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RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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CULTURE POP manifesto




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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
www.rapportoconfidenziale.org


28 gennaio 2008


L'attesa è quasi finita... Rapporto Confidenziale - nuerodue, dal 31 gennaio online


Il 31 gennaio sarà disponibile online il secondo numero di Rapporto Confidenziale, quello di febbraio 2008. Un numero importante, quasi quasi storico. Nuovi collaboratori ed una pioggia di contenuti che vi accompagnerà per un mese intero. Jean-Michel Frodon, direttore dei "Cahiers du cinéma" ha dichiarato: «Rapporto Confidenziale sta' iniziando a preoccuparmi, temo che nel giro di pochi mesi possano rubarci gran parte dei lettori», la Critica cinematografica italiana - sempre più parruccata - pare stia organizzando un boicottaggio, mentre Papa Banedetto XVI ha annullato la sua visita in redazione perché nessuno l'ha invitato. E questo è solo l'inizio...

Stay Tuned!!!


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24 gennaio 2008


Quelqu'un m'a dit


Ascoltando Last.fm, per uno di quegli imperscrutabili cortocircuiti logici del software che regola questo esoterico accrocchio informatico, le mie orecchie sono state invase dalla terribile vocina di Carla Bruni che mi sussurrava "Quelqu'un m'a dit"... Provate ad immaginarla a letto con Sarko, mentre gli ciunguetta "Quelqu'un m'a dit"... Roba da voltastomaco!!!

La canzone dopo è stata "Uncontrollable Urge" dei Devo... ?!?!?!? mmmah!


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24 gennaio 2008


Family Day di Marco Travaglio


Family Day di Marco Travaglio

L’altra sera Bruno Vespa, marito di Augusta Iannini che dirige gli Affari di giustizia del ministero per volontà di Mastella, ha organizzato una passerella per Mastella, cioè per il datore di lavoro della sua signora. Il quale lacrimava per le sorti della sua signora agli arresti. Annunciava il ritiro dell’appoggio esterno, anzi del concorso esterno, al governo. E insultava senza contraddittorio giudici, pm e cronisti (assenti) evocando complotti calabro-lucan-campani e sparando le solite corbellerie. La migliore: «Non si arresta mia moglie senza prima sentirla, lo dice pure Andreotti» (i giudici avrebbero dovuto convocarla, anticiparle le accuse e preannunciarle il suo prossimo arresto, sempreché la signora non avesse nulla in contrario). Poi l’insetto ha mandato in onda il lungo battibecco fra la «iena» Alessandro Sortino ed Elio Mastella, figlio dei più noti Clemente & Sandra. In studio gli squisiti ospiti si profondevano in complimenti per la performance di Elio, che dava del raccomandato a Sortino perché suo padre è membro dell’Authority delle Comunicazioni; mentre lui, Elio, è un umile «metalmeccanico» che tira avanti «con 1800 euro di stipendio». Il mondo alla rovescia. Sortino viene assunto a Radio Capital perché è molto bravo nel lontano ’98, sette anni prima che suo padre vada all’Agcom. Le Iene lo notano e lo ingaggiano nel 2000, cinque anni prima che il padre vada all’Agcom. Dunque non è un raccomandato. Non lo è nemmeno il padre Sebastiano, che vanta un curriculum di prim’ordine: laureato in legge, per 10 anni responsabile della Piccola impresa in Confindustria, per 5 anni dirigente Eni, dal ’77 direttore generale della Fieg (federazione editori giornali) e consigliere Cnel, esperto di antitrust e tetti pubblicitari tv, dunque nemico giurato del monopolio Mediaset e odiato da Confalonieri. Sortino figlio ha fatto carriera nonostante il padre e il padre ha fatto carriera nonostante Mediaset. Nell’Agcom siede pure un rappresentante Udeur: si chiama Roberto Napoli, il suo curriculum fa sorridere: medico legale all’ospedale di Battipaglia, consigliere comunale a Battipaglia, assessore a Battipaglia, sindaco di Battipaglia, senatore dal ’94 al 2001, poi trombato e sistemato all’Agenzia per l’ambiente della Campania. Dall’alto di questa spettacolare esperienza e in barba alla legge sulle Authority che pretende «persone di alta e riconosciuta competenza nel settore», nel 2005 Napoli entra in Agcom. Appena arrivato, si dà subito da fare e nomina sua segretaria Alessia Camilleri, promessa sposa di Pellegrino Mastella, figlio di Clemente. Intanto la figlia Monica Napoli prende il praticantato presso Il Campanile, organo dell’Udeur finanziato dallo Stato con 1,3 milioni l’anno. Al Campanile fanno il praticantato anche Alessia Camilleri, il suo futuro sposo Pellegrino Mastella e l’ex fidanzata di Elio Mastella, Manuela D’Argenio. Nel 2005 Il Campanile, secondo l’Espresso, versa a Clemente 40 mila euro per «compensi giornalistici»; 14 mila per pagare i panettoncini e torroncini della signora Sandra per i regali di Natale; 12 mila allo studio legale di Pellegrino; 36 mila in tre anni alla società assicuratrice dello stesso Pellegrino. Il giornale rimborsa molti viaggi aerei alla famiglia Mastella (compresi Pellegrino Elio e Alessia). Altri 2 mila euro al mese vanno al benzinaio di Ceppaloni che fa il pieno al Porsche Cayenne di Pellegrino. Ora Elio lavora alla Selex, gruppo Finmeccanica, al modico stipendio ­ dice - di 1800 euro. Strano, perché ogni mese paga insieme al fratello una super-rata di 6700 euro per il mutuo acceso per acquistare uno dei sei appartamenti rilevati dalla famiglia Mastella nel centro di Roma a prezzi stracciati. L’appartamento ex-Inail, in largo Arenula, ospita Il Campanile ed è della società omonima, intestata all’ex tesoriere Tancredi Cimmino e al segretario Mastella, poi girata ai due figli: 50% a Elio, 50% a Pellegrino. Valore dell’immobile: 2,4 milioni. Ma i giovanotti lo hanno per 1,45 milioni, grazie a un mutuo di 1,1 milioni con rata mensile di 6700 euro. Come lo pagano? Con l’affitto versato dall’Udeur, 6500 euro mensili, il doppio di quello pagato allora all’Inail. Come l’hanno garantito? Con due dei 4 appartamenti delle Generali comprati in contanti in lungotevere Flaminio: 2 da Elio, 2 da Pellegrino. Ricapitolando: il giovane metalmeccanico da 1800 euro possiede mezzo mega-appartamento in largo Arenula, un intero terzo piano comprato per soli 200 mila euro e un alloggio costato 67 mila euro. Sortino jr. si è fatto strada con le sue gambe, ha comprato casa con soldi suoi, a prezzi di mercato. Una vergogna nel Paese dei Ceppalones. Infatti per Porta a Porta il raccomandato è lui, la iena. Viva commozione invece per il metalmeccanico immobiliarista.

Marco Travaglio - Uliwood party - L'Unità 23 gennaio 2008


18 gennaio 2008


Scotch mist - a film with Radiohead in it (live)


Scotch mist

a film with Radiohead in it
made for New Year's Eve, 2007

by Nigel Godrich, Adam Buxton, Garth Jennings, Stanley Donwood, Hugo Nicolson, Dan Grech-Marguerat & Radiohead. Three colours narrated by Ric Jerrom

http://radiohead.tbdrecords.com/

Scotch mist: you thought that you saw something; you didn't; it wass a trick of the light, a phantasm, a spectre.

Cinquantadueminutietrentasecondi dentro all'arcobaleno musicale dei Radiohead non sono una cosa che capita tutti i giorni di ascoltare e vedere. Loro si stanno dimostrando come uno dei gruppi più innovativi della scena mondiale, avanti un passo sia dal punto di vista musicale che distributivo. Hanno deciso di entrare nel mondo globalizzato della rete facendo a meno degli inutili "parrucconi" delle etichette. Questo film ad esempio è stato realizzato in rete e per la rete, trasmesso la notte di capodanno e visibile in streaming da chiunque. Ora lo si trova sul loro sito, su youtube ed attraverso l'interessantissimo widget postato più sotto (che permette l'audiovisione a capitoli).
Questo non è il futuro della musica, ma il presente!!!




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16 gennaio 2008


Il Pap'occhio di Renzo Arbore, 1980

Il Pap'occhio (Italia/1980)
di Renzo Arbore (110')

Cultissimo del 1980 diretto da Arbore che porta sullo schermo la sua intera banda televisiva (da Benigni al terrunciello Abatantuono, Luciano De Crescenzo, Andy Luotto, Isabella Rossellini, Marengo ed addirittura Martin Scorsese) per un progetto mitico nella sua unicità. Per la prima (ed unica?) volta un film viene ambientato realmente all'interno del Vaticano senza però comunicarlo a chi di dovere: fu fatto credere agli alti prelati che si stesse girando un documentario. Il film venne sequestrato per vilipendio alla religione di Stato (!) e fu ridistribuito nel 1998. Dissacrante ed ironico conta parecchie sequenze irresistibili che riviste oggi danno conto, assai meglio d'un qualsiasi editoriale, del riflusso culturale nel quale siamo capitati.


14 gennaio 2008


La fiaba di Bernadette che non vide la Madonna di Andrea G. Pinketts (Ed. Il Filo, 2008)


Il nostro caro ed affezionatissimo Andrea G. Pinketts è tornato sugli scaffali delle librerie con una nuova gioisa fatica letteraria. Questa volta lo scrittore più swing che si conosca si cimenta con la fiaba, scomodando niente meno che la Madonna in persona. Si preannuncia uno scontro fra titani, o ancora peggio lo scontro fra due Titanic... dove l'iceberg è un cubetto di ghiaccio galleggiante sopra un Cuba Libre!!!

Andrea G. Pinketts
La fiaba di Bernadette che non vide la Madonna
Edizioni Il Filo , Pag.106 Euro 12,00

di Alex Pietrogiacomi
Il paradiso degli orchi - rivista di letteratura contemporanea
link

Andrea G. Pinketts lo conosciamo tutti, con i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi tortuosi giochi linguistici, i noir al limite del surreale, le belle donne, la Milano che non ha più niente “da bere” se non la propria bile e conosciamo anche la G. del suo nome, che spesso è stata (auto)identificata con “Genio” ma che con La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna (Edizioni Il Filo, presentato in anteprima alla fiera del libro di Roma “Più libri più liberi”), in uscita a Gennaio 2008, potrebbe essere un’ottima iniziale per Andrea “Grimm” Pinketts.
E già! Il nostro infatti si mette alla prova con la fiaba, con una struttura che ha in sé il pedagogico e il folkloristico, l’umano e il fantastico, e lo fa in maniera discretamente riuscita.
Non ho problemi a dichiararmi un fan accanito di Andrea, ma in questa sua prova ho trovato qualcosa che zoppicava, qualcosa che non mi tornava: sembrava di trovarmi di fronte ad una specie di grosso “esercizio di stile”; l’irriverente linguaggio dello scrittore milanese c’era tutto, la verve ironica e acida permeava ogni riga strappando sorrisi con colpi di genio letterari e scene davvero degne di un Tarantino nostrano ma, a differenza di molti altri libri, di ciò non restava molto nel cuore del lettore, non riusciva a sprofondare nell’immaginario e a tracciare una linea nuova di lettura del Pinketts conosciuto e amato.
Con queste idee ho terminato la prima lettura del libro, agevolissimo nelle sue 100 pagine, per ricredermi poi ad una seconda: una fiaba non deve niente a chi l’ascolta, o meglio non gli deve niente che non vada oltre l’immediato presente e che non sia l’incanto del momento.
E con questa nuova chiave ho ricominciato ad apprezzare le righe già lette scoprendo quanto la fiaba si incrociasse con la cinematografia fantasy e poliziesca, quanto facesse il verso alle figure incappucciate che vivono nei nostri momenti più bui e come tutto risultasse ad un certo punto assolutamente onirico.
Bernadette è la strega che tutti noi vorremmo incontrare, è il ricordo di un amore, lo sguardo adorante che possiamo immaginare soltanto per l’ideale di donna che vorremmo avere accanto, è l’insensata ironia della vita che prende, concede e toglie nuovamente per divertirsi con le nostre esistenze, riempiendo le giornate di troll, inconvenienti, sesso, cattivoni d’altri tempi e delusioni anche per i malvagi innamorati. Insomma è la Vita, che ci lascia fare la nostra passeggiata sui suoi sentieri senza farci allontanare troppo però.
Quindi cosa c’è di più bello che lasciarsi andare ad un’avventurosa e rocambolesca corsa all’interno di noi e del nostro spirito d’avventura?
In questo libro ci sarà materiale da far impallidire qualsiasi Stregato, Shriek o Emerych: nel calderone pinkettsiano tutto fa brodo ma in un modo in cui soltanto i grandi chef sanno che si può fare!
Naturalmente, come in ogni fiaba che si rispetti non potevano mancare le illustrazioni e quindi giù con fotografie che ritraggono i protagonisti in action durante questo film/book che potrebbe essere tranquillamente trasposto sullo schermo da qualsiasi regista, italiano o ‘mmericano che si vuole!
Come ho detto un libro che dà adito a ripensamenti durante la lettura e che se all’inizio ho definito come “discretamente riuscito” alla fine di questa recensione devo (ri)giudicare come un ottimo divertissement giocato sul gusto della trasgressione, dell’incrocio di generi e della curiosità dei propri limiti e capacità
Bernadette non avrà visto la Madonna, ma sicuramente si trasforma in una specie di Vergine Maria ogni volta che incrocia lo sguardo del protagonista, e il nostro da dietro le pagine, ci lascia schiavi di una lettura che sa farci tornare bambini ma con i capelli bianchi!

