.

kulturadimazza


RAPPORTO CONFIDENZIALE
rivista digitale di cultura cinematografica
NUMERO18 - ottobre 2009

gratuita, libera, indipendente
www.rapportoconfidenziale.org

 

«il talento fa quello che vuole, il genio quello che puo'. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento»
Carmelo Bene

kulturadimazza è

informazione sui tempi che

corrono e sul tempo che fugge

a cura di

Alessio Galbiati e Paola Catò

 

Optimized for Mozilla Firefox

 

Content on this blog is licensed under a

 

 

multimedia

 

CULTURE POP manifesto




Support CC - 2007

*   *   *

Rapporto Confidenziale
rivista digitale di cultura cinematografica
www.rapportoconfidenziale.org


11 dicembre 2007


Cover Boy: l'ultima rivoluzione di Carmine Amoroso, 2006


Cover Boy: l'ultima rivoluzione

Regia: Carmine Amoroso; soggetto: Carmine Amoroso; sceneggiatura: Carmine Amoroso e Filippo Ascione; fotografia: Paolo Ferrari; montaggio: Luca Manes; musiche: Marco Falagiani e Okapi; scenografia: Maria Adele Cont; costumi: Alessandro Bentivegna; interpreti: Eduard Gabia (Ioan), Luca Lionello (Michele), Chiara Caselli, Francesco Dominedò, Gabriel Spahiou, Luciana Littizzetto; produzione: Filand s.r.l.; origine: Italia 2006; durata: 97’

TRAILER (.wmv)

Solo in Italia. Ci volevano 38 festival, di cui 25 internazionali, e svariati premi perché il mercato di casa nostra si decidesse ad accogliere Cover boy, l’ottimo secondo film di Carmine Amoroso. Interpretato dal giovane Eduard Gabia, da un Luca Lionello da Oscar e da un’inedita Luciana Littizzetto drammatica, il film uscirà a gennaio con il Luce. Era ora, visto che con poesia e sincerità assoluta affronta due temi attualissimi: il precariato e la difficile integrazione romena.
[fonte: Gloria Satta, "Il Messaggero"]

“Cover-boy: l’ultima rivoluzione” di Carmine Amoroso è un film che aveva ottenuto nel maggio 2002 l’Interesse Culturale Nazionale e il conseguente finanziamento. Dopo un anno e mezzo di stallo (blocco delle commisioni ecc.) e mentre il film era in fase di preparazione, attraverso un provvedimento retroattivo (legge Urbani 2004) il finanziamento, regolarmente approvato dalla  commissione credito,  è  stato decurtato del 75%.  Nonostante l’enorme danno produttivo e alla stessa struttura narrativa, è prevalsa comunque l’urgenza di girare  il film. Con grandi sacrifici da parte degli autori, dei tecnici, delle maestranze, e del cast,  il film è stato così portato a termine nel settembre del 2006. Presentato alla prima edizione di Cinema Festa Internazionale di Roma, oggi risulta fra i film che maggiormente rappresentano l’Italia nei festival internazionali.
[fonte: Paco Cinematografica. url]

Oltre a rappresentare un esempio di cinema «autarchico» suo malgrado, poiché rientra tra le pellicole finanziate dal ministero, poi messe in ginocchio da tagli ciclopici del budget. È Cover Boy opera seconda di Carmine Amoroso (l’esordio è del ‘96 con Come mi vuoi con Monica Bellucci) che sta girando a Roma in una delle periferie più familiari al cinema di Rossellini e Pasolini: il Mandrione, ancora oggi paesaggio di casctte abusive e baracche, popolato in gran parte da extracomunitari. È qui, infatti, che vivono i de protagonisti, affittuari di Luciana Littizzetto, nei panni di una padrona di casa desiderosa di fare l’attrice, ma costretta al rango di «generica». Sono Loan Eduard Gabia) giovane rumeno, figlio di un oppositore del regime di Ceausescu, arrivato in Italia in cerca di fortuna e Michele (Luca Lionello, Giuda per Mel Gibson), un quarantenne abruzzese venuto da giovane a Roma per svoltare» e ormai provato dalla via crucis del lavoro precario. Al punto da sognare di percorrere all’inverso le rotte dell’immigrazione: andare in Romania per aprire un ristorante sul Danubio insieme all’amico.
[fonte: Gabriella Gallozzi, "Il Manifesto". url]

Come ha gestito il set del film e cosa ha prediletto nelle inquadrature?
Carmine Amoroso: Abbiamo girato il film in digitale, in HDV, con due piccole camere Sony. E spesso abbiamo girato come fosse un documentario. Era l’unica possibilità con i pochi mezzi economici che avevamo. In molte scene i protagonisti sono stati letteralmente catapultati nella vita reale. Sotto molto aspetti è un film assolutamente sperimentale. Per questo devo ringraziare tutta la troupe e il direttore della fotografia, Paolo Ferrari.
[fonte: Intervista al regista di Simone Pinchiorri, "cinemaitaliano.info". url]

Elenco dei festival ai quali il film ha partecipato. url

sfoglia     novembre        gennaio
 
rubriche
Diario
Link
culture pop (e viceversa)
Cinema
Musica
Politica
Media
Festival & co.
Corti

HOMEPAGE


Rapporto Confidenziale
cinemino
Digicult
cerca
me l'avete letto 280660 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom