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kulturadimazza


RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

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CULTURE POP manifesto




Support CC - 2007

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Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
www.rapportoconfidenziale.org


23 marzo 2008


fine delle trasmissioni - http://kulturadimazza.wordpress.com


Dopo due anni si concludono le trasmissioni da questa piattaforma.
ci spostiamo qui
http://kulturadimazza.wordpress.com


kulturadimazza.ilcannocchiale.it
è vivo dal 5 febbraio 2006
ed è composto da 587 post


19 marzo 2008


fa|tal|mén|te fém|mi|na


Venerdì 21 marzo. dalle 23
FUNK YOU @ Tunnel.
via Sammartino 30, Milano.

music.
Torsten Kanzler (Abstract/Killaz/Error>Belin,De)
Joc & Spy (Trivialmusik>Barcelona,Es)
Oniks (Funk You>Milano,It)
visual.
ilcanediPavlov (Milano,It)

http://www.myspace.com/funkyoumilano

ilcanediPavlov! vjing MANIFESTO >>>
L’idea di iniziare a fare vjing nasce fondamentalmente per gioco o, se si preferisce, da un’attitudine. Nulla di particolarmente complesso o dotato d’un qualche tipo di talento. «Il talento fa quello che vuole, il genio quello che può. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento». La voglia che mi muove è quella di creare tappeti visivi in costante movimento intessuti di interminabili sequenze di frame (senza distinzione fra immagine statica ed immagine in movimento) che incessantemente si montano (dal termine cinematografico ‘montaggio’) fra loro, generando flussi di senso. Sequenze filmiche, composizioni di frame, immagini d’affezione, scatti rubati, lampi di colore, interi film, videoclip, cortometraggi e documentari. Da una libreria di elementi eterogenei pesco percorsi di senso, improvvisando ciò che uno spettatore contiene in sé con precisione scientifica. Velocità e ripetizione (e dunque anche la loro negazione) sono le regole del gioco, gli estremi da far dialogare, per sfuggire all’inutilità dei virtuosismi tecnici fini a se stessi (svuotati d’ogni senso). Prendo l’Arte e la metto da parte in piccole parti digitali. M’approprio di tutto il patrimonio della cinematografia mondiale, dalle origini ai giorni nostri, fintantoché qualcuno non si accorge del furto. Tanto più la ruberia è poco nota tanto più il delatore dovrà possedere cultura (cinematografica).Ingaggio dunque una lotta basata sulla cultura, interna all’attrazione della mostrazione, alla ricerca della bocca aperta e dell’occhio rapito. ilcanediPavlov! è DJCINEMA

booking: djcinema@email.it


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15 marzo 2008


ilcannocchiale e i motori di ricerca


Oggi ho inviato la mail che trovate qui sotto alla redazione de Il Cannocchiale (info@ilcannocchiale.it); non capisco fino in fondo quanti siano gli utenti che riscontrano i miei stessi problemi; per questo posto qui la mail... se qualcuno vuole condividere o dirmi che sto prendendo un abbaglio...

Gentile Redazione,
volevo segnalarvi uno spiacevole problema del quale con tutta probabilità già vi siete accorti.
Tutti i blog de "ilcannocchiale.it" sono praticamente scomparsi dai principali motori di ricerca, questo significa che tutti i suoi contenuti sono diventati pressoché invisibili nel mare magnum della rete. Un problema non da poco, che riduce l'intera piattaforma ad un sistema fondamentalmente autoreferenziale, una specie di diario a disposizione dei propri conoscenti o poco più.
Vorrei capire la natura di questo inconveniente che riduce di molto il potenziale di questo strumento, vorrei capire da voi se avete pensato a qualche possibile soluzione o se invece la piattaforma "ilcannocchiale" sia destinata alla marginalità dell'indicizzazione.
 
Attendo una vostra risposta e porgo cordiali saluti,
A.G.


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14 marzo 2008


Prenderla con filosofia. Ovvero come farsi guastare l'umore dalla caduta delle visite al blog


Per qualche assurdo motivo le visite a questo blog sono crollate a livelli mai visti, non ne comprendo il motivo ma noto che la gran parte dei blog de "il cannocchiale" hanno lo stesso problema. Prendiamola con filosofia... ma se il problema dovesse perdurare saremo pronti a fare le valigie e traslocare. E che... caspita!!!