* * *

Edizione 271 del 11-12-2007
L'opinione.it - link
Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”.
Io, Pinketts, vittima delle fiabe
è stato presentato domenica 9 dicembre, in anteprima, il nuovo libro di Andrea G. Pinketts, intitolato “La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna”. La presentazione, portata avanti da Silvio Scorsi, consulente del Filo, casa editrice che distribuirà il libro a partire dal prossimo gennaio, è avvenuta nel contesto della sesta edizione della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, in una sala Rubino gremita di affezionati lettori di Pinketts, che non erano pochi, e passanti incuriositi dal personaggio. Andrea Pinketts si è dimostrato disponibile e interessato alle domande che gli sono state poste nel corso di questa intervista. Abbiamo avuto la possibilità di parlare con lui, e con Silvio Scorsi, mentre bevevano della birra al bar della Fiera. Chi scrive ha letto il libro ad un mese dall’uscita ufficiale, e questo piccolo privilegio ha permesso di porre a Pinketts delle domande che, si spera, permetteranno di uscire dal seminato della cronaca. E daranno la possibilità di sbirciare tra le pagine di una fiaba, non una favola, per niente banale. Che ribalta le regole del gioco narrativo.

Perché ha sottolineato la differenza tra “fiaba” e “favola”, all’inizio del suo libro?
Le favole sono quelle di Fedro, Esopo. Sono quelle storie moraleggianti, che hanno una sorta di insegnamento. Sono storie che hanno animali come protagonisti. Prendi ad esempio la favola della volpe e l’uva, che ti spiega in due frasi il concetto di invidia. Le fiabe sono diverse. Lì ci sono gli uomini, e le donne. Penso alle favole dei fratelli Grimm, alla strega di Hansel e Gretel, a Cappuccetto Rosso. Anche se io davvero non capisco come una madre possa raccontare simili storie al proprio bambino, prima di andare a dormire.

Che intende? Una morale rassicurante non aiuta ad avere sonni, e sogni, tranquilli?
Mi sono tolto molti sassolini dalle scarpe, scrivendo questa fiaba. In un certo senso sono stato una vittima delle fiabe. La fiaba è un pozzo, nero. Di questo pozzo tu puoi subire il fascino, o esserne travolto. Puoi tirarci fuori quello che vuoi. L’oggetto fiabesco è stato sempre in qualche modo frainteso. Grace Kelly ha avuto un matrimonio da favola ma poi, sappiamo tutti come è andata a finire. La mia è una fiaba dei fratelli Grimm… dei fratelli Cohen, dei fratelli Karamazov. Già, perché nel romanzo c’è un po’ di tutto: la mafia russa, i troll, una donna bellissima che è anche una strega, una coppia formata da un cane e un gatto…Sì. Fino a poco tempo fa, la letteratura è stata figlia della letteratura. Ma questo esperimento (il libro ha una serie di foto acriliche, anni ’70, nel testo, che rappresentano in carne ed ossa i personaggi della fiaba, ndr) che mi è stato suggerito da Massimo Gatti, è felice. Per altri impegni, Gatti non ha potuto fotografare. Allora è entrata in scena la meravigliosa Maria Sole Brivio Sforza. La letteratura, ora come ora, si alimenta di cinema, videoclip, pittura, fumetto, televisione…

E la protagonista della sua fiaba, Bernadette, esce fuori proprio da un quadro, per fuggire da Edera Violacea, un paesino più morto che vivo. Poco fiabesco.
Anche per questo ho voluto iniziare con “E vissero, per sempre, tutti felici e contenti”, finendo con “C’era una volta”. Una condizione di felicità completa, permanente, mi sembra simile ad una lobotomia.


