamento di un film a episodi con un romanzo a puntate raggiungerà proprio in Francia il suo pieno sviluppo, dove proseguirà la lunga tradizione del roman-feuilleton. I Misteri di New York saranno così non una semplice traduzione o adattamento d’un prodotto straniero ma risulteranno una complessa operazione semiotica, capace di affascinare le avanguardie artistiche da Louis Delluc a Louis Argon, da Andre Breton a Jean Epstein che affermerà:

(…) Non ci sono che situazioni, senza capo né coda; senza inizio, senza meta e senza fine; senza diritto e senza rovescio; si possono guardare in tutti i sensi; la destra diventa la sinistra; senza limiti di passato o avvenire, esse sono il presente.1

Fino al 1917, il panorama dei film a episodi è pressoché interamente dominato dai serial americani, che la Pathé, con le sue varie filiali, si preoccupa di diffondere copiosamente non solo in Francia, ma anche nel resto d’Europa.

Mentre in Francia dilaga questa nuova pratica editoriale, negli Stati Uniti le novellizzazioni scompaiono rapidamente dal mercato, non lasciando più alcuna traccia a partire già dal 1917. Le cause d’una così rapida estinzione possono essere individuate nella presenza sempre più stabile sul mercato del lungometraggio che sposta ai margini della produzione tutto il serial ed il formato breve in generale, e dalla mancanza d’una tradizione letteraria simile a quella francese dei feuilleton che relega questo tipo di pubblicazioni ad un registro unicamente popolare, quello delle riviste, le antenate dei pulp magazines che, dalla fine degli anni venti, cominceranno ad aumentare le tirature alla conquista di audience sempre più vaste e mirate. Proprio entro questo contesto nella seconda metà degli anni trenta la formula del tie-in conoscerà nuove strade.

La storia del serial cinematografico è dunque principalmente storia di disseminazioni a livello produttivo, semantico e iconografico.2

E’ anche una storia di alleanze industriali, la storia di quella strategia di armonizzazione dei diversi settori culturali il cui risultato è il dispositivo “industria culturale”.

Le basi di questo processo vengono poste nell’ottocento mediante la pratica del romanzo d’appendice capace di mettere in contatto due elementi della nascente industria culturale: la narrativa e il giornalismo. Sulle prime pagine dei quotidiani francesi la finzione del feuilleton si ibrida ai fatti di cronaca, sovrapponendo così realtà e finzione, dando vita ad un processo generatore di svariate forme osmotiche in continuo dialogo (reciproco).3

Con l’avvento del serial sarà l’intera categoria dell’immagine riproducibile ad entrare nel sistema dell’industria culturale. Con i serial degli anni dieci assistiamo ad una convergenza di romanzo e film, come pure di giornalismo sensazionalistico e fotografia, nella fase successiva verranno coinvolti altri media come: la radio, i pulps magazines, il fumetto ed infine la televisione. Si instaurano pratiche intertestuali caratterizzate da un continuo rimando da un media all’altro (ancora una volta), potenzialmente inarrestabile.

L’intero scenario mediatico si configura in struttura fortemente integrata capace di generare risposte standard a stimoli standard ed oltretutto di generare stimoli standard appagabili mediante risposte standard in una moltiplicazione incessante di elementi (film sotto forma di nuovi episodi della serie, novellizzazioni, concorsi a premi, fotografie che ritraggono il volto dell’attrice del serial, prodotti reclamizzati entro un contesto fatto d’assonanze con la serie cinematografica).

Allo stesso tempo questo esempio di fordismo culturale, così fortemente dedito al profitto perseguito con rigore scientifico, è altrettanto in grado d’essere macchina immaginativa ancor più potente, dove la stessa pubblicità svolge un ruolo attivo nella dialettica dell’immaginario.

L’immaginario di cui parlo non può essere altrimenti definito che immaginario di massa.

Il serial sancisce per il cinema il concreto passaggio ad una dimensione di massa. Lo fa sul piano industriale perseguendo la ricerca di pubblici sempre maggiori, attraverso l’aumento delle copie destinate alla distribuzione per la proiezione. Lo fa sul piano mediatico da una parte attraverso la costruzione delle, già citate, screen personalities che si configurano con i serial anni dieci quali vere e proprie “nuove donne” portatrici d’una nuova femminilità: Mary Fuller e Kathlyn Williams all’inizio e poi, Helen Holmes, Ruth Roland e soprattutto Peral White; dall’altra nel porre sé stesso (il cinema) al centro, nel luogo nevralgico di intersezione fra tutti i giochi di rimandi generati dal testo seriale.

Ovviamente la produzione di immaginario è coinvolta direttamente in questa nuova dinamica mediatica.

Il tiro incrociato messo in atto da cinema, periodici, editoria musicale (che realizzerà spartiti relativi alle pellicole raffiguranti in copertina eleganti ritratti delle giovani eroine) e pubblicità, non permette scampo al contemporaneo introducendo i protagonisti del serial nella dimensione famigliare di ogni cittadino americano urbanizzato.