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12 marzo 2008


Paul Thomas Anderson

Questo bellissimo videoclip mette insieme tutti i lungometraggi diretti da Paul Thomas Anderson, uno dei registi che più amo.
Classe 1970, ma soprattutto classe da vendere, Anderson esordisce alla regia nel 1996 con lo splendido, e poco conosciuto, "Hard Eight" (distribuito in Italia come "Sydney") dirigendo all'età di ventisei anni un film maturo e complicato, recitato divinamente da un trio d'attori in stato di grazia: Philip Baker Hall, John C. Reilly e Gwyneth Paltrow. Con il successivo "Boogie Nights" inizia a delinearsi con più chiarezza uno stile di regia che fonda il proprio specifico sulla direzione d'un coro assai ampio, di stampo altmaniano, di attori e personalità che fra loro interagiscono per dare forma ad una narrazione a più voci. Andreson è altmaniano a tal punto da essere stato assistente alla regia nell'ultimo film diretto dal regista americano da poco scomparso (A Prairie Home Companion, 2006). Nel '99 arriva "Magnolia" quasi a voler sancire definitivamente l'ascesa d'un ventinovenne nel gotha del cinema a stelle e striscie: successo di pubblico e critica planetario. Ma qui succede qualcosa, il meccanismo dell'enfant prodige entra in crisi quasi che la sua vena creativa si sia imporovvisamente interrotta. Nel 2002 dirigerà lo strambissimo "Punch-Drunk Love" tutto incenentrato sull'attore brillante Adam Sandler, un film davvero oscuro che ancora a distanza di anni credo proprio di non aver digerito; sarà il caso di rivederlo!. Poi, nel 2007, arriva il turno di "There Will Be Blood"...

P. T. Anderson - Filmografia

Hard Eight (Sidney, USA/1996)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (102')
con: Philip Baker Hall, John C. Reilly, Gwyneth Paltrow, Samuel L. Jackson, F. William Parker e Philip Seymour Hoffman

Boogie Nights (USA/1997)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (156')
con: Mark Wahlberg, Burt Reynolds, John C. Reilly, Julianne Moore, Heather Graham, Don Cheadle, Luis Guzmán, Philip Seymour Hoffman, William H. Macy, Thomas Jane e Alfred Molina

Magnolia (USA/1999)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (188')
con: John C. Reilly, Tom Cruise, Julianne Moore, Philip Barker Hall, Jeremy Blackman, Philip Hoffman, William Macy, Melora Walters, Jason Robards, Luis Guzmàn e Henry Gibson

Punch-Drunk Love (Ubriaco d'amore, USA/2002)
regia, soggetto e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (95')
con: Adam Sandler, Emily Watson, Philip Seymour Hoffman e Luis Guzmán

There Will Be Blood (Il petroliere, USA/2007)
regia e sceneggiatura: Paul Thomas Anderson (158')
con: Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Dillon Freasier, Kevin J. O'Connor, Ciarán Hinds, David Willis e Mary Elizabeth Barrett


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7 marzo 2008


Rapporto Confidenziale - numerotre (marzo 2008)

 

DOWNLOAD
ALTA QUALITA' (6.43 MB)
BASSA QUALITA' (4.75 MB)


Editoriale
Anche questa volta siamo in leggero ritardo, usciamo infatti il giorno 7 di marzo. Ma cosa volete, dopotutto qui i tempi ce li diamo noi e chiaramente non li rispettiamo. La cosa sarebbe da approfondire da qualche buon psicologo e potremmo farlo solo nel caso in cui iniziassero ad arrivare delle donazioni da parte vostra. O meglio, da parte tua che stai leggendo aggratis questo mensile di cultura cinematografica. Parliamo di soldi, che è sempre una cosa spiacevole, soprattutto se li si deve chiedere. Abbiamo bisogno d'un vostro aiuto, necessitiamo di qualche contributo per poter stampare un numero sempre maggiore di copie (che pure loro verranno date aggratis). Per farlo basta che andate sul sito http://confidenziale.wordpress.com e cliccate l'icona della donazione; il sistema PayPal dovrebbe poi garantire il resto, ma questi non sono problemi nostri, ci affidiamo a loro... ed a voi. Nel caso in cui siate a corto di liquidità, vi chiediamo lo stesso qualcosa, ovvero segnalare ovunque potete il nostro Rapporto Confidenziale perché pure di visibilità abbiamo bisogno. Terza ipotesi è quella di collaborare con noi, siamo sempre alla ricerca di cinèfili con l'ambizione dei critici che aiutino a riempire di contenuti originali questo mensile. Per ogni cosa, dall’insulto alla richiesta, contattateci tramite mail all’indirizzo di posta rapporto.confidenziale@gmail.com vi risponderemo in tempi brevissimi.

Ma arriviamo al numerotre, quello di marzo 2008, quello che avete davanti agli occhi.

Ogni volta che devo scrivere un ‘editoriale’ mi trovo sempre in difficoltà, forse perché non ho mai ben capito a cosa serva, ho come l’impressione che sia più che altro un vezzo, un’abitudine della quale ci siamo dimenticati la genesi. Una delle funzioni principali è quella di presentare i contenuti e forse proprio per questo non capisco. Mi spiego: i contenuti ce li avete già davanti, nelle cinquantanove pagine che vi apprestate a sfogliare, tutti ordinati nel sommario; quindi cosa posso dire in questo maledetto ‘editoriale’?