14 gennaio 2008


Carnifull Trio - 43140



9 gennaio 2008


Rapporto Confidenziale - numerozero, gennaio 2008


Chiuso il secondo numero, che poi è il primo!
Insomma il numerouno di Rapporto Confindenziale è online.
E' stata una faticata mostruosa ed il numero di febbraio è già alle porte. Ho come l'impressione d'aver fatto male qualche calcolo perché in termini di tempo la cosa si fa davvero complicata. Vabbé... almeno ne sono soddisfatto.
Non posso fare altro che invitare chiunque stia leggendo questo post a darle un occhio e magari ad aiutarci a diffonderla.
In fondo la modalità di distribuzione è uno degli aspetti più interessanti di questo piccolo progetto, basta un link sottoforma di immagine, testo o qualsiasi altro ammenicolo pensato per la rete. Poi c'è la questione del Creative Commons che permette la libera e legale circolazione... insomma... Rapporto Confidenziale è davvero libera ed indipendente.

* * *
DOWNLOAD

ALTA QUALITA' (7,39 MB)
http://confidenziale.wordpress.com/files/2008/01/rapportoconfidenziale_numerouno_high.pdf

BASSA QUALITA'(3,56 MB)
http://confidenziale.wordpress.com/files/2008/01/rapportoconfidenziale_numerouno_low.pdf

FTP
ftp://ia360609.us.archive.org/0/items/RapportoConfidenziale-NumerounoGennaio2008/

* * *

E’ da oggi disponibile il primo numero di Rapporto Confidenziale (gennaio 2008)… quello precedente era il numero zero! La redazione virtuale si è allargata con la presenza di Costanza Baldini (http://www.thepillowbook.splinder.com) che già da questa uscita ci ha regalato uno splendido "pezzo" su due delle scene di violenza più estreme degli ultimi tempi. Il numero di gennaio è stato possibile grazie alla collaborazione d’un gran numero di persone che ringraziamo per la fiducia accordataci.
Speriamo che possa piacervi quanto è piaciuto a noi realizzarlo…
Inutile dire che attendiamo feedback e che contiamo sul vostro aiuto per diffondere Rapporto Confidenziale in giro per la rete, ma anche nel mondo reale.

SOMMARIO del numerouno - Gennaio 2008

Cronenberg versus Van Sant: la convergenza dei due di Costanza Baldini p. 4-5

Arca Russa di Alessio Galbati p. 6

speciale
Iran: nuovo cinema, vecchia censura di Matteo De Gregorio e Roberto Rippa p. 7
An seh di Roberto Rippa p. 8
Chand kilo khorma baraye marassem-e tadfin di Roberto Rippa p. 8
Ma hameh khoubim di Roberto Rippa p. 9
Chahar Shanbeh Souri di Roberto Rippa p. 9

Notturno Bus di Alessio Galbiati p. 9

La pessima critica
Emmanuelle Béart senza vestiti non dà palpiti al dramma sui gay di Maurizio Cabona p. 12

Femme Fatale di Alessio Galbiati p. 13

Death Proof di Roberto Rippa p. 14

Grindhouse - A prova di morte di Alessio Galbati p. 15

Perle di stile
Punto zero di Alberto Moravia p. 15

speciale
Il meglio (ed il peggio) del 2007 di A. G. e R. R. p. 17-24

La Duchessa di Langeais di Alessio Galbiati p. 25

La città proibita di Alessio Galbati p. 26

I testimoni di Alessio Galbati p. 28

speciale
Rane assassine, bellezze da spiaggia, topi giganti, mostri preistorici, scienziati pazzi e eroi neri: l’avventurosa storia della American International Pictures di Roberto Rippa p.29-31

Il cinema della A.I.P. - Prima parte: Roger Corman
House of Usher di Roberto Rippa p. 32-33
X di Roberto Rippa p. 34

rubrica
festival cinematografici – gennaio 2008 p. 35

Indice filmografico p. 36

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