Dal punto di vista più strettamente cinematografico il carattere di massa emerge anche da una rapida analisi stilistica e linguistica delle opere prese in considerazione.

Lo stile del serial è quel che si è soliti definire “stile senza autore” o, utilizzando ancora le indicazioni della dialettica dell’illuminismo, d’una “caricatura dello stile”: massimizzazione d’ogni carattere in funzione della resa del prodotto. Estetica dell’effetto basata su elementi essenziali che sfruttano appieno le potenzialità del mezzo cinematografico:

- Ruolo centrale assegnato all’azione ed allo stunt;

- Uso del montaggio per creare suspanse al termine dell’episodio;

- Uso dell’accelerato per truccare le scene più movimentate;

- Adattamento in forma iperbolica del principio del finale a sospensione: il cliffhanger.

In un certo senso, (…), l’avvento del seial spacca in due la storia del cinema4,

fungendo da spartiacque fra una fase primitiva ed una industriale di massa. L’epoca del serial appare dunque ibrida fra queste due pratiche cinematografiche, contenendo le caratteristiche della fase precedente e prefiguarando quelli che saranno gli sviluppi dell’industria cinematografica a venire, l’epoca d’oro del cinema muto era dell’istituzionalizzazione del cinema.

L’entusiasmo con il quale il serial americano verrà consumato, nel vecchio come nel nuovo continente, pare essere sorretto da uno slancio di liberazione dell’immaginario di massa che nella leggerezza dell’agire di queste nuove eroine dei tempi moderni sembra rispecchiare le proprie aspirazioni. Fra l’entusiasmo innescato dalla promessa di libertà sottesa ai serial e il pessimismo, d’una visione manipolativa e speculativa di Horkheimer e Adorno, tutte le sale cinematografiche riempiono le proprie proiezioni con una moltitudine di prodotti serial (i) che nel periodo che va dal 1912 al 1956 conta più di cinquecento serie per un totale di oltre 7200 episodi.

NOTE:

1 L. Delluc, Pearl White, in Ecrits cinématographiques II, Paris 1986, pp. 79.

2 Monica Dall’Asta, Il serial in Gian Piero Brunetta, Storia del cinema mondiale vol.II, Einaudi, Torino, 2000, p. 295.

3 “Se fossi Luigi Filippo darei una rendita fissa a Dumas, a Sue, e a Soulié perché continuassero sempre I Moschettieri, I Misteri di Parigi e Le memorie del Diavolo. Così non ci sarebbero più rivoluzioni” frase di Joseph Méry in A. Bianchini, Il romanzo d’appendice, ERI, Torino, 1969.

4 Monica Dall’Asta, Il serial in Gian Piero Brunetta, Storia del cinema mondiale vol.II, Einaudi, Torino, 2000, p. 297.


ARRETRATI:

>>> Parte I - Serialità

>>> Parte II - La dimensione fattiva del testo seriale

>>> Parte III - Il Serial cinematografico americano degli anni dieci




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6 dicembre 2006


Guzzanti & Scaramella


02/12/2006
L'audio di questo video è pessimo. Comunque il documento è piuttosto interessante. Guzzanti afferma che gli hanno comunicato che Mario Scaramella è senza speranza, condannato con certezza a morire a causa del polonio 210.

06/12/2006
Scaramella dimesso dall'ospedale.
ROMA - L'ex consulente della commissone Mitrokhin Mario Scaramella, è stato dimesso dall'University College Hospital di Londra Era ricoverato da venerdì scorso per essere sottoposto ad accertamenti dopo essere risultato positivo - in un primo tempo - al polonio 210, la sostanza radioattiva usata per avvelenare Aleksandr Litvinenko. Gli ultimi esami, invece, non hanno rilevato alcuna traccia di avvelenamento.


In questa storia tutto rasenta il paradosso, la follia è la cifra stilistica degli interpreti di questa assurda spy story di fine anno. Qualcuno bluffa o tutti pigliano in giro tutti? La verità è imperscrutabile dunque è meglio lasciar perdere. QUESTI SON TUTTI PAZZI!!! Come si può essere in un primo tempo contaminati ed in un secondo sani?




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5 dicembre 2006


Pulp Fiction (Fuckin' short version)



Pulp Fiction, oltre ad essere un grandissimo film che all'epoca fece furore fra critica e pubblico creando un filone cinematografico e facendo (ri)scoprire la letteratura pulp d'ogni latitudine, era un film volgare. Volgare per ciò che concerne il linguaggio, il film è infatti fittamente abitato da una caterva di parolacce. Attenzione però, l'arida lingua inglese sotto questo punto di vista è piuttosto scarsa se paragonata con la nostra, una sola è la parolaccia ufficiale che comporta però parecchie variazioni, o meglio combinazioni. Pulp Fiction dunque, oltre ad essere tutto quello che volete, è pure un campionario dei possibili usi della parola 'FUCK'. Godetevi allora questo fottutissimo video realizzato da qualche fottutissimo perditempo!




