Dente, addio...
Denti di Gabriele Salvatores, 2000.
delirio. mi hanno tolto il dente. credo di non aver mai sofferto così tanto. gridavo dal dolore. sangue dappertutto. ora sono senza un dente. mi esce il sangue dalla bocca. ho la faccia tumefatta. per il resto tutto bene.
Una sequenza di giornate terribili sprofondato nel dolore. Questo soffrire m'ha ricordato d'essere umano, non che non lo sapessi... E allora inevitabilmente ripenso al cinema, a quel che attraverso i film ho già vissuto. In lotta col dolore pensavo a 'Novocaine', commedia americana del 2001, costruita attorno al potenziale narcotico degli anti dolorifici o anestetici. Questo tema, sintetizzabile come 'droga', mi ha accompagnato fino alla giornata di oggi; ho trascorso giornate durante le quali sono stato come un tossicodipendente alla ricerca del farmaco capace di lenire i miei mali, di placare quei 140 bpm che provenivano dal dente, o meglio dalla zona sottostante ad esso che ho immaginato enorme e sconfinata e della quale percepivo ogni minimo anfratto che amplificava attraverso l'effeto d'eco la ritmica satanica in esso contenuta. Non avrei mai pensato però di sprofondare sul lettino disposto a tutto pur di arrestare il guaio, non avrei mai pensato di comportarmi come Sergio Rubini in Denti di Gabriele Salvatores. La sua ultima seduta nello studio casalingo del dentista Paolo Villaggio dove fra schizzi di sangue e grida folli egli riesce a risolvere il suo problema scoprendo il terzo dente (una specie di terzo occhio) al centro della sua bocca. Cosa ho imparato?
Pubblicato il 14/9/2006 alle 23.30 nella rubrica Diario.