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La seconda volta, Mimmo Calopresti, 1995



LA SECONDA VOLTA
regia: Mimmo Calopresti;
sceneggiatura: Francesco Bruni, Mimmo Calopresti, Heidrun Schleef;
con: Nanni Moretti, Valeria Bruni Tedeschi e Marina Confalone (fra gli altri);
produzione: Sacher Film;
anno: 1995.

Terrorismo.
Due vite: un uomo, una donna.
Narrazione per sottrazione.
Il non detto domina; la sottrazione è la cifra stilistica della recitazione, della regia.
Le lente espressioni, la mònotonia degli sguardi, la presenza-assenza attoriale è la superficie-schermo sopra la quale vengono proiettate le inquietudini dell'Italia. I loro dubbi, i nostri dubbi. Sembra tutto scorrerci davanti agli occhi, come guardando dal finestrino di un treno; sospeso in un territorio fatuo (ricordo premonitore?). La transizione fra l'era industiale e la fase recessiva (solo poi sarà post-industriale).
Silenzi e attese d'un qualcosa che non esite. Attendiamo che qualcosa accada per poi renderci conto come fulminati che in realtà già sapevamo, noi come loro, che non si può trovare nulla. Il non-detto non è tale, manca l'oggetto (soggetto) non c'è niente da doversi dire e nulla dovrà accadere.
La seconda volta non può essere. La seconda volta è un'utopia. Le utopie sono morte.

Pubblicato il 6/7/2006 alle 9.41 nella rubrica Cinema.

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