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4 dicembre 2006


DJCINEMA


Se ti interessa il cinema, la musica elettronica o la dj culture, oppure tutte queste cose ed altro ancora, fai un salto su DJCINEMA a dare un occhio al progetto. DJCINEMA è un evento itinerante dedicato all'esplorazione dei rapporti tra CINEMA e DJ CULTURE finalizzato alla costruzione di nuove forme di fruizione e produzione culturale. Fra pochissimo iniziamo con una serie di eventi nella città di Milano, ma non solo. Se sei interessato fatti vivo, potresti aiutarci a sviluppare il progetto contribuendo con idee e fantasia.
Visita il sito di DJCINEMA troverai tutte le coordinate per metterti in contatto con noi.

DJCINEMA >>>>> URL [http://djcinema.wordpress.com]




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4 dicembre 2006


European Film Awards 2006


Si è svolta sabato 2 dicembre a Varsavia la cerimonia di consegna dei premi dell'Accademia Europea di Cinema ed il premio più ambito, Film Europeo 2006, è andato al film tedesco "La vita degli altri" di Florian Henckel von Donnersmarck. Da segnalare il trionfo ottenuto dall'ultima fatica di Pedro Almodóvar che, con "Volver", ha portato "a casa" ben cinque statuette. Noi siamo entusiasti per l'affermazione del nostro amatissimo Michel Gondry che con il suo "L'Arte del sogno" (in arrivo -finalmente- nelle sale italiane per la fine di gennaio 2007 distribuito da Mikado) si è aggiudicato la categoria EFA Award per Il Contributo Artistico.

Qui sotto l'elenco completo dei premi, che non vede l'affermazione di alcun film italiano nonostante le nominations ottenute di "Il Caimano" di Nanni Moretti.

Miglior Film Europeo 2006
La vita degli altri (Dis Leben der Anderen) di Florian Henckel von Donnersmarck, Germania.

Regista Europeo 2006
Pedro Almodóvar per Volver, Spagna.

Attrice Europea 2006
Penélope Cruz per Volver di Pedro Almodóvar, Spagna.

Attore Europeo 2006
Ulrich Mühe per La vita degli altri (Dis Leben der Anderen) di Florian Henckel von Donnersmarck, Germania.

Scoperta Europea 2006
13 (Tzameti) di Gela Babluani, Francia, Georgia.

Sceneggiatore Europeo 2006
Florian Henckel von Donnersmarck per La vita degli altri (Dis Leben der Anderen), Germania.

Direttore della fotografia Europeo 2006
José Luis Alcaine per Volver di Pedro Pedro Almodóvar, Spagna.
Barry Ackroyd per Il vento che accarezza l’erba (The Wind That Shakes the Barley) di Ken Loach, Regno Unito, Irlanda, Germania, Italia, Spagna.

Compositore Europeo 2006
Alberto Iglesias per Volver di Pedro Almodóvar, Spagna.

Premio alla carriera 2006
Roman Polanski, Polonia

European Achievement in World Cinema 2006
Jeremy Thomas, Regno Unito

EFA Award per Il Contributo Artistico 2006
Pierre Pell, Stéphane Rozenbaum per L'Arte del sogno (La science des rêves) di Michel Gondry, Francia.

Premio del Pubblico 2006
Volver di Pedro Almodóvar, Spagna.

Premio Fipresci 2006
Gli amanti regolari (Les Amants réguliers) di Philippe Garrel, Francia.

Premio ARTE, documentario 2006
Il grande silenzio (Die Grosse Stille) di Philip Groning, Germania.

Premio UIP, cortometraggio 2006
Before Diwn di Bálint Kenyeres, Ungheria.


LINK:
URL >>>> European Film Academy
URL >>>> I premi


EXTRA:
La tv spagnola con entusiasmo rende conto del trionfo di Pedro Almodovar, i due video qui sotto provengono rispettivamente dai TG di TVE1 e Antena3. Castellitto annunciando la vittoria del regista spagnolo come Miglior Regista Europeo 2006 lascia una traccia italiana nella notte di Varsavia.





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3 dicembre 2006


Trecento. 300. (post)


Siamo arrivati a trecento post, ovvero trecento articoletti pubblicati su questo oscuro anfratto della rete. Trecento articoli postati alla ricerca di una identità che a quanto pare non siamo ancora riusciti a costruire con chiarezza e che -al solito- ci (ri)proponiamo di definire.
Tutto, ma proprio tutto, ci saremmo aspettati tranne che avere visite da ogni angolo del pianeta. Vi proponiamo l'elenco dei paesi dai quali gli utenti ci hanno fatto visita (ovviamente Italia esclusa) nel corso del mese appena trascorso: Stati Uniti d'America, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Francia, Turchia, Canada, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Germania, Svizzera, Australia, Cina, Costa D'Avorio, Brasile, Grecia, Argentina, Sud Africa, Uruguay, Slovenia, Svezia, Arabia Saudita, Federazione Russa, Perù, Malesia, Lettonia, Giappone, Iran, India, Ungheria, Hong Kong, Egitto, Danimarca.
Sarebbe interessante capire il perchè di tutto ciò, ma sul web non tutto ha un senso, tantomeno questo blog.




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