NOTE DI REGIA1 - IL SOLE è il terzo capitolo della mia trilogia ed è legato indissolubilmente con i precedenti MOLOCH e TAURUS. Qual è l'elemento principale che li unisce? La rappresentazione dell'eroe che vive una tragedia personale.
Incontriamo Hitler in MOLOCH all'inizio del crollo della sua individualità.
Vediamo Lenin in TAURUS, forte, violento, che non vuole arrendersi alla morte, innamorato del potere. Ognuno di loro affronta una catastrofe causata dalle loro stesse scelte e azioni.
Hitler estremizza la situazione fino ad una tragedia insensata: è chiaro che la guerra è persa, ma per adempiere al suo volere i soldati continuano a morire. Trascina con sé molte vite alla “non-esistenza”.
E invece Lenin si oppone alla “non-esistenza”: è come se lanciasse nel futuro la sua disperazione a morte, la sua intolleranza.
Sembra che esistano diverse vie d'uscita alle situazioni tragiche. L'Imperatore giapponese Hirohito è il simbolo di un finale edificante o, più precisamente, non di un finale, ma di una apertura – alla vita.
È possibile vedere con uno sguardo interiore per mettere in prospettiva: le rovine in una città distrutta, qualcuno le potrà vedere come decine di fragili edifici. Solo una speciale natura umana arriva a questa visione.
2 - Hirohito fu il più atipico dei tiranni: piccolo di statura, malaticcio, con una voce sottile, scienziato specializzato in idrobiologia. Il suo palazzo fu bruciato durante un bombardamento dagli americani e l'Imperatore visse sia nel suo bunker sotterraneo che nel laboratorio, l'unica parte del palazzo rimasta integra.
Non apparve assolutamente un dio assetato di guerra. Piuttosto, Hirohito preferì salvare vite umane rinunciando all'idea di orgoglio nazionale. Questa è la grande lealtà di Hirohito e dei politici americani che capirono e apprezzarono il suo atteggiamento.
Nel 1945 Hirohito e MacArthur trovarono una via d'uscita a una situazione che sembrava impossibile da risolvere. Questa è la lezione morale: il bene può essere intelligente e forte.
3 - È difficile definire e capire il concetto di potere in Giappone. Il Giappone è caratterizzato da un potere profondo, silenzioso, indistinto, repressivo. I giapponesi non sono come gli altri asiatici. Sono più simili agli inglesi con una consapevolezza da “isolani”. E hanno la stessa missione, ma differenti mezzi e fini di sviluppo.
D'altra parte c'è una lieve differenza tra l'adorazione per l'Imperatore del Giappone, per esempio, e quella per Stalin. E' da lungo tempo che l'esaltazione per l'istituzione del potere è entrata profondamente nella coscienza della società. Ed è molto difficile immaginare cosa serva fare oggi per convincere le persone che il potere non è dato da Dio. I giapponesi rappresentano un'umanità diversa. Questa totale separazione crea l'unico esempio di delicatezza e grazia accompagnata da forza e coraggio.
4 - Hirohito aggiunge una nota di colore al quadro del mondo che stiamo tentando di ritrarre, di creare; è un nuovo aspetto del carattere umano impossibile da comprendere totalmente. Il carattere è l'elemento principale. Il carattere è una fonte inesauribile da cui attingere ispirazione artistica…
…Io non faccio film su dittatori, ma faccio film su coloro che hanno mostrato una personalità eccezionale rispetto a tutti gli altri. Essi apparivano come coloro in grado di avere il potere decisionale. Ma la fragilità umana e la passione influenzarono le loro azioni più che la loro condizione e le circostanze. Le qualità umane e il carattere sono più importanti di qualsiasi circostanza storica – più importanti e potenti.
Il testo qui pubblicato è tratto dal Pressbook dell'Istituto Luce.
Questa la trilogia dedicata ai dittatori del XX secolo. Da mesi è dato come imminente l'annuncio d'un quarto film, dedicato al Faust. Si verrà così a configurare una tetralogia. Sokurov non conclude, rilancia.
Pubblicato il 1/12/2006 alle 22.41 nella rubrica Cinema.