Posso provare a raccontarvi il perché di Rapporto Confidenziale e facendolo ho come l’impressione che potrò io stesso chiarirmi le idee. L’idea nasce da un’esigenza, quella di avere uno spazio libero ed indipendente da condizionamenti dove poter parlare di cinema, provando a sovvertire le consuetudini d’un sistema della critica a nostro avviso decisamente obsoleto ed ingessato, ma anche totalmente condizionato dai committenti e dalle clientele. Penso che la “Critica Cinematografica” ufficiale, quella radunata attorno al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI – http://www.sncci.it), sia una piccola grande truffa, una piccola grande casta di questa Italia di merda che siamo costretti a dover subire. Gli spazi d’espressione sono ingolfati da una miriade di persone che si muove per conoscenze e clientele, dai quotidiani ai mensili fino alla rete, essere retribuiti scrivendo di cinema pare essere una pia illusione. Questo perché la professione non è minimamente riconosciuta e tanto meno tutelata o valorizzata. Ma com’è possibile dal momento che esiste un Sindacato? Ma soprattutto come si diventa Critici Cinematografici?

Qualche mese fa, all’ultima edizione del Future Film Festival, c’è stato un “storico” dibattito pubblico in cui per la prima volta il mondo dei blog italico ha preso parte attiva ad una rassegna cinematografica. La questione principale sollevata dal dibattito verteva proprio sulla differenza esistente fra Critica Ufficiale (rappresentata da Roy Menarini) e critica bloggers. La conclusione alle quali sono giunti, se non ricordo male, è quella d’aver stabilito che i bloggers sono persone che scrivono di cinema motivati da una forte passione cinèfila, mentre i Critici lo fanno per professione con metodi d’indagine assai più affinati e raffinati. Dunque il Critico Cinematografico è colui che di professione fa il Critico Cinematografico. Bene.

Rapporto Confidenziale rivendica questa status: pratica la critica cinematografica, la condivide gratuitamente e la fa circolare con licenza Creative Commons (vedi alle pagine 2 e 59).

Così scrive il SNCCI sul proprio sito: “Al Sindacato è iscritta la quasi totalità dei critici cinematografici italiani. Per diventare socio del Sindacato occorre dimostrare di aver effettuato attività di critica cinematografica (in qualsiasi sede) negli ultimi due anni a far data dalla domanda di iscrizione”. Tenendo conto della nostra esperienza di blogger (e non solo) e sommandola a questo Rapporto Confidenziale, vi rendiamo noto che questa è una rivista di Critica Cinematografica a tutti gli effetti.

Prima di concludere voglio ringraziare tutta la redazione virtuale di Rapporto Confidenziale, a partire dal “socio” Roberto Rippa che con me ha avuto la folle idea di farne un mensile. E poi Matteo Contin, Emanuele Palomba e Mario Trifuoggi, Samuele Lanzarotti ed anche Marco Mancuso che con il suo digicult (http://www.digicult.it) oltre ad avermi dato parecchie idee sul come gestire questo Rapporto Confidenziale ci ha pure concesso la disponibilità d'utilizzare degli articoli presenti sul mensile digimag (http://www.digicult.it/digimag/). Per ultimo un ringraziamento speciale a Cesare Moncelli che con il suo tocco ha reso RC migliore di com’era prima.

Buona lettura!

Alessio Galbiati


SOMMARIO - numerotre - marzo 2008

Editoriale di Alessio Galbiati p.4

speciale
Albert e David Maysles – 50 anni di cinema verità di Roberto Rippa pp.6-7
Intervista a Albert Maysles di Roberto Rippa pp.9-13

speciale
Cesare Moncelli e la forma statica dell’immagine in movimento di Alessio Galbiati p.15-16
Cesare Moncelli – Filmografia p.17

recensione
La porta sul buio di Matteo Contin pp.18-19

Patrick Bokanowski di Samuele Lanzarotti p.20

Ken Jacobs – una breve biografia di Alessio Galbiati p.21-22
Ken Jacobs – Le Opere p.23

recensione
Shivers, il male in piano stretto di Ciro Monacella p.25

speciale
L'architettura nel cinema – seconda parte di Alessio Galbiati pp.26-29

Partneship: DIGICULT e DIGIMAG p.30
Lo zio John e i suoi nipotini di Alex Dandi (digimag) p.31
Greenaway: il cinema è morto, viva il cinema di Barbara Sansone (digimag) pp.32-33

recensione
Un posto sulla terra di Samuele Lanzarotti p.34

speciale
Il serial cinematografico americano degli anni dieci: le serial queen – seconda parte di Alessio Galbiati pp.36-39

recensione
Il miglior De Palma in un pezzo d’annata di Emanuele Palomba p.41

recensione
Beastie Boys: impressionanti! di Alessio Galbiati p.41

recensione
Esegesi della diversità di Mario Trifuoggi p.42

speciale
L’avventurosa storia della American International Pictures. Terza parte: testosterone, falsi pudori, sabbia e canzoni – I film da spiaggia di Frankie e Annette di Roberto Rippa pp.44-45
I film della serie p.45
Beach Party di Roberto Rippa p.46
Beach Blanket Bingo p.47

recensione
L’anarchico Diabolik di Mario Bava di Alessio Galbiati p.49

serie tv
Focus on: Dexter di Emanuele Palomba p.50

speciale
La classe operaia che non lavorava. Malamilano di Alessio Galbiati pp.51-52
La mala ricorda di Alessio Galbiati p.53
Intervista a Luca Zioni, organizzatore di Mala… Ricordi? di Alessio Galbiati pp.53-54

Indice filmografico p.57

Arretrati p.